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Due importanti novità segnano il trend elettorale della prima
settimana di dicembre, una all'interno dell'Unione, l'altra nella Cdl.
Al contempo la distanza tra le due coalizioni diminuisce e si attesta
al 7.5, tuttavia ciò non è dovuto ad una perdita di consensi
dell'Unione, quanto piuttosto ad una mobilitazione elettorale
proveniente dagli indecisi che favorisce la Casa delle Libertà, o
meglio, in modo specifico, il partito dell'Udc.
Nel centrodestra, dunque, rispetto al mese precedente, si registra un
importante passo in avanti proprio dell'Udc che, per la prima volta
dopo le dimissioni di Follini, aumenta di 1.1% raggiungendo il 5.3%.
Tale incremento diventa più rappresentativo se messo in relazione ai
due fattori che lo determinano: da un punto di vista politico coincide
con il fatto che recentemente Casini sia ritornato a tutti gli effetti
"testimonial" dell'Udc, dopo aver mantenuto in questi anni una
equidistanza dettata dal suo ruolo istituzionale di Presidente della
Camera, mentre dal punto di vista dei flussi elettorali si nota che il
trend in positivo è stato favorito prevalentemente dal target dei
cosiddetti "indecisi" e non da un movimento di consenso interno alla
coalizione. Ad oggi, quindi la popolazione che non sa ancora quale
partito votare si è ridotta di circa 500 mila elettori e attualmente
conta poco più di 9 milioni di Italiani.
Nel centrosinistra, invece, l'elemento di novità è costituito da una
flessione di quasi un punto della lista dell'Ulivo che probabilmente
paga lo scotto di una entità ancora in incubazione e di un ritardato
inizio di campagna elettorale sul proprio marchio. Nonostante ciò, il
decremento non fa perdere molti consensi all'intera coalizione poiché
crescono i partiti satelliti come il PDCI e lo Sdi+Radicali. Pertanto
L'Unione, nel suo complesso, rimane sostanzialmente stabile.
(Repubblica.it 5 dicembre 2005)
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