|
MILANO — Il Cavaliere e la scienziata. Silvio Berlusconi ha
un nuovo oracolo: ed è, per la prima volta, una donna.
Alessandra Ghisleri non avrebbe mai pensato di far concorrenza a
Mannheimer o Piepoli: la sua specialità era la paleontologia dei
fondali. Senonché, anche i protozoi più remoti hanno qualcosa in
comune con i mammiferi evoluti: la statistica suggerisce
indicazioni sul loro comportamento. Ed Alessandra era così brava
con i numeri, da colpire il professore per il quale lavorava.
Che era un amico di Luigi Crespi, il sulfureo fondatore di
Datamedia inventore del «contratto con gli italiani», e così gli
presentò Alessandra: da quel momento finì la sua carriera di
paleontologa, e cominciò quella di sondaggista. È lei, infatti,
l'autrice dell'indagine favorevole a Berlusconi: quel
48 per cento che è stato capace di ridare la carica a un premier
avvilito da mesi di tabulati sconfortanti. Il look è milanese,
un po' Prada-style. Chi la frequenta racconta però che è
«capacissima di esibire l'ombelico anche d'inverno».
Alessandra Ghisleri ha «qualcosa più di trentacinque anni» e non
è sposata: «Vivo nel peccato. Mia madre me lo fa notare, ma io e
il mio compagno non abbiamo mai sentito il bisogno del
matrimonio». E poi rivendica: «Non sono una spin doctor, non mi
occupo di comunicazione. Cerco di capire, attraverso metodi
scientifici, quali possano essere i comportamenti in relazione
al tema dato». Alessandra Ghisleri, insomma, è
«l'anti-Pilo». Lo dice Mariastella Gelmini, capo di Forza
Italia in Lombardia. Se l'opinion maker sardo era immerso
nel partitone azzurro, «lei è distaccata — dice Gelmini —, penso
politicamente lontana da noi». Se Pilo teorizzava il sondaggio
come strumento per influenzare il consenso, lei pur di
individuare il filtro più adatto a ridurre l'errore
rinuncia a un weekend. Come si diventa la sondaggista
dell'uomo dei sondaggi? «Ho proposto una valutazione, ben
prima di europee e regionali, sul perché di una certa
disaffezione nei confronti di Forza Italia». Stuzzicante. «A
dispetto dell'uninominale, i parlamentari azzurri
apparivano agli elettori assai più lontani che non quelli della
Prima Repubblica». L'altro problema ha un nome inglese:
over promise, lo «strapromettere ». «Si crea
un'aspettativa molto alta — osserva Ghisleri —, addirittura
indipendente dall'oggetto della promessa. E la delusione è
inevitabile a prescindere. Anche se nel merito la promessa è
stata mantenuta».
|

|
|
I SONDAGGI EUROMEDIA PUBBLICATI
|
Qualche riserva anche
sull'anticomunismo viscerale: «Piace alla destra-destra.
Per i moderati però risulta un messaggio fuori tempo». Ma la
ripresa del centrodestra c'è davvero? «C'è, si tratta
di consolidarla». Perché a Berlusconi «non basterà puntare su
quel che si è fatto: è un messaggio troppo esposto al
"piove, governo ladro"». Lei, di suo, non si
schiera: «Alla politica mi sono appassionata tardi, con Crespi.
Più che altro una passione per il gioco delle intelligenze».
Hai visto mai si pensasse a un qualche tifo. Schierarsi è
infatti peccato mortale: «Ho clienti di tutti i colori, ma non
lo dico per quello: il vero valore del mio lavoro è
l'essere neutrale». Mai una tentazione
"d'incoraggiare" il committente? «Mai. A costo di
litigare». Con il cliente? «È una parte del mio lavoro. Se uno
spende un battello per uno spot, dirgli che non è piaciuto non è
simpatico. Come minimo, ti mette in dubbio». E in politica?
«Peggio. "Lei non sa chi sono io"... C'è chi è
convinto di aver messo insieme una grande lista, chi pensa che
siccome è una persona nota... E invece, magari c'è qualcosa
di sbagliato. I sondaggi servono a trovare quello. Molto più che
a misurare percentuali».
Corriere della Sera 30-11-2005
I sondaggi Euromedia Research
|