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Troppa
politica in tv e nei giornali? E' un'accusa che spesso viene mossa ai
"palinsesti" degli organi d'informazione per giustificare la fuga di
telespettatori e, soprattutto, lettori. Eppure in una ricerca condotta
dall'Istituto Carlo Cattaneo per l'Associazione Italiana di Comunicazione Pubblica e Istituzionale
che sarà presentata al Com.p.a. di Bologna nei prossimi giorni, emerge
che ben due terzi del campione (il 66,6% di 1.438 cittadini italiani
tra i 18 e i 64 anni, intervistati dal 5 al 29 settembre 2005 con
questionario Cati) ascolta praticamente tutti i giorni notizie di
politica in tv, dato che scende al 36,6% per i quotidiani. Incrociando
i dati di stampa e tv, solo un 4,5% della popolazione dichiara di non
essere mai esposta a questo genere di notizie. Questi numeri però
non corrispondono certo a un'accettazione senza riserve: molto elevato
infatti il grado di scetticismo degli italiani rispetto alla
comunicazione politica sui media. La tv è in testa alla classifica
dell'affidabilità (lo dice il 33% della tv pubblica e l'8,7% della
privata), seguita da quotidiani e settimanali, a quota 22,5%, Internet
(15%), radio pubblica (3,9%) e privata (2,3%). L'elevato numero di
mancate risposte e la forte preferenza riservata alla Rete sono da
interpretare come segnali di sfiducia nei confronti delle modalità con
cui i principali media parlano di politica. Tesi che viene
confermata dalla domanda riferita al grado di equilibrio di tg e
giornali: per il 64,3%degli intervistati infatti né i notiziari
pubblici, né quelli privati sono equilibrati, contro un misero 14% che
"promuove" entrambi. Al contempo, la schiacciante maggioranza (85,1%)
del campione dichiara di preferire giornali che diano voci in modo
paritario a tutte le parti politiche rispetto a quelli ufficialmente
"schierati" (scelti dal 14,9%). E cosa viene ritenuto utile
nell'attuale panorama dell'informazione politica? Il 52,6% apprezza le
spiegazioni del significato e della conseguenza delle leggi, mentre il
16,6% non si perde i "pastoni", resoconti stringati di quanto accade in
Parlamento. L'11,6% promuove i dibattiti fra politici sulle questioni
più importanti e il 10,6% le spiegazioni delle posizioni dei singoli
partiti. Solo l'1% vorrebbe informazioni sui singoli personaggi
politici e sulle loro vite: poco seguito, sembrerebbe, per il "modello Anna La Rosa". Poco
"esterofili" invece gli intervistati, che nel 58,6% dei casi
considerano adeguato il tempo che i telegiornali dedicano alla politica
italiana, e nel 53,6% a quella europea. Il 25,7% invece vorrebbe che
venisse ridotto lo spazio della politica di casa nostra e il 13,3% di
quella Ue.Maria Comotti
Punto,com 02/11/2005
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