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ottobre 19, 2005 L'Osservatorio di Renato Mannheimer

La formula dell’Ulivo può attrarre consensi Però ci sono anche rischi

 

 Il progetto di lista unitaria discusso nel centrosinistra presenta, sul piano della raccolta di consensi, vantaggi e svantaggi. Un beneficio sta, naturalmente, nel creare una collocazione per Prodi, dato che una candidatura nella Margherita o nei Ds danneggerebbe la formazione non prescelta. Ma, ciò che è più importante, il valore simbolico della proposta unitaria potrebbe attrarre nuovi voti. Diversi episodi recenti hanno messo in luce l'effetto di mobilitazione conseguente all'immagine di unità. La compattezza mostrata dai partiti del centrodestra in occasione del voto sulla riforma elettorale ha portato un incremento (non sappiamo se temporaneo o meno) del seguito della Cdl. E le primarie del centrosinistra - anch'esse frutto della capacità di agire in modo relativamente unitario da parte delle forze che lo compongono (Diamanti le ha definite «espressione della richiesta di unità fra gli elettori del centrosinistra») - paiono avere suscitato a loro volta una accentuazione delle intenzioni di voto per l'opposizione. Era già accaduto, in alcune zone, nelle ultime elezioni. Specialmente grazie al coinvolgimento del segmento di elettorato potenzialmente orientato verso il centrosinistra, ma perplesso dall'immagine di disunità che tuttora connota quest'ultimo. E che, talvolta, può spingere ad astenersi. Si tratta della fascia decisiva per vincere davvero le prossime elezioni.
Tuttavia, l'esperienza ha mostrato che le aggregazioni di partiti possono portare anche ad una erosione di consensi, specie da parte di chi stenta a rinunciare alla specificità delle proprie posizioni. E' ragionevole ipotizzare però che questa tendenza venga contrastata dal forte atteggiamento di ostilità nei confronti del governo che caratterizza oggi gran parte dell'elettorato e che potrebbe comunque spingere al voto. Ancora, è probabile che i voti perduti dalla lista unitaria si dirigano verso le forze collocate all'esterno di quest'ultima, a sinistra o al centro, ma comunque comprese nella coalizione. Una posizione, questa, sollecitata dalla nuova legge elettorale e dal «potere di ricatto» che, grazie ad essa, i singoli partiti, anche piccoli, possono esercitare. In definitiva, pur essendo impossibile stimare con esattezza gli effetti della lista unitaria in termini di consensi, i vantaggi sembrano essere prevalenti.

di RENATO MANNHEIMER

Corriere della sera 19-10-05