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novembre 30, 2005 Corriere della Sera

IL PERSONAGGIO / Parla Alessandra Ghisleri, la scienziata che cura la strategia del premier

La sondaggista di Silvio: evitare strapromesse

Era paleontologa, ma il suo professore la presentò a Crespi

 

MILANO — Il Cavaliere e la scienziata. Silvio Berlusconi ha un nuovo oracolo: ed è, per la prima volta, una donna. Alessandra Ghisleri non avrebbe mai pensato di far concorrenza a Mannheimer o Piepoli: la sua specialità era la paleontologia dei fondali. Senonché, anche i protozoi più remoti hanno qualcosa in comune con i mammiferi evoluti: la statistica suggerisce indicazioni sul loro comportamento. Ed Alessandra era così brava con i numeri, da colpire il professore per il quale lavorava. Che era un amico di Luigi Crespi, il sulfureo fondatore di Datamedia inventore del «contratto con gli italiani», e così gli presentò Alessandra: da quel momento finì la sua carriera di paleontologa, e cominciò quella di sondaggista. È lei, infatti, l'autrice dell'indagine favorevole a Berlusconi: quel 48 per cento che è stato capace di ridare la carica a un premier avvilito da mesi di tabulati sconfortanti.
Il look è milanese, un po' Prada-style. Chi la frequenta racconta però che è «capacissima di esibire l'ombelico anche d'inverno». Alessandra Ghisleri ha «qualcosa più di trentacinque anni» e non è sposata: «Vivo nel peccato. Mia madre me lo fa notare, ma io e il mio compagno non abbiamo mai sentito il bisogno del matrimonio». E poi rivendica: «Non sono una spin doctor, non mi occupo di comunicazione. Cerco di capire, attraverso metodi scientifici, quali possano essere i comportamenti in relazione al tema dato». Alessandra Ghisleri, insomma, è «l'anti-Pilo». Lo dice Mariastella Gelmini, capo di Forza Italia in Lombardia. Se l'opinion maker sardo era immerso nel partitone azzurro, «lei è distaccata — dice Gelmini —, penso politicamente lontana da noi». Se Pilo teorizzava il sondaggio come strumento per influenzare il consenso, lei pur di individuare il filtro più adatto a ridurre l'errore rinuncia a un weekend.
Come si diventa la sondaggista dell'uomo dei sondaggi? «Ho proposto una valutazione, ben prima di europee e regionali, sul perché di una certa disaffezione nei confronti di Forza Italia». Stuzzicante. «A dispetto dell'uninominale, i parlamentari azzurri apparivano agli elettori assai più lontani che non quelli della Prima Repubblica». L'altro problema ha un nome inglese:
over promise, lo «strapromettere ». «Si crea un'aspettativa molto alta — osserva Ghisleri —, addirittura indipendente dall'oggetto della promessa. E la delusione è inevitabile a prescindere. Anche se nel merito la promessa è stata mantenuta».

I SONDAGGI EUROMEDIA PUBBLICATI

Qualche riserva anche sull'anticomunismo viscerale: «Piace alla destra-destra. Per i moderati però risulta un messaggio fuori tempo». Ma la ripresa del centrodestra c'è davvero? «C'è, si tratta di consolidarla». Perché a Berlusconi «non basterà puntare su quel che si è fatto: è un messaggio troppo esposto al "piove, governo ladro"».
Lei, di suo, non si schiera: «Alla politica mi sono appassionata tardi, con Crespi. Più che altro una passione per il gioco delle intelligenze». Hai visto mai si pensasse a un qualche tifo. Schierarsi è infatti peccato mortale: «Ho clienti di tutti i colori, ma non lo dico per quello: il vero valore del mio lavoro è l'essere neutrale». Mai una tentazione "d'incoraggiare" il committente? «Mai. A costo di litigare». Con il cliente? «È una parte del mio lavoro. Se uno spende un battello per uno spot, dirgli che non è piaciuto non è simpatico. Come minimo, ti mette in dubbio». E in politica? «Peggio. "Lei non sa chi sono io"... C'è chi è convinto di aver messo insieme una grande lista, chi pensa che siccome è una persona nota... E invece, magari c'è qualcosa di sbagliato. I sondaggi servono a trovare quello. Molto più che a misurare percentuali».

Corriere della Sera 30-11-2005

I sondaggi Euromedia Research