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ottobre 22, 2005 Punto.com

Rockpolitik, Santoro non fa il botto

Record di ascolti, con oltre il 47% di share, e record di reazioni: tutto il mondo politico ieri ha voluto commentare la trasmissione

I momenti "politici" della trasmissione di Celentano non hanno fatto picchi d'ascolto. Quelli folli sì

 

L'Auditel è Rock con Celentano. Nel mondo del catodico ci sono sempre meno certezze, come sanno bene "mostri" del calibro di Baudo, Bonolis, o Scotti. Un anno alle stelle, e magari l'altro patapunf!, si rischia di sembrare cotti. Solo il Molleggiato rimane il "preferito dagli Dei della Tv". Non conosce Purgatorio, ha una linea diretta col successo. Sarà pure Rockciofeca, come starnazzano a destra, però resta una ciofeca che "buca" l'immaginario italico, su questo non ci piove.
Ragazzi, la prima puntata di Rockpolitik ha raccolto un 47,2% dello share, oltre undici milioni e mezzo di italiani a seguire il vecchio "predicantante". Uno spettatore su due è rimasto inchiodato a seguire le cantate dal vivo e in playback, i sermoni cattoecologisti, le ramanzine sulla libertà di parola, i vuoti di memoria, i comici che non fanno ridere, e le bonazze anni 50. Che lo si voglia o no, Celentano è un boss della televisione, conosce d'istinto come catturare l'attenzione ogni tre-quattro anni. E con Rockpolitik, c'è riuscito più delle altre volte. Si deve essere chiesto: cos'è che manca a questa televisione berlusconizzata? La libertà d'informazione? Invitiamo Santoro, ricordiamo l'editto di Sofia di Berlusconi contro Biagi, Santoro e Luttazzi. L'ecologia e lo sfascio del territorio sono spariti dai dibattiti televisivi e dalla politica? E allora giù duri col monologo sui "palazzi di cemento, mostri spaventosi che alimentano lo stress dove il minimo è l'esaurimento nervoso". Tutti i politici per Adriano sono colpevoli di aver «orrendamente sfregiato la cultura. Intanto stiamo andando verso la rovina e i ghiacciai si sciolgono». Sono questi i "trucchi del rabdomante". Aver invitato Santoro non gli ha portato più ascoltatori: nei sette minuti di Michele chi, la curva d'ascolto non ha avuto alcuna impennata, raccogliendo un 47% di media, che era la stessa del precedente duetto imbarazzante con Gerard Depardieu. Anzi, per essere ancora più precisi, lo share è aumentato appena Santoro se n'è andato, quando il cantante ha intonato il suo classico "Azzurro". Non è stato quindi il Celentano "politik" che ha sbancato l'Auditel. Il grafico qui a fianco è chiaro: a parte l'impennata del duetto con Ligabue dalle 23.20 in poi, dovuto però dalla fine di Elisa su Canale5 (che s'è difesa benissimo col 20% di share), non è che ci siano state tutte questi picchi. Di sicuro sono stati apprezzati soprattutto i momenti più "surreali" dello stile Celentano: i dieci minuti ecologisti partiti intono alle 22.40, con punte del 51,6% con le immagini dei fiumi e delle campagne diventati oggi delle "strade di cemento", Oppure quando il Molleggiato ha cantato "Ancora vivo" spesso interrotto bruscamente dalle immagini horror tratte dall'Isola e da La Talpa versione Italia1. Durante questa geniale commistione, Rockpolitik ha superato anche il 52%. E' quindi il Celentano moralista e dadaista ad aver conquistato di più gli spettatori, piuttosto che il Populista politicante. Per quanto riguarda la tipologia del pubblico, visto gli altissimi numeri, c'è stata una prevedibile eterogeneità. Gli unici picchi sono stati tra i 45-64 enni (53%), e tra i laureati (54,9%). Altro che Re degli ignoranti?

Remo De Vincenzo


22/10/2005