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ottobre 23, 2005 EUROPA

Un senato su misura per la Cdl

 

Nei confronti dei mutamenti introdotti dalla nuova legge elettorale, in discussione in parlamen to, quasi  tutti i commentatori si sono a lungo soffermati sui possibili risultati riguardanti h camera de deputati. Pochi hanno cercato di elaborare gli scena ri futuri in riferimento al senato.

In questo ramo del parlamento, come noto, la riforma prevede importanti differenziazioni rispetto alla camera. Cercherà qui dunque di analizzare quale potrebbe essere la configurazione del futuro senato, sulla base dei più recenti sondaggi di voto, utilizzando in particolare quelli di Ipsos, che si ririgraziasper averli messi a disposizione.

Vediamo innanzitutto di riassumere i termini della proposta di legge per quanto concerne il senato, fatti salvi i cambiamenti che potrebbero essere annullati dalla corte costituzionale.

Le differenze con la legge alla camera riguardano soprattutto tre elementi: le regioni a statuto speciale, le soglie di sbarramento ed il premio di maggioranza. Per quanto riguarda Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige, permane in queste regioni la precedente modalità di voto, basato sui collegi (che è peraltro unico in Val d'Aosta, mentre sono sei in Trentino A.A., più uno di recupero proporzionale).

Per quanto concerne le soglie, esse sono più o meno raddoppiate rispetto alla camera: sono escluse infatti dalla rappresentanza al senato le coalizioni che non superano il 20 per cento dei voti validi (contro il 10 per cento della camera), i partiti "coalizzati" che restano al di sue del 3 per cento (contro il 2 per cento) e i partiti non coalizzati che non superano 1`8 per cento (contro il 4 per cento).

Veniamo infine all'elemento che più differisce dalla proposta della camera, vale a dire il premio di maggioranza, che al senato non si calcola a livello nazionale, ma a livello regionale. Il che significa che, in ogni regione, viene attribuito un premio ai partiti facenti parte della coalizione vincente in quella regione, fino a portare la coalizione ad avere almeno il 55 per cento dei seggi spettanti in quell'ambito territoriale. '

Se dunque, ad esempio, in Lombardia devono venir attribuiti 46 seggi, ai partiti della coalizione vincente ne spetteranno un minimo di 26, mentre ai partiti delle altre coalizioni che hanno superato lo sbarramento ne spetteranno i restanti venti. Questa clausola, evidentemente, potrebbe provocare una situazione in cui le diverso maggioranze regionali non portano ad ottenere una significativa maggioranza a livello nazionale.

Nella simulazione presentata nella tabella, basata come detto, sui più recenti orientamenti di voto per regione, la configurazione del senato si avvicina proprio alla situazione di sostanziale pareggio qui ipotizzata. Il centrodestra, pur vincendo in sole sette regioni (che sono peraltro tra le più popolose) si troverebbe in una condizione di "quasi pareggio" con il centrosinistra.

Anche attribuendo all'Unione il Lazio, dove regna un forte equilibrio, il divario tra le due coalizioni sarebbe limitato a otto seggi, che diventerebbero sedici se l'Unione vincesse anche in Puglia. Come appare chiaro, una legge presentata per permettere il massimo della stabilità governativa, produrrebbe al senato una condizione particolarmente favorevole a costanti tentativi di "compravendita" dei senatori eletti. In particolare, perché verrebbe meno, in maniera ancor più evidente, il vincolo di appartenenza coalizionale, che sarebbe limitato al contesto regionale e non nazionale.

Come già argomentavo giovedì scorso, la proposta di legge per il senato sembra essere costruita appositamente per avvantaggiare la Cdl: essendo l'attuale opposizione da molto tempo più forte al senato che alla camera, sarebbe infatti relativamente più facile, per il centrosinistra, il premio di maggioranza, in caso di computo nazionale. Il centrodestra limita in questo modo i danni complessivi, potendo comunque contare su un certo numero di regioni molto popolose dove, come si è visto, è più probabile la loro vittoria (Lombardia, Veneto, Sicilia e, forse, Lazio e Puglia).

La simulazione qui presentata ne è la prova più evidente.

Paolo Natale

EUROPA 22-10-2005