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dicembre 5, 2005 IPR Marketing

L'impegno di Casini aiuta l'Udc. Distanza tra coalizioni cala al 7.5%

I centristi della Cdl aumentano dell'1.1% toccando il 5.3%
Gli indecisi diminuiscono di 500 mila attestandosi a 9 milioni

 

Due importanti novità segnano il trend elettorale della prima settimana di dicembre, una all'interno dell'Unione, l'altra nella Cdl. Al contempo la distanza tra le due coalizioni diminuisce e si attesta al 7.5, tuttavia ciò non è dovuto ad una perdita di consensi dell'Unione, quanto piuttosto ad una mobilitazione elettorale proveniente dagli indecisi che favorisce la Casa delle Libertà, o meglio, in modo specifico, il partito dell'Udc.

Nel centrodestra, dunque, rispetto al mese precedente, si registra un importante passo in avanti proprio dell'Udc che, per la prima volta dopo le dimissioni di Follini, aumenta di 1.1% raggiungendo il 5.3%. Tale incremento diventa più rappresentativo se messo in relazione ai due fattori che lo determinano: da un punto di vista politico coincide con il fatto che recentemente Casini sia ritornato a tutti gli effetti "testimonial" dell'Udc, dopo aver mantenuto in questi anni una equidistanza dettata dal suo ruolo istituzionale di Presidente della Camera, mentre dal punto di vista dei flussi elettorali si nota che il trend in positivo è stato favorito prevalentemente dal target dei cosiddetti "indecisi" e non da un movimento di consenso interno alla coalizione. Ad oggi, quindi la popolazione che non sa ancora quale partito votare si è ridotta di circa 500 mila elettori e attualmente conta poco più di 9 milioni di Italiani.

Nel centrosinistra, invece, l'elemento di novità è costituito da una flessione di quasi un punto della lista dell'Ulivo che probabilmente paga lo scotto di una entità ancora in incubazione e di un ritardato inizio di campagna elettorale sul proprio marchio. Nonostante ciò, il decremento non fa perdere molti consensi all'intera coalizione poiché crescono i partiti satelliti come il PDCI e lo Sdi+Radicali. Pertanto L'Unione, nel suo complesso, rimane sostanzialmente stabile.

(Repubblica.it 5 dicembre 2005)