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novembre 3, 2005 Coesis Research

Uno studio per l'Udeur

SALE LA VOGLIA DI CENTRO: L’UDEUR VOLA AL 2,5%

Lo studio di “Coesis Research”: il Campanile può crescere. In un mese passa dall’11 al 15% la fetta degli italiani moderati

Tra i partiti del centro-sinistra, Prc al 7%, Dl al 12, Ds al 22. Il Pdci si assesta intorno al 2%, i Verdi al 3, lo Sdi al 2 e Idv all’1,5. L’attuale opposizione al 54% se si votasse domani

 

Comunicare l’Udeur. E’ questa l’esigenza da cui nasce il «Progetto Udeur Elezioni politiche 2006», uno studio commissionato dal partito di Largo Arenula all’istituto “Coesis Research” di Alessandro Amadori. Studio in cui gli obiettivi e le metodologie del piano di comunicazione interagiscono con una precisa contestualizzazione economica e politica. Quanto alla prima, il sondaggio rivela come per il 70 per cento del campione (1000 casi) la situazione economica negli ultimi sei mesi sia peggiorata (60 per cento) o rimasta uguale (10 per cento), mentre solo per il 20 per cento è migliorata. E ciò spiega anche perché tra le maggiori preoccupazioni che affliggono gli intervistati ci sia proprio l’economia (per il 27 per cento) e il posto di lavoro (per il 22). Lo scenario politico, dice Amadori, «appare oggi “in movimento”» perché «la transizione dalla “prima” alla “seconda” Repubblica non si è ancora stabilizzata». Dunque, si legge nel piano, «cresce la sensazione che nei prossimi due anni potranno esservi anche significative modificazioni non tanto, e non solo, nei rapporti di forza tra gli schieramenti, bensì nelle quote dei singoli partiti». Indicativa, in tal senso, l’auto-collocazione politica del campione in oggetto. Considerando il periodo settembre-ottobre, infatti, la percentuale di coloro che si dichiarano di «sinistra» cala di sei punti (dal 20 al 14), quella di chi si dice di «destra» di tre punti (dall’11 all’8). Sale al contrario la percentuale di coloro che si autodefiniscono di «centro-sinistra» (di tre punti: dal 33 al 36) e di «centro-destra» (di due punti: dal 25 al 27). Mentre è vero e proprio exploit per i virtuali elettori di «centro», con quattro punti in più ad ottobre rispetto a settembre: da 11 a 15. Nel complesso, quindi, le percentuali – al netto di quanti non esprimono un’opinione (il 37 per cento) – delineano un panorama politico così composto: «centro-sinistra» al 50 per cento, «centro-centro» al 15, «centro-destra» al 35 per cento». E se si votasse domani per il rinnovo del Parlamento, il 54 per cento voterebbe l’Unione (a settembre il 53) mentre il 42 per cento (contro un 44 di settembre) la Cdl. Anche in questo caso, le percentuali fotografano la situazione al netto di quanti non esprimono un’opinione (il 34 per cento). A livello di scelta partitica, poi, l’11 per cento dirotterebbe la sua preferenza per An, il 18 per Fi, il 6 per cento per l’Udc e il 5 per la Lega. Più bassi i consensi al Pri (0,5), al Nuovo Psi e ad Alternativa Sociale (1 per cento). Mentre, nel campo dell’opposizione, il Prc starebbe al 7 per cento, la Margherita al 12, i Ds al 22 per cento. Quanto alle altre forze politiche dell’alleanza, il Pdci oscillerebbe intorno al 2 per cento, i Verdi al 3, lo Sdi al 2 e l’Idv di Di Pietro al 1,5 per cento. Il partito dei Popolari-Udeur, secondo lo studio di Salvadori, balzerebbe al 2,5 per cento. Risultato questo che, spiega il professore milanese, è più soggetto di altri ad un repentino mutamento in positivo, dato che «uno dei partiti che pare avere più probabilità di mostrare dinamiche elettorali positive è l’Udeur». La possibilità per il Campanile di sviluppare un più ampio bacino elettorale, spiega Amadori, si deve alla «capacità di attirare voti “centristi” in un momento in cui il corpo elettorale sembra riscoprire appunto valori e comportamenti “centristi”». Dunque, può diventare prospettiva concreta per Largo Arenula «crescere in quota» con «una “target-share” che potrebbe essere quella del 2,5 o 3 per cento» e per il leader Clemente Mastella «aumentare il suo livello di gradimento e fiducia presso l’opinione pubblica». Quanto alla metodologia, Amadori propone di mettere in campo «sondaggi di opinione quantitativi» e «focus group qualitativi». Nello stesso tempo, accanto alle fasi di ricerca quantitativa e qualitativa, occorre sviluppare una «strategia comunicativa efficace» le cui componenti sono il «telemarketing» (vale a dire, contattare telefonicamente l’elettore per ricordargli l’appuntamento delle elezioni ed esortarlo a votare Udeur) e il «direct mailing» (ossia l’invio tramite posta di materiale riguardante la campagna elettorale del Campanile). Insomma, tutto è pronto per la sfida di primavera. E se le Primarie sono state un buon antipasto, l’Udeur spera che il pranzo sia ancora più delizioso.

di Giuseppe Petrocelli

Il Campanile 03-11-2005