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novembre 2, 2005 Punto.com

Politica: i tg le fonti più affidabili. Ma per il 64% non sono equilibrati

Ricerca dell'Istituto Cattaneo: utili le spiegazioni sul significato delle leggi. Segno che l'establishment si fa capire poco

 

Troppa politica in tv e nei giornali? E' un'accusa che spesso viene mossa ai "palinsesti" degli organi d'informazione per giustificare la fuga di telespettatori e, soprattutto, lettori. Eppure in una ricerca condotta dall'Istituto Carlo Cattaneo per l'Associazione Italiana di Comunicazione Pubblica e Istituzionale che sarà presentata al Com.p.a. di Bologna nei prossimi giorni, emerge che ben due terzi del campione (il 66,6% di 1.438 cittadini italiani tra i 18 e i 64 anni, intervistati dal 5 al 29 settembre 2005 con questionario Cati) ascolta praticamente tutti i giorni notizie di politica in tv, dato che scende al 36,6% per i quotidiani. Incrociando i dati di stampa e tv, solo un 4,5% della popolazione dichiara di non essere mai esposta a questo genere di notizie.
Questi numeri però non corrispondono certo a un'accettazione senza riserve: molto elevato infatti il grado di scetticismo degli italiani rispetto alla comunicazione politica sui media. La tv è in testa alla classifica dell'affidabilità (lo dice il 33% della tv pubblica e l'8,7% della privata), seguita da quotidiani e settimanali, a quota 22,5%, Internet (15%), radio pubblica (3,9%) e privata (2,3%). L'elevato numero di mancate risposte e la forte preferenza riservata alla Rete sono da interpretare come segnali di sfiducia nei confronti delle modalità con cui i principali media parlano di politica.
Tesi che viene confermata dalla domanda riferita al grado di equilibrio di tg e giornali: per il 64,3%degli intervistati infatti né i notiziari pubblici, né quelli privati sono equilibrati, contro un misero 14% che "promuove" entrambi. Al contempo, la schiacciante maggioranza (85,1%) del campione dichiara di preferire giornali che diano voci in modo paritario a tutte le parti politiche rispetto a quelli ufficialmente "schierati" (scelti dal 14,9%). E cosa viene ritenuto utile nell'attuale panorama dell'informazione politica? Il 52,6% apprezza le spiegazioni del significato e della conseguenza delle leggi, mentre il 16,6% non si perde i "pastoni", resoconti stringati di quanto accade in Parlamento. L'11,6% promuove i dibattiti fra politici sulle questioni più importanti e il 10,6% le spiegazioni delle posizioni dei singoli partiti. Solo l'1% vorrebbe informazioni sui singoli personaggi politici e sulle loro vite: poco seguito, sembrerebbe, per il "modello Anna La Rosa".
Poco "esterofili" invece gli intervistati, che nel 58,6% dei casi considerano adeguato il tempo che i telegiornali dedicano alla politica italiana, e nel 53,6% a quella europea. Il 25,7% invece vorrebbe che venisse ridotto lo spazio della politica di casa nostra e il 13,3% di quella Ue.Maria Comotti


Punto,com 02/11/2005