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novembre 8, 2005 L'Osservatorio di Renato Mannheimer

Ritocchi al Concordato Sì dal 40 % degli italiani

 

La questione è delicatissima. Non a caso buona parte dei politici preferisce non parlarne. E, spesso, coloro che lo fanno la prospettano (giustamente) con grande cautela. Ma l'idea che si possa/debba rivedere (o abolire) il concordato è relativamente diffusa nell'elettorato italiano. In una minoranza, certo: ma numericamente assai consistente. Più del 40% ritiene infatti che una revisione dell'accordo siglato a suo tempo tra lo Stato italiano e la Chiesa sia quantomeno «opportuna». E più di un italiano su cinque si spinge ad affermare che si tratterebbe di un provvedimento «molto opportuno».
C'è, come sempre accade, una differenza di opinioni tra l'elettorato di centrodestra e quello di centrosinistra. Quest'ultimo è sostanzialmente più favorevole alla modifica (o alla abolizione) del concordato: tra chi vota per i partiti dell'opposizione questa opinione supera, seppur di poco, il 50%. Viceversa, tra i votanti per la CdL la maggioranza relativa sostiene che una revisione sia poco opportuna. Ma, anche in quest'ambito, grossomodo uno su tre (con una particolare accentuazione tra gli elettori della Lega, ove superano il 40%) si dichiara viceversa a favore. In realtà, com'era forse prevedibile, la diversità di atteggiamento non dipende tanto dalla forza politica di appartenenza, quanto dall'esistenza di un riferimento più o meno stretto al cattolicesimo. Si sa che la presenza dei cattolici è «trasversale» tra i diversi partiti. Si definisce religioso/praticante grossomodo un terzo dell' elettorato di FI, di An, della Margherita. E più di un quinto di quello della Lega, dei DS, di Rifondazione.
L'orientamento favorevole alla revisione (o alla abolizione) del concordato è registrabile nella maggioranza assoluta di quanti - indipendentemente dall'orientamento politico - dichiarano di non andare "mai" alle funzioni religiose. Tra chi, viceversa, afferma di frequentare, anche raramente, la Chiesa, risulta maggioritaria l'opinione opposta. Con una intensità crescente al crescere della assiduità nella pratica religiosa. Il 70% del segmento che afferma di recarsi in Chiesa «una o più volte alla settimana» è contrario a rivedere il concordato. Ma, persino tra costoro, più del 25% vorrebbe comunque un ripensamento al riguardo.
E' un'altra conferma della misura in cui questo tema provoca fratture — anche profonde — all'interno di tutti i partiti, a destra come a sinistra. E che, per questo motivo, è considerato dirompente. Troppo per poter essere affrontato in questo momento.