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La campagna elettorale di Forza Italia riparte da un gioco di parole. Si
parte da «Italia, Forza» e l'obiettivo è arrivare in tutte le case degli
italiani. Il movimento azzurro guidato da Silvio Berlusconi sa di
affrontare una difficile campagna elettorale. Per la prima volta, Forza
Italia dovrà spiegare al proprio elettorato, e soprattutto al 25% di
elettori indecisi, la sua azione riformatrice di governo. Nel 1994 Forza
Italia era appena nata, e la sua forza fu quella di proporsi come
movimento liberale e liberista.
Poi gli avvisi di garanzia, il voltafaccia della Lega, il ribaltone. Nel
1996 Berlusconi era il cavaliere disarcionato dalla vecchia politica, che
non era riuscito a imprimere il suo marchio in quei sette mesi di governo.
Nel 2001 il movimento azzurro si era presentato agli elettori come forza
d'opposizione pronta a governare, dopo la lunga «traversata del deserto» e
sulla scia di un successo elettorale dopo l'altro (Europee del 1999 e
Regionali del 2000). Nel 2001 la «forza» di Forza Italia era il suo
programma elettorale e la massiccia campagna di comunicazione.
Adesso si tratta di spiegare che quelle riforme sono realtà. Ecco perché,
di fianco alla campagna di comunicazione, e alla stesura del programma di
Forza Italia per la prossima legislatura (affidata al ministro Tremonti e
a Renato Brunetta), il partito ha messo in moto un apparato organizzativo
complesso, che sarà la spina dorsale del movimento sul territorio, prima e
durante la campagna elettorale, dalle case degli italiani fino alle urne.
Si chiama Motore Azzurro, conta su circa 180.000 «legionari del voto» ed è
stato affidato a Mario Mantovani,
europarlamentare azzurro.
La scelta di Mantovani, dicono dal quartier generale azzurro di Viale
Monza, non è stata casuale. In quanto europarlamentare non in corsa per le
elezioni politiche è super partes. Inoltre, ha dalla sua un agguerrito
gruppo di lavoro, che in questi anni lo ha affiancato nel sua attività
politica. «La nostra campagna - spiega Mantovani - si baserà su tre punti:
la comunicazione, il Motore Azzurro e il presidente in prima persona. Il
presidente Berlusconi, a partire dal 9 gennaio, farà tappa in tutte le 20 regioni italiane per spiegare l'azione del suo
governo. Il calendario è già stato scritto e pianificato, giorno per
giorno». Si chiama «Operazione verità». «Vogliamo spiegare agli italiani
il cammino di riforme che il governo Berlusconi ha portato avanti in
questi 4 anni e mezzo».
I primi manifesti a partire, nel periodo pre-natalizio, saranno dei 6x3
con un fondo azzurro e la scritta «Italia, Forza». Sono già pronti i
manifesti anche per i piccoli comuni, e avranno un formato 70x100.
Il Motore Azzurro ha già 475 Comitati per la Vittoria operativi sul
territorio. In ogni Comitato ci sarà un presidente di Comitato e un
responsabile in campagna elettorale. «Il movimento giovanile - spiega
Simone Baldelli, responsabile nazionale Giovani di Forza Italia - metterà
a disposizione dei Comitati uno o due giovani». Ogni Comitato avrà il
compito di pianificare le attività di Forza Italia in quel collegio,
assicurare la regolarità della campagna elettorale e soprattutto
presidiare capillarmente i seggi al momento del voto e dello spoglio
elettorale.
Ieri in Toscana è arrivato il
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, che ha
“arringato” militanti e parlamentari sulla mobilitazione: «Bisogna
spiegare agli elettori che votare i moderati del centrosinistra è inutile,
l'opposizione è dominata dalla sinistra estrema. Bisogna essere convinti e
convincere gli indecisi che la scelta di campo è tra noi e loro». Domani
partirà una delle iniziative, la distribuzione di 5 milioni di cartoline
attraverso gazebo nelle principali città.
«Vogliamo recuperare tutti i nostri
elettori», spiega Antonio Palmieri, responsabile nazionale della
Comunicazione elettorale azzurra. Fino al regime di par condicio ci sarà
anche una massiccia campagna elettoralein televisione, dalle tv locali a
quelle nazionali. Lo slogan «Italia, Forza» sarà il primo di una lunga
serie. Anche questa volta, altro gioco di parole, potrebbe essere il punto
di «forza».
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