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Il progetto di lista unitaria discusso nel centrosinistra presenta, sul
piano della raccolta di consensi, vantaggi e svantaggi. Un beneficio
sta, naturalmente, nel creare una collocazione per Prodi, dato che una
candidatura nella Margherita o nei Ds danneggerebbe la formazione non
prescelta. Ma, ciò che è più importante, il valore simbolico della
proposta unitaria potrebbe attrarre nuovi voti. Diversi episodi recenti
hanno messo in luce l'effetto di mobilitazione conseguente all'immagine
di unità. La compattezza mostrata dai partiti del centrodestra in
occasione del voto sulla riforma elettorale ha portato un incremento
(non sappiamo se temporaneo o meno) del seguito della Cdl. E le
primarie del centrosinistra - anch'esse frutto della capacità di agire
in modo relativamente unitario da parte delle forze che lo compongono
(Diamanti le ha definite «espressione della richiesta di unità fra gli
elettori del centrosinistra») - paiono avere suscitato a loro volta una
accentuazione delle intenzioni di voto per l'opposizione. Era già
accaduto, in alcune zone, nelle ultime elezioni. Specialmente grazie al
coinvolgimento del segmento di elettorato potenzialmente orientato
verso il centrosinistra, ma perplesso dall'immagine di disunità che
tuttora connota quest'ultimo. E che, talvolta, può spingere ad
astenersi. Si tratta della fascia decisiva per vincere davvero le
prossime elezioni. Tuttavia, l'esperienza ha mostrato che le
aggregazioni di partiti possono portare anche ad una erosione di
consensi, specie da parte di chi stenta a rinunciare alla specificità
delle proprie posizioni. E' ragionevole ipotizzare però che questa
tendenza venga contrastata dal forte atteggiamento di ostilità nei
confronti del governo che caratterizza oggi gran parte dell'elettorato
e che potrebbe comunque spingere al voto. Ancora, è probabile che i
voti perduti dalla lista unitaria si dirigano verso le forze collocate
all'esterno di quest'ultima, a sinistra o al centro, ma comunque
comprese nella coalizione. Una posizione, questa, sollecitata dalla
nuova legge elettorale e dal «potere di ricatto» che, grazie ad essa, i
singoli partiti, anche piccoli, possono esercitare. In definitiva, pur
essendo impossibile stimare con esattezza gli effetti della lista
unitaria in termini di consensi, i vantaggi sembrano essere prevalenti.
di RENATO MANNHEIMER
Corriere della sera 19-10-05
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