|
Nei
confronti dei mutamenti introdotti dalla nuova legge elettorale, in discussione
in parlamen to, quasi tutti i commentatori si sono a lungo soffermati
sui possibili risultati riguardanti h camera de deputati. Pochi hanno cercato
di elaborare gli scena ri futuri in riferimento al senato.
In questo ramo del parlamento, come noto, la riforma prevede
importanti differenziazioni rispetto alla camera. Cercherà qui dunque di analizzare
quale potrebbe essere la configurazione del futuro senato, sulla base dei più
recenti sondaggi di voto, utilizzando in particolare quelli di Ipsos, che si
ririgraziasper averli messi a disposizione.
Vediamo innanzitutto di riassumere i termini della proposta
di legge per quanto concerne il senato, fatti salvi i cambiamenti che potrebbero
essere annullati dalla corte costituzionale.
Le differenze con la legge alla camera riguardano soprattutto
tre elementi: le regioni a statuto speciale, le soglie di sbarramento ed il
premio di maggioranza. Per quanto riguarda Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige,
permane in queste regioni la precedente modalità di voto, basato sui collegi
(che è peraltro unico in Val d'Aosta, mentre sono sei in Trentino A.A., più
uno di recupero proporzionale).
Per quanto concerne le soglie, esse sono più o meno raddoppiate
rispetto alla camera: sono escluse infatti dalla rappresentanza al senato le
coalizioni che non superano il 20 per cento dei voti validi (contro il 10 per
cento della camera), i partiti "coalizzati" che restano al di sue
del 3 per cento (contro il 2 per cento) e i partiti non coalizzati che non superano
1`8 per cento (contro il 4 per cento).
Veniamo infine all'elemento che più differisce dalla proposta
della camera, vale a dire il premio di maggioranza, che al senato non si calcola
a livello nazionale, ma a livello regionale. Il che significa che, in ogni regione,
viene attribuito un premio ai partiti facenti parte della coalizione vincente
in quella regione, fino a portare la coalizione ad avere almeno il 55 per cento
dei seggi spettanti in quell'ambito territoriale. '
Se dunque, ad esempio, in Lombardia devono venir attribuiti
46 seggi, ai partiti della coalizione vincente ne spetteranno un minimo di 26,
mentre ai partiti delle altre coalizioni che hanno superato lo sbarramento ne
spetteranno i restanti venti. Questa clausola, evidentemente, potrebbe provocare
una situazione in cui le diverso maggioranze regionali non portano ad ottenere
una significativa maggioranza a livello nazionale.
Nella simulazione presentata nella tabella, basata come detto,
sui più recenti orientamenti di voto per regione, la configurazione del senato
si avvicina proprio alla situazione di sostanziale pareggio qui ipotizzata.
Il centrodestra, pur vincendo in sole sette regioni (che sono peraltro tra le
più popolose) si troverebbe in una condizione di "quasi pareggio"
con il centrosinistra.
Anche attribuendo all'Unione il Lazio, dove regna un forte
equilibrio, il divario tra le due coalizioni sarebbe limitato a otto seggi,
che diventerebbero sedici se l'Unione vincesse anche in Puglia. Come appare
chiaro, una legge presentata per permettere il massimo della stabilità governativa,
produrrebbe al senato una condizione particolarmente favorevole a costanti tentativi
di "compravendita" dei senatori eletti. In particolare, perché verrebbe
meno, in maniera ancor più evidente, il vincolo di appartenenza coalizionale,
che sarebbe limitato al contesto regionale e non nazionale.
Come già argomentavo giovedì scorso, la proposta di legge
per il senato sembra essere costruita appositamente per avvantaggiare la Cdl:
essendo l'attuale opposizione da molto tempo più forte al senato che alla camera,
sarebbe infatti relativamente più facile, per il centrosinistra, il premio di
maggioranza, in caso di computo nazionale. Il centrodestra limita in questo
modo i danni complessivi, potendo comunque contare su un certo numero di regioni
molto popolose dove, come si è visto, è più probabile la loro vittoria (Lombardia,
Veneto, Sicilia e, forse, Lazio e Puglia).
La simulazione qui presentata ne è la prova più evidente.
Paolo Natale
EUROPA 22-10-2005
|