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dicembre 12, 2005 Elezioni amministrative

MESSINA, COMUNALI: VINCE L'UNIONE CON IL 54,56% DEI VOTI

 

Messina, 12 dic. (Apcom) - Netta vittoria dell'Unione a Messina che con Francantonio Genovese, candidato a sindaco, si aggiudica il 54, 56% dei voti contro il 45,44% raggiunto da Luigi Ragno, candidato della Casa delle Libertà. Messina si aggiunge alle città che il centrosinistra ha già strappato alla Cdl, confermando il trend negativo che ha caratterizzato i ballottaggi del centrodestra. I messinesi scelgono di cambiare e come nel '94 assegnano la carica di sindaco al centrosinistra.

Nella segreteria di Genovese cori da stadio e esplosioni di gioia. A commentare i dati l'ex sindaco di centrosinistra Franco Providenti che nel '94 ottenne la vittoria proprio con un ballottaggio: "Mi sembra che l'affermazione di Genovese sia un'affermazione precisa che riguarda tutta la città dal centro alla periferia". Secondo Providenti il risultato "rappresenta la rottura del centrodestra, una rottura sia politica che sul candidato che viene contestato dai suoi che non vanno a votare o votano per altro candidato".

Clima opposto nella segreteria del candidato sindaco della Cdl. La mancata partecipazione al voto tra le cause primarie avanzate, e la conferma del "trend negativo che ha afflitto la Cdl nei ballottaggi". Le previsioni iniziali di una possibile vittoria di Luigi Ragno erano infatti legate alla "maggiore compattezza del voto che invece non c'è stata".

"Il successo elettorale dimostra, così come la vittoria in tutte le città del sud, che ci sono le possibilità per raccogliere un consenso elettorale vasto in primavera", ha dichiarato il segretario dei Ds, Piero Fassino, mentre affluivano i primi risultati delle elezioni comunali.
Elezioni comunali 2005: MESSINA
IL BALLOTTAGGIO
(254 sezioni su 254)

CandidatiVoti%PartitiSeggi
FRANCANTONIO GENOVESE
L'Unione
64.76054,56

Ds
Genovese sindaco
A. Saitta - Messina
Nuova Presenza
Con Francantonio
PDCI
Rif. Com.
Ricostruire Messina
Sdi
Verdi
Udeur
Margherita

-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-

LUIGI RAGNO
Casa delle Libertà
53.93945,44

UDC nel Cuore
Ragno Sindaco
An
UDC con D'Alia
CDU
Alleanza Futura
Forza Italia
La CdL
Alleanza Giovani
Azzurri
Nuova Sicilia
U.D.C.
Alleanza Tricolore
Area An Destra soc.
Alleanza per Messina
Fieramente messinesi
DC
Patto per la Sicilia
Alleanza Rosa
Pri
Città per l'uomo

-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-


IL PRIMO TURNO

CandidatiVoti %PartitiVoti %Voti   Seggi
FRANCANTONIO GENOVESE
L'Unione
45,76

Ds
Genovese sindaco
A. Saitta - Messina
Nuova Presenza
Con Francantonio
PDCI
Rif. Com.
Ricostruire Messina
Sdi
Verdi
Udeur
Margherita

4,24
7,35
2,48
0,41
3,21
0,50
1,75
0,95
2,84
1,29
3,15
9,48

5.985
10.374
3.494
574
4.526
699
2.467
1.336
4.001
1.826
4.440
13.402

-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-

  L'Unione

37,6553.124 
LUIGI RAGNO
Casa delle Libertà
45,95

UDC nel Cuore
Ragno Sindaco
An
UDC con D'Alia
CDU
Alleanza Futura
Forza Italia
La CdL
Alleanza Giovani
Azzurri
Nuova Sicilia
U.D.C.
Alleanza Tricolore
Area An Destra soc.
Alleanza per Messina
Fieramente messinesi
DC
Patto per la Sicilia
Alleanza Rosa
Pri
Città per l'uomo

1,62
2,65
8,00
7,95
0,50
1,15
8,64
1,27
1,44
1,81
3,34
4,35
1,20
1,45
1,72
0,64
0,80
1,16
1,41
1,79
2,72

2.279
3.745
11.289
11.212
701
1.619
12.226
1.796
2.031
2.552
4.712
6.132
1.687
2.042
2.428
900
1.126
1.642
1.985
2.531
3.842

