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IL vantaggio dell'Unione sulla Cdl continua ad oscillare tra
il 7 e l'8% e nell'ultima settimana si è fermato al 7.6%. E'
da notare, però, che mentre i voti al centrosinistra sono
rimasti stabili, si è registrato un minimo ma significativo
travaso di consenso a favore del centrodestra (+0.4%)
proveniente da un ridimensionamento degli elettori dei partiti
non schierati (-0.4%).
Si tratta di un flusso di circa 40 mila votanti che hanno
spostato il proprio baricentro politico a vantaggio del
centrodestra. Comunque sia, la distanza tra le due coalizioni
rimane consistente e rende poco realistica la proposta della
"Grosse Koalition" in versione italiana.
Tuttavia, più che uno scontro tra gli schieramenti, i
risultati mettono in risalto movimenti di consenso all'interno
della Cdl: An allunga ancora il passo e Fi subisce un
ulteriore decremento, tanto che, di settimana in settimana, si
riduce la differenza tra i due maggiori partiti del
centrodestra. Forse proprio in virtù di questo preoccupante
trend negativo degli azzurri, il premier Berlusconi ha giocato
di anticipo utilizzando strategicamente uno dei temi di
maggiore "appeal" in campagna elettorale, ovvero quello di
"una casa per tutti". Bisognerà, però, attendere qualche
settimana per capire se ci saranno effetti
sull'elettorato.
Nell'Unione gli spostamenti sono minimi, la Lista unitaria
riconferma il 35% mentre sia Pdci che Udeur si posizionano al
di sotto del 2%, mettendo in rischio la possibilità di poter
essere rappresentati alla Camera. E' da segnalare, infine, la
costante crescita dei Verdi il cui trend raggiunge la
percentuale massima del 3.3%.
di ANTONIO
NOTO (direttore IPR MARKETING)
(Repubblica.it 14 novembre 2005)
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