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La nuova legge elettorale mette in competizione le liste
dei singoli partiti e non più quelle delle coalizioni. Com’è
tipico del proporzionale, ciò consente a ciascuna componente
del centrodestra e del centrosinistra di raccogliere il consenso
di chi si sente legato ad una specifica forza,ma non è disponibile
a votare una coalizione in cui siano presenti anche altri partiti,
di orientamento parzialmente diverso. Se ne avvantaggerà
probabilmente la Cdl, che da tempo ottiene più favore per le singole
forze politiche che la compongono rispetto alla coalizione
nel suo insieme. Ma il nuovo sistema offre una opportunità in
più, della quale il centrodestra sembra volere approfittare,mentre,
per vari motivi, il centrosinistra ha più difficoltà a farlo. Esso
comporta infatti anchemaggiore libertà di azione – e di competizione
– ai singoli leader. Che, svincolati dalla disciplina di coalizione,
possono sfruttare più facilmente il loro consenso personale.
Per questo, i leader di An e Udc, non più preoccupati – anzi,
stimolati - dalla competizione con Berlusconi, stanno valutando
di dar vita, rispettivamente, alle liste Fini e
Casini.Approfittando così della loro popolarità,
assai elevata e maggiore di quella attualmente
goduta dal Cavaliere.
L’idea sembra efficace. Sia gli attuali elettori
Udc che, ancor più, quelli di An, dichiarano
di prediligere il voto per una formazione
connotata dal nome del leader. E, ciò che
è più importante, la stessa preferenza, in misura
ancoramaggiore e, questa volta, per entrambe
le formazioni, è rilevabile nell’elettorato
potenziale. Costituito da chi, pur non
avendo deciso di votare una specifica forza politica, dichiara di
«prenderla in considerazione» ed è, quindi, suscettibile di essere
«conquistato». I motivi principali per cui la «conquista» appare
più probabile se a proporsi sono la lista Fini o la lista Casini, sono
due. Il primo è noto: larga parte dell’elettorato è scontenta dei
partiti e manifesta disistima nei loro confronti. Preferendo perciò
dare fiducia alle persone, ai singoli leader. Ma Fini e Casini
attraggono voti anche grazie ad un'altra circostanza: essi costituiscono
– lo ha dichiarato di recente lo stesso segretario di An –
una valida alternativa a Berlusconi. Che, come si sa, ha deluso
parte di quanti lo avevano votato nel 2001. Si tratta di una porzione
significativa di elettorato, che dichiara oggi di non volere più
votare per il Cavaliere,ma che, al tempo stesso, non se la sente di
optare per il centrosinistra. Ed è quindi tentata dall’astensione.
La discesa in campo delle liste Fini e Casini può dunque restituire
linfa alla Cdl, «malgrado» la presenza di Berlusconi. Forse, è
proprio la larga eco suscitata di recente da questa ipotesi a spiegare,
almeno in parte, la ripresa di consensi per il centrodestra di
cui si parla in questi giorni.
Corriere della Sera 22-11-2005
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