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dicembre 10, 2005 Ong Transparency International

Partiti politici, istituzioni più corrotte

 

I partiti politici sono percepiti come le Istituzioni più corrotte. Questo è il risultato dell'indagine condotta in 69 paesi (interpellate 55.000 persone) dall'Ong Transparency International che ha pubblicato il Barometro mondiale della corruzione 2005.

In 45 paesi su 69 i movimenti di partito sono considerati come le Istituzioni ideali per concludere trattative illegali. Un trend preoccuopante che sottolinea una cifra in costante aumento se si considera i dati dell'anno scorso quando 36 paesi su 62 avevano citato il loro sistema politico come luogo dalla dilagante corruzione.  

Per il presidente dell'Ong Huguette Labelle "la corruzione è un problema più grave dove ha più impatto sui poveri". Il sondaggio realizzato per TI rivela che la maggioranza delle persone (57 %)sono convinte che la corruzione è aumentata nel corso degli ultimi tre anni. Il 27 % pensa sia stabile, e solo il 10% crede sia diminuita.

Stesso pessimismo per l'immediato futuro. Il 44% delle persone intervistate pensano che la corruzione aumenterà nel prossimo triennio, il 30% che farà registrare gli stessi numeri, e il 19 % che diminuirà. Paradossalmente "l'Africa si distingue per il suo ottimismo relativo", sottolinea TI.

Una considerazione che non deve in ogni caso illudere. In sei degli otto pesi africani in cui è stata condotta l'indagine infatti la polizia è percepita come Istituzione più corrotta. Anche più degli stessi partiti politici. Il Camerun, il Ghana e la Nigeria sono in cima alla lista. Nota di demerito anche per parlamenti, polizia, magistratura, dogane e pubblica amministrazione.

E in Europa? Il poco invidiabile primato spetta alle formazioni politiche. Seguono parlamenti, settori finanziari e mondo dei media. Almeno secondo il responso dei paesi a reddito alto come Italia,  Germania, Spagna, Gran Bretagna, Finlandia, Francia, Lussemburgo e Svizzera. Quasi la metà del Vecchio Continente. Oltreoceano si distingue il Canada mentre anche Israele e Giappone non confidano troppo negli affari dei loro movimenti politici mentre si salvano le Ong e le istituzioni religiose. Gruppi che godono di considerazione anche in Turchia e Grecia.  

Affari Italiani Venerdí 09.12.2005