-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-

  Casa delle Libertà

55,6178.477 
FILIPPO CLEMENTI

0,51

Alternativa sociale

0,20

279

-

VINCENZO ALASTRA

0,43

Fiamma tricolore

0,15

214

-

NUNZIO ROMEO

7,35

Riscatto Messina
Al. Sic.
Mov. per l'autonomia
SOS
Ama Messina

1,02
0,56
2,86
1,25
0,70

1.446
786
4.043
1.763
985

-
-
-
-
-

  Movimento per l'autonomia

6,399.023 

Dopo la vittoria alle politiche del 2001, per la Cdl quasi solo delusioni
L'emorragia di voti alle Europee, l'11-2 delle regionali, i flop alle suppletive

Centrodestra, cinque anni di sconfitte
A Messina l'ultima di una lunga serie

di DARIO OLIVERO


<B>Centrodestra, cinque anni di sconfitte<br>A Messina l'ultima di una lunga serie </B>


ROMA - Si fa prima a contare le vittorie: Catania e Taranto, la Lombardia e il Veneto, Bolzano (vinta ma subito ripersa perché il sindaco non è riuscito a mettere insieme una maggioranza e si è tornati a votare), la Provincia di Oristano. Per il resto, solo sconfitte. E' il deludente tabellino di marcia della Casa delle libertà, cominciato all'indomani della vittoria alle elezioni politiche del 2001 che consegnarono il governo del Paese al centrodestra guidato da Silvio Berlusconi.

Quel lontano maggio - in cui si concludeva la "traversata del deserto" del Cavaliere - Berlusconi tornava al governo del Paese alla guida di un partito, Forza Italia che viaggiava vicino al 30%. Ma quel risultato è rimasto l'unico segno positivo in una tabella che da allora non ha fatto che precipitare.

Da quel giorno, ad ogni consultazione elettorale, la Cdl è uscita battuta. A cominciare dall'emorragia (soprattutto per Forza Italia) delle europee del 2004 per arrivare alle regionali e amministrative dello stesso anno e di quello successivo, fino all'ultimo ballottaggio, quello di oggi per il Comune di Messina: l'ennesima sconfitta.

Non è andata meglio per Berlusconi, che come capo del governo e leader della coalizione ha la responsabilità politica di questo andamento in picchiata, neanche nelle elezioni suppletive: dal 2002 al gennaio di quest'anno si è votato 12 volte per sostituire deputati e senatori, e il Polo non ha mai vinto. Anche Milano ha voltato le spalle al Cavaliere quando nel 2004 è stato eletto uno dei grandi avversari storici: l'odiato ex presidente della Rai di centrosinistra Roberto Zaccaria.

Le sconfitte più pesanti sono però arrivate nelle ultime elezioni regionali del 5 aprile, quando il Polo è riuscito a tenere soltanto Veneto e Lombardia cedendo al centrosinistra pezzi pregiati come il Piemonte di Enzo Ghigo a Mercedes Bresso, il Lazio di Francesco Storace a Piero Marrazzo e la roccaforte Puglia al comunista Nichi Vendola oltre a Liguria, Abruzzo e Calabria. Una batosta costata a Berlusconi una lunga ed estenuante verifica con gli alleati di governo culminata con una crisi e un governo bis.

Ma quella era soltanto l'ultima eruzione di una crisi che aveva radici più lontane. Almeno un anno prima si erano già colti i segnali nelle elezioni europee e nelle amministrative: otto Province perse e tre Comuni importanti come Bergamo, Bari e Foggia ceduti agli avversari, la Sardegna consegnata a Renato Soru, senza contare i 16 Comuni non capoluogo sfumati.

E riguardo al dato proporzionale che emergeva per il Parlamento europeo rispetto a quello del '99, Forza Italia era il partito che pagava di più nell'alleanza perdendo 4 punti percentuali. Che rispetto al dato del proporzionale delle politiche del 2001 diventavano 8,4: da 29,4% a 21.

Perdere quasi dieci punti, seppure in una consultazione meno sentita dagli elettori come quella europea, era comunque una batosta resa ancora più grave dal fatto che riguardava soprattutto il partito del premier. Ma sono le cifre nude e crude a essere devastanti e testimoni del dissipamento di credito che la Cdl ha operato in una legislatura: sei Regioni, 15 Province, sei Comuni capoluogo, 19 Comuni non capoluogo.

In questo arco di tempo l'unico sprint che la Cdl e Forza Italia in particolare sono riusciti a compiere è stata l'impresa a Catania di Umberto Scapagnini, amico personale di Berlusconi, che ha conservato il Comune contro Enzo Bianco. Ma è una soddisfazione magra considerando che la Sicilia era il granaio di voti del centrodestra, sancito da un indimenticabile cappotto di 60 circoscrizioni a zero maturato nella marcia trionfale del 2001. E visto il risultato di Messina quella vittoria rischia di essere ancora più preziosa.

(Repubblica.it 12 dicembre 2005)