home

politiche 2006

regionali 2005

risultati elezioni

governo

congiuntura

forum

archivio

politica on line

RSS

novembre 22, 2005 L'Osservatorio di Renato Mannheimer

Le liste personali di Fini e Casini fanno risalire i consensi del Polo

Gli elettori dichiarano di preferire il voto a formazioni connotate dal nome del leader

 

La nuova legge elettorale mette in competizione le liste dei singoli partiti e non più quelle delle coalizioni. Com’è tipico del proporzionale, ciò consente a ciascuna componente del centrodestra e del centrosinistra di raccogliere il consenso di chi si sente legato ad una specifica forza,ma non è disponibile a votare una coalizione in cui siano presenti anche altri partiti, di orientamento parzialmente diverso. Se ne avvantaggerà probabilmente la Cdl, che da tempo ottiene più favore per le singole forze politiche che la compongono rispetto alla coalizione nel suo insieme. Ma il nuovo sistema offre una opportunità in più, della quale il centrodestra sembra volere approfittare,mentre, per vari motivi, il centrosinistra ha più difficoltà a farlo. Esso comporta infatti anchemaggiore libertà di azione – e di competizione – ai singoli leader. Che, svincolati dalla disciplina di coalizione, possono sfruttare più facilmente il loro consenso personale. Per questo, i leader di An e Udc, non più preoccupati – anzi, stimolati - dalla competizione con Berlusconi, stanno valutando di dar vita, rispettivamente, alle liste Fini e Casini.Approfittando così della loro popolarità, assai elevata e maggiore di quella attualmente goduta dal Cavaliere.

L’idea sembra efficace. Sia gli attuali elettori Udc che, ancor più, quelli di An, dichiarano di prediligere il voto per una formazione connotata dal nome del leader. E, ciò che è più importante, la stessa preferenza, in misura ancoramaggiore e, questa volta, per entrambe le formazioni, è rilevabile nell’elettorato potenziale. Costituito da chi, pur non avendo deciso di votare una specifica forza politica, dichiara di «prenderla in considerazione» ed è, quindi, suscettibile di essere «conquistato». I motivi principali per cui la «conquista» appare più probabile se a proporsi sono la lista Fini o la lista Casini, sono due. Il primo è noto: larga parte dell’elettorato è scontenta dei partiti e manifesta disistima nei loro confronti. Preferendo perciò dare fiducia alle persone, ai singoli leader. Ma Fini e Casini attraggono voti anche grazie ad un'altra circostanza: essi costituiscono – lo ha dichiarato di recente lo stesso segretario di An – una valida alternativa a Berlusconi. Che, come si sa, ha deluso parte di quanti lo avevano votato nel 2001. Si tratta di una porzione significativa di elettorato, che dichiara oggi di non volere più votare per il Cavaliere,ma che, al tempo stesso, non se la sente di optare per il centrosinistra. Ed è quindi tentata dall’astensione. La discesa in campo delle liste Fini e Casini può dunque restituire linfa alla Cdl, «malgrado» la presenza di Berlusconi. Forse, è proprio la larga eco suscitata di recente da questa ipotesi a spiegare, almeno in parte, la ripresa di consensi per il centrodestra di cui si parla in questi giorni.

Corriere della Sera 22-11-2005