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ottobre 21, 2005 Punto.com

Il successo mediatico ha benedetto il voto

Esperti di comunicazione a confronto sull'esito delle Primarie dell'Unione con più di quattro milioni alle "urne urbane"

Franco Ferrarotti: «Grande visibilità: ci sono nomi, come Scalfarotto,  di cui non si sapeva nulla» Mario Rodriguez: «C'è lo spazio per un partito public company da opporre al partito azienda» Alberto Abruzzese: «Un messaggio passato  non attraverso i media  ma faccia a faccia, dal vivo» Omar Calabrese: «L'informazione poteva fare di più e c'è anche chi ha un po' barato come Emilio Fede»

 

Quattro milioni 311 mila 149 votanti e il 74,1% delle preferenze per Romano Prodi sono i dati definitivi forniti dall'Unione delle Primarie del Centrosinistra per scegliere il candidato premier. «Un grande risultato d'immagine per Prodi» e «il successo premia il coraggio» sono due degli slogan che a caldo formula il sociologo delle Comunicazioni di massa Alberto Abruzzese che commenta: «Una scelta coraggiosa realizza un successo mediatico che non poteva essere oscurato, nel senso che è immagine urbana: si vedevano i punti in cui le persone sono andate a votare, la loro preferenza, e questo è un grande fatto. Nel luogo urbano c'è stata la dimostrazione di una partecipazione civile all'evento e anche un clima che rispecchiava abbastanza bene il tipo di culture raccolte attorno all'Unione. Quindi questa formula ha raggiunto il risultato che è sempre potente che è quello di una comunicazione che passa non attraverso i media, ma che è locale, faccia a faccia, dal vivo: una grande comunicazione dal vivo». E le presunte irregolarità, i cui sospetti sono nati proprio internamente all'Unione con le dichiarazioni di Clemente Mastella che hanno regalato un terreno fertile di polemiche al Centrodestra - tra le quali quelle del capogruppo di Forza Italia al Senato Renato Schifani: «Le critiche che muoviamo sono solo quelle delle denunzie di Mastella circa le schede prestampate "Prodi" e quelleche nascono da una notizia di stamattina (ieri per chi legge, ndr) per la quale un giornalista del quotidiano "La Sicilia" ha votato per due volte» -, non oscurerebbero la forza dell'evento: «Tutto quello che può riguardare il sospetto, fino a che non viene trovata la prova, io sono chiamato a riconoscere che l'operazione dal punto di vista mediatico è molto riuscita. C'è la visibilità ottenuta dal vivo e c'è la notizia che comunque non può che essere data dai media di un successo numerico, cioè quantitativo. Questi sono due fattori che premiano un gesto coraggioso. Dopo di che ci sono state anomalie e si è votato più volte? Spero di no. Io appartengo all'area della Sinistra ma non sono benevolo nei confronti della mia stessa area, ma il clima che si viveva in questa operazione aveva tutta l'area di civile partecipazione». Ma che polemiche sulla regolarità delle Primarie nascessero «era prevedibile - dice Omar Calabrese, docente di Teoria della Comunicazione -, come d'altronde accade anche nelle Primarie americane. C'è sempre la possibilità per chi non fa parte di una coalizione di sostenere che nel meccanismo privato, perché le Primarie sono ritenute private, di non essere tutto regolare. Questo fa parte del gioco». Però nota che dal punto di vista dell'immagine è un bilancio particolarmente positivo perché i media si cibano di eventi ed è stato creato un evento e aggiunge che: «Le Primarie sono un punto di partenza perché oggettivamente sono un'innovazione ma creano delle aspettative che poi bisogna mantenere».
Sulla qualità della novità si sofferma anche il sociologo Franco Ferrarotti: «Le primarie in Paesi come gli Stati Uniti sono molto importanti perché servono in maniera diciamo anche conflittuale a scegliere il candidato alla presidenza. In Italia è una novità che credo abbia soprattutto avuto una funzione diversa: far capire fra i vari responsabili importanti dello schieramento, in questo caso di Centrosinistra - anche il Centrodestra avrebbe potuto farlo se avesse voluto - fra quelli che avevano un peso maggiore rispetto all'opinione comune, cioè l'opinione pubblica di Centro Sinistra, e in questo senso sono state un'esperienza importante. Tant'è che gli elettori hanno risposto secondo percentuali anche in numero globale piuttosto ragguardevoli. Tenuto conto comunque che si tratta di elezioni interne allo schieramento, debbo dire che sono state l'occasione di una grande visibilità. Direi che da questo punto di vista le Primarie hanno svolto bene il compito in base al quale sono state indette. Addirittura ci sono nomi, come Scalfarotto, di cui non si sapeva nulla e che sono in qualche modo, almeno per qualche tempo balzati agli onori della cronaca. Io credo che dal punto di vista mediatico, come sempre accade con i processi elettorali, sia stato un fatto positivo nel senso che le elezioni primarie hanno reso possibile una visibilità maggiore».
Un successo di visibilità non baciato da un riscontro di ampia copertura dei tg però come ha avuto da ridire Prodi che ha parlato di offuscamento. Per Abruzzese questa non sarebbe una novità: «C'è un certo uso dei tg che come sempre accade è in qualche modo controllato dal governo in atto. È sempre stato così, quindi anche in questo caso è così. Mi scandalizza, come mi scandalizza generalmente questo fatto, che l'informazione non riesca a correre essa stessa il rischio di dare tutte le notizie e di far nascere dal fatto che dà tutte le notizie una discussione. L'informazione non vuole rischiare su questo e fa una pratica invece di gerarchia della notizia? Questo è frutto di un malcostume sull'influenza che la politica ha sui nostri media dell'informazione. Perciò insistevo sulla comunicazione dal vivo, perché il fatto che abbia funzionato dal vivo rende in qualche modo non solo meno rilevante il parziale silenzio dell'informazione, ma la mette anche a nudo, la denuncia». Per Calabrese nelle affermazioni di Prodi «c'è del vero. Si poteva fare di più e c'è anche chi ha un po' barato come Emilio Fede che invitava ad andare a votare Fausto Bertinotti». Voce fuori dal coro l'esperto di comunicazione politica Mario Rodriguez che afferma: «Mi sembra che tutti i telegiornali ne abbiano parlato e mi pare anzi che per un'iniziativa di partito sia stata data comunque un'informazione sufficiente». E fa una riflessione sull'evento: «Siccome è una grande investitura (la risposta alle "urne", ndr) questo potrebbe servire al Centrosinistra per spostare l'attenzione dalla Riforma elettorale, da dove l'aveva attirata Berlusconi, conquistando molta dell'attenzione e riuscendo a far passare l'approvazione alla Camera della Riforma elettorale come un successo. Quindi è una grandissima occasione per il Centrosinistra per modificare l'agenda. Questa è la prima considerazione che mi sento di fare. Poi secondo me c'è un altro significato un po' più politico che è il fatto che si dimostra che le persone che vengono chiamate ad avere un briciolo di potere l'esercitano e quindi lo spazio per avere in Italia un partito che sia una public company da contrapporre ad un partito azienda esiste. Bisogna che adesso i leader del Centrosinistra non tradiscano queste attese. È una domanda di partecipazione che bisogna saper cogliere, non mi sembra che sia stata colta, certamente dal Centrodestra o almeno da Forza Italia che ha organizzato la propria vita interna sempre come un'azienda, ma sinceramente non è stata ancora raccolta a sufficienza da nessun partito del Centrosinistra, neanche dai DS».
Ornella Petrucci


18/10/2005