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Sei presidenti di Regione su diciotto «piacciono» di più ora rispetto al
giorno in cui sono stati eletti. I restanti dodici, invece. hanno perso gradimento.
Alcuni in maniera lieve, qualcun altro in modo significativo. Per Salvatole
Cuffaro, Governatore della Sicilia, e Michele lorio, alla guida del Molise.
si può parlare di un vero e proprio tonfo: il 15,2% di consensi in meno per
il primo, il 13,2 per l'altro. Possono consolarsi pensando che talvolta il tempo
rema contro: più si governa e meno si piace.
- I governatori. Anche se la prova regina resta sempre quella dei
fatti, Cuffaro - che deve, tra l'altro, difendersi dalle accuse di collusione
mafiosa - e Iorio possono vantare un'anzianità di mandato ben più lunga di quella
degli altri colleghi.
Sono stati, infatti, eletti nel 2001 - lorio dopo essere stato "ripescato"
dai giudici amministrativi, che avevano annullato le votazione dell'anno prima
-- mentre gli altri Governatori si sono insediati la scorsa primavera. Tranne
Riccardo Illy (Friuli) e Renato Soru (Sardegna): il primo nominato nel 2003.
l'ex patron di Tiscali nel 2004. E Soru è anche l'unico, fra i Governatori più
"'vecchi", a veder crescere il proprio consenso dell' 1 per cento.
Effetto delle battaglie - dal ritiro della base Usa dall'arcipelago di La
Maddalena, al braccio di ferro con Tremonti per la restituzione di 4 miliardi
di crediti, al decreto salva-coste emanato appena eletto - di rilievo nazionale
e di indubbia efficacia mediatica anche per un personaggio come Soru?
Sul fatto che la presenza sui giornali e nell'etere possa pagare pure in
termini di gradimento elettorale - senza, ovviamente, dimenticare il peso determinante
di programmi realizzati e promesse mantenute - vien da pensarlo guardando le
performance di due Governatori di fresca nomina: Mercedes Bresso in Piemonte
e Agazio Loiero in Calabria. La prima (+4,5% di consensi) in vetrina con le
Olimpiadi invernali, Loiero (+4%) impegnato nella lotta alla 'ndrangheta, che
a ottobre ha assassinato Francesco Fortugno, vice-presidente del Consiglio regionale
calabrese. A loro fa buona compagnia il giornalista Rai prestato alla politica,
Piero Marrazzo, che dopo aver spodestato l'attuale ministro della Salute, Francesco
Storace, dalla guida della Regione Lazio, consolida la sua poltrona con il 3,8%
di consensi in più.
Non può dire lo stesso Antonio Bassolino, personaggio molto presente su giornali
e Tv, ma che come governatore della Campania in questo momento segna il passo:
perde, infatti, il 7,6% dei consensi.
In Provincia. Il rapporto tra chi sale e chi scende viene rispettato
anche nelle Province: su 105 ammìnistrazioni interessate dal sondaggio, soltanto
20 presidenti aumentano il gradimento.
Il risultato più lusinghiero lo ottiene Vincenzo Bernazzoli, che guadagna
il 7,7% dei consensi, seguito (sempre in termini di incremento delle preferenze)
da Anna Pietrina Murrighile, alla guida della neonata provincia di Tempio Pausania-Olbia.
Entrambi sono esponenti del centro-sinistra, coalizione al potere nella gran
parte delle amministrazioni locali. Fra i politici di centro-destra l'aumento
maggiore (2,7%) è di Valerio Bettoni, responsabile della Provincia di Bergamo.
Ben più pesanti, invece, gli scarti fra i "perdenti": Carmine Nardone
(centro-sinistra), alla guida della Provincia di Benevento, deve fare a meno
del 18,6% dei consensi, mentre per Salvatore Leonardi (centro-destra), presidente
a Messina, sono venuti a mancare il 17,7% dei gradimenti.
ANTONELLO CHERCHI
Il Sole 24 Ore 12-12-2005


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