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ROMA - «Ecco qui», ha annunciato con evidente orgoglio Berlusconi ai cronisti nel Transatlantico di Montecitorio, sfoderando da una cartellina un foglietto ben ordinato: «La Cdl è al 48,6% con tutti quei partiti che naturalmente pensiamo vengano con noi, tra cui Alternativa sociale della Mussolini, la nuova Democrazia cristiana, la Giovane Italia... Il centrosinistra è al 48,7 : vuol dire che siamo pari, proprio come sostenevo io». Orgoglioso, appunto. Del resto è nota la fede del premier nei sondaggi e nei sondaggisti. O nelle sondaggiste, in questo caso. Cherchez la femme , come si dice. Perché cercando cercando, effettivamente, si trova il nuovo guru del Cavaliere. Si chiama Alessandra Ghisleri, milanese, una l aurea in geologia, già braccio destro di Luigi Crespi ai tempi d i Datamedia, dove arrivò a ricoprire il delicato incarico di «responsabile del settore politico » . E’ a questa giovane signora che da qualche tempo Berlusconi ha affidato la pratica di sondare il polso del paese con focus group, sondaggi, inchieste. All’inizio, finita poco gloriosamente l’avventura al fianco di Crespi, in proprio, come consulente privata di Forza Italia attraverso la ”Ghia” (dalle iniziali di Ghisleri-Alessandra). Poi, in vista delle elezioni politiche di primavera, mettendo in piedi un vero e proprio istituto di sondaggi praticamente ad hoc: Euromedia Research, del quale Alessandra Ghisleri è socia insieme ad Alfonso Lupo, altro reduce dell’avventura crespiana in Hdc. L’altra sera, incontrando i big di Forza Italia a Palazzo Grazioli per vedere tutti insieme la partita del Milan, Berlusconi ne ha approfittato per magnificare i suoi ultimi sondaggi. Annunciando anche le prossime mosse della campagna elettorale: da lunedì, al via i nuovi mega manifesti 6x3. Torna la faccia del Cavaliere con lo slogan: ”Abbiamo mantenuto tutti gli impegni e andremo avanti”. Berlusconi ha anche promesso che da qui ad aprile si impegnerà personalmente in un vero e proprio giro d’Italia, venti comizi in venti città diverse su altrettanti temi «per una campagna di comunicazione scientifica e massiccia». Resta da risolvere un problema non secondario. Quello dei finanziamenti. Con i congressi comunali e provinciali che tardano, tardano i tesseramenti e dunque i soldi in cassa. Certo, c’è sempre l’ipotesi di far pagare a tutti i candidati cinquantamila euro il posto in lista come «contributo spese», ma solo di affissioni Forza Italia (che ha già prenotato oltre la metà di tutti gli spazi disponibili) prevede un budget di una decina di milioni almeno. I conti, ovvio, non tornano. Così, con i suoi Berlusconi è stato molto chiaro: ogni collegio elettorale deve autofinanziarsi per almeno 250 mila euro, mezzo miliardo delle vecchie lire. Lui, poi, può anche pensare di farsi carico della differenza. «Ma questa volta», ha dettato perentorio, «non potrò pagare tutto io, di tasca mia». «Il dottore», per dirla con uno stretto collaboratore, «deve pensare prima alla sua, di candidatura». b.j.
Il Messaggero 24-11-2005
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