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novembre 26, 2005 La Provincia

«Non perdere voti»: caccia a Mussolini, Rauti e Dc Berlusconi

Berlusconi: si deciderà tutto per una manciata di consensi, la maggioranza va allargata. E «corteggia» i partiti minori Battaglia sui sondaggi, per il premier è parità.

Oggi il via ai primi maximanifesti, annunciato un tour in 20 città

 

Oggi Forza Italia fa ripartire la campagna dei maximanifesti con il volto del leader, come è già stato fatto in passato, l'ultima volta alle Europee del 2004.

ROMA «Sarà una corsa all'ultimo voto. In questo tipo di competizioni non se ne può perdere neanche uno». Silvio Berlusconi non ha usato mezzi termini, nel corso di due lunghe riunioni di Forza Italia, l'altro ieri, a pranzo e poi a cena, a palazzo Grazioli, per dare la carica ai suoi in vista di una «durissima» campagna elettorale che sarà decisa da «una manciata di consensi» di differenza e che comunque Fi e tutta la Cdl «possono giocare e vincere». Da qui la necessità di allargare il più possibile l'attuale maggioranza. La sinistra ha messo insieme forze che hanno metodi e anche principi diversi, come quelle che fanno capo a Di Pietro e Bertinotti, non ha espresso ancora un programma - ha argomentato il premier - ma ha invece capito che mettere insieme componenti così eterogenee porta voti. Ecco perché sarà necessario battere sulla necessità, secondo il presidente del Consiglio, di allargare la sfera dei consensi. Forza Italia è quindi al lavoro per capire quali sono le strade per trovare nuovi consensi, lavorando anche su accordi con altre forze. Basti pensare ai socialisti, ai socialdemocratici, ai radicali che non si riconoscono nella linea di Pannella, ai repubblicani, ad Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini e alla Dc di Gianfranco Rotondi che, secondo alcuni sondaggi, sembra oltretutto essere ben accreditata anche grazie al valore del simbolo, lo scudo crociato, che la rappresenta. Oggi partirà la campagna dei megamanifesti, i 6X3, con slogan del tipo «.. e andremo avanti» e «abbiamo rispettato il contratto». Ma il premier si muove tenendo ben presente che si muove in uno scenario nel quale appare in svantaggio, più o meno pesante. Nei giorni scorsi Berlusconi aveva parlato di un sondaggio che dava la Cdl alla pari con l'Unione, entrambi gli schieramenti attorno al 48%. Ieri, di fronte alle reazioni d'incredulità, lo ha sventolato. «Io non è che parlo se non ho una pezza sicura. La Cdl- ha letto il premier- è al 48,6% con tutti i partiti che pensiamo verranno con noi, l'Unione è al 48,7%. Io ho detto 48 pari, voi sapete che, statisticamente, un punto di differenza non esiste...». Una parità tra i due schieramenti, puntualizza Berlusconi, nel presupposto che la Cdl sigli un patto elettorale con tutti i piccoli partiti a destra, Dc e Alleanza sociale in primis. Quanto alla pubblicazione del sondaggio (è di Euromedia Research) sul sito governativo (come chiedono i Ds), Berlusconi non si sbilancia: «Vedremo se è possibile». Nei giorni scorsi invece erano usciti sondaggi di diversi istituti, nei quali però il centrosinistra era dato in vantaggio consistente, tra i sette e i 10 punti percentuali. Le alleanze con i partiti più piccoli diventano essenziali per il Cavaliere, anche se le reazioni sono prudenti, ma tutte interessate. Il più entusiasta è Gianfranco Rotondi, segretario della Dc per le autonomie, che ipotizza la nascita di un «centro-sinistra per Berlusconi» mettendo assieme un'aggregazione di eredi del vecchio pentapartito.Anche Alessandra Mussolini non esclude una possibile alleanza, ma punta il dito contro la legge elettorale. «Se cambiano la legge elettorale - spiega - dobbiamo prendere atto del cambiamento e, facendo politica, scegliere lo strumento più adeguato» per affrontare la sfida delle urne. Certo, argomenta l'ex deputata di Alleanza Nazionale, la marcia di avvicinamento al Polo non è tutta rose e fiori, ma «deve passare anche attraverso fatti concreti. Parleremo solo con Berlusconi, il nostro unico interlocutore perché «rapporti con Alleanza Nazionale non ne abbiamo e non credo dovremo averne in futuro». E Pino Rauti, presidente del Movimento idea sociale ha riconosciuto nei giorni scorsi al telefono Berlusconi: «l'accordo è a portata di mano» ha detto. Pino Rauti, presidente di Movimento Idea Sociale, non nasconde la soddisfazione per l'interesse verso il suo partito manifestato dal premier e da alcuni settori della Cdl.

La Provincia 24-11-2005