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L'Unione allunga il vantaggio sulla CDL da +7 a +8%, ma la sorpresa di questa rilevazione riguarda principalmente il movimento del voto all'interno dei due raggruppamenti, e soprattutto nel centrodestra. La settimana caratterizzata, tra le altre cose, sia dalle dichiarazioni di Berlusconi sulla contrarietà alla guerra in Iraq che dalla decisa presa di posizione di Fini contro l'Iran e a favore di Israele, ha fatto registrare una oscillazione del trend del voto a favore di AN, che sale di mezzo punto indebolendo leggermente Forza Italia che arretra di uno stesso 0,5%. La tendenza potrebbe essere, dunque, di una riduzione della distanza tra il partito di Fini e quello di Berlusconi. Anche l'UDC del "dopo-Follini" fa segnare un contraccolpo in negativo, segno che il passaggio di segreteria deve essere ancora metabolizzato dagli elettori e tutt'oggi è ancora lontano dal produrre un allargamento del proprio bacino elettorale. Da una settimana all'altra, tuttavia, non si possono registrare profondi sconvolgimenti nelle intenzioni di voto, ma l'analisi del trend, anche se con bassi valori di oscillazione, aiuta a delineare le dinamiche di movimento del voto che potranno essere, confermate o meno, nei prossimi sondaggi. Nel centrosinistra, invece, mentre è ancora presto poter valutare quanto varrà effettivamente l'aggregazione tra lo Sdi, Radicali ed i Socialisti di Bobo Craxi, la Lista dell'Ulivo riconferma la propria capacità di attrazione elettorale ed attualmente, in incremento dello 0.5%, raggiunge la soglia del 35%, rappresentando così i 2/3 di coloro i quali sono intenzionati a votare per l'Unione.
di ANTONIO NOTO (*direttore di IPR MARKETING) (Repubblica.it 7 novembre 2005)
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