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Comunicare
l’Udeur. E’ questa l’esigenza da cui nasce il «Progetto Udeur Elezioni
politiche 2006», uno studio commissionato dal partito di Largo Arenula
all’istituto “Coesis Research” di Alessandro Amadori. Studio in cui gli
obiettivi e le metodologie del piano di comunicazione interagiscono con
una precisa contestualizzazione economica e politica. Quanto alla
prima, il sondaggio rivela come per il 70 per cento del campione (1000
casi) la situazione economica negli ultimi sei mesi sia peggiorata (60
per cento) o rimasta uguale (10 per cento), mentre solo per il 20 per
cento è migliorata. E ciò spiega anche perché tra le maggiori
preoccupazioni che affliggono gli intervistati ci sia proprio
l’economia (per il 27 per cento) e il posto di lavoro (per il 22). Lo
scenario politico, dice Amadori, «appare oggi “in movimento”» perché
«la transizione dalla “prima” alla “seconda” Repubblica non si è ancora
stabilizzata». Dunque, si legge nel piano, «cresce la sensazione che
nei prossimi due anni potranno esservi anche significative
modificazioni non tanto, e non solo, nei rapporti di forza tra gli
schieramenti, bensì nelle quote dei singoli partiti». Indicativa, in
tal senso, l’auto-collocazione politica del campione in oggetto.
Considerando il periodo settembre-ottobre, infatti, la percentuale di
coloro che si dichiarano di «sinistra» cala di sei punti (dal 20 al
14), quella di chi si dice di «destra» di tre punti (dall’11 all’8).
Sale al contrario la percentuale di coloro che si autodefiniscono di
«centro-sinistra» (di tre punti: dal 33 al 36) e di «centro-destra» (di
due punti: dal 25 al 27). Mentre è vero e proprio exploit per i
virtuali elettori di «centro», con quattro punti in più ad ottobre
rispetto a settembre: da 11 a 15. Nel complesso, quindi, le percentuali
– al netto di quanti non esprimono un’opinione (il 37 per cento) –
delineano un panorama politico così composto: «centro-sinistra» al 50
per cento, «centro-centro» al 15, «centro-destra» al 35 per cento». E
se si votasse domani per il rinnovo del Parlamento, il 54 per cento
voterebbe l’Unione (a settembre il 53) mentre il 42 per cento (contro
un 44 di settembre) la Cdl. Anche in questo caso, le percentuali
fotografano la situazione al netto di quanti non esprimono un’opinione
(il 34 per cento). A livello di scelta partitica, poi, l’11 per cento
dirotterebbe la sua preferenza per An, il 18 per Fi, il 6 per cento per
l’Udc e il 5 per la Lega. Più bassi i consensi al Pri (0,5), al Nuovo
Psi e ad Alternativa Sociale (1 per cento). Mentre, nel campo
dell’opposizione, il Prc starebbe al 7 per cento, la Margherita al 12,
i Ds al 22 per cento. Quanto alle altre forze politiche dell’alleanza,
il Pdci oscillerebbe intorno al 2 per cento, i Verdi al 3, lo Sdi al 2
e l’Idv di Di Pietro al 1,5 per cento. Il partito dei Popolari-Udeur,
secondo lo studio di Salvadori, balzerebbe al 2,5 per cento. Risultato
questo che, spiega il professore milanese, è più soggetto di altri ad
un repentino mutamento in positivo, dato che «uno dei partiti che pare
avere più probabilità di mostrare dinamiche elettorali positive è
l’Udeur». La possibilità per il Campanile di sviluppare un più ampio
bacino elettorale, spiega Amadori, si deve alla «capacità di attirare
voti “centristi” in un momento in cui il corpo elettorale sembra
riscoprire appunto valori e comportamenti “centristi”». Dunque, può
diventare prospettiva concreta per Largo Arenula «crescere in quota»
con «una “target-share” che potrebbe essere quella del 2,5 o 3 per
cento» e per il leader Clemente Mastella «aumentare il suo livello di
gradimento e fiducia presso l’opinione pubblica». Quanto alla
metodologia, Amadori propone di mettere in campo «sondaggi di opinione
quantitativi» e «focus group qualitativi». Nello stesso tempo, accanto
alle fasi di ricerca quantitativa e qualitativa, occorre sviluppare una
«strategia comunicativa efficace» le cui componenti sono il
«telemarketing» (vale a dire, contattare telefonicamente l’elettore per
ricordargli l’appuntamento delle elezioni ed esortarlo a votare Udeur)
e il «direct mailing» (ossia l’invio tramite posta di materiale
riguardante la campagna elettorale del Campanile). Insomma, tutto è
pronto per la sfida di primavera. E se le Primarie sono state un buon
antipasto, l’Udeur spera che il pranzo sia ancora più delizioso.
di Giuseppe Petrocelli
Il Campanile 03-11-2005
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