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ottobre 19, 2005 Osservatorio Politico di Roberto D'Alimonte

Nel Nord il successo piú inaspettato

Per il Professore, percentuali alte non solo nelle regioni dominate dai Ds

 

Un candidato moderato che ottiene oltre il 74% dei consensi in un tipo di competizione che spesso favorisce candidati estremi è un dato significativo di per sé. Come straordinaria è stata la partecipazione: i quattro milioni e passa di elettori che sono andati a votare rappresentano il 29% di tutti gli elettori che hanno votato per i partiti dell'Unione alle elezioni europee 2004, le ultime per cui abbiamo un dato completo.

Ma ulteriori indicazioni utili si possono ricavare dall'analisi territoriale del voto di domenica. Innanzi tutto la partecipazione è alta ovunque, anche al Sud, dove l'affluenza alle urne degli elettori è generalmente modesta. Ma è un altro il dato che più colpisce e che fornisce le indicazioni più corroboranti per Romano Prodi. L'alta affluenza, infatti, non ha caratterizzato solo le regioni del centro, Emilia-Romagna e Toscana su tutte, dove è più forte l'apparato organizzativo dei maggiori partiti del centro-sinistra e dei Ds in particolare, ma anche molte regioni settentrionali.

Se in Emilia-Romagna sono andati a votare addirittura il 42% degli elettori dell'Unione (e in Toscana e in Umbria rispettivamente il 37 e il 36%), in Lombardia hanno votato il 27% degli elettori e in Veneto il 26. Cifre certamente più modeste, ma comunque rivelatrici di un buon tasso di mobilitazione anche al Nord per il progetto di Prodi. Soprattutto se confrontate con i livelli di affluenza al Sud, dove ci si ferma, come in Sicilia e Puglia, a un (relativamente) modesto 21 per cento. E tra queste due regioni sorprende soprattutto la seconda dove, data la presenza di Nichi Vendola e la precedente esperienza delle primarie, ci si poteva aspettare un livello di mobilitazione più alto.

Anche andando ad analizzare il voto ai candidati si ha chiaramente la percezione del successo del progetto del Professore nel mobilitare l'elettorato di centro-sinistra non solo al centro, ma anche nel Nord del Paese. In Emilia-Romagna Prodi raggiunge la cifra (una volta si sarebbe detto "bulgara") dell'86% dei consensi e in Toscana arriva all'80. Ma anche nel Veneto il Professore raggiunge la quota dell'80%, in Liguria si ferma poco sotto (77%) e in Lombardia e Piemonte consegue ancora un ottimo 76%. Solo al Sud Prodi scende sotto il 70% o addirittura sotto il 60. Qui è Clemente Mastella a fargli concorrenza con un certo successo. Il leader dell'Udeur, infatti, fa bene in diverse regioni: in Campania, Basilicata e Calabria raggiunge percentuali anche del 20%, ma anche in Sicilia arriva a un significativo 9 per cento. Meno efficace, a livello locale, la concorrenza del segretario di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti. Anche in regioni in cui è relativamente forte la presenza dei neocomunisti, infatti, Prodi è riuscito a ottenere consensi superiori al 70%.

In conclusione, oggi Prodi può festeggiare. Ma una cosa sono le primarie e tutt'altra cosa le elezioni politiche. Queste urne hanno dimostrato che Prodi può contare sulla mobilitazione dell'elettorato di centro-sinistra ma per vincere deve andare oltre. Deve convincere anche molti tra quelli che domenica non hanno votato.

Roberto D'Alimonte

Il Sole 24 Ore 18-10-2005