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Un
candidato moderato che ottiene oltre il 74% dei consensi in un tipo di competizione
che spesso favorisce candidati estremi è un dato significativo di per sé. Come
straordinaria è stata la partecipazione: i quattro milioni e passa di elettori
che sono andati a votare rappresentano il 29% di tutti gli elettori che hanno
votato per i partiti dell'Unione alle elezioni europee 2004, le ultime per cui
abbiamo un dato completo.
Ma ulteriori indicazioni utili si possono ricavare dall'analisi
territoriale del voto di domenica. Innanzi tutto la partecipazione è alta ovunque,
anche al Sud, dove l'affluenza alle urne degli elettori è generalmente modesta.
Ma è un altro il dato che più colpisce e che fornisce le indicazioni più corroboranti
per Romano Prodi. L'alta affluenza, infatti, non ha caratterizzato solo le regioni
del centro, Emilia-Romagna e Toscana su tutte, dove è più forte l'apparato organizzativo
dei maggiori partiti del centro-sinistra e dei Ds in particolare, ma anche molte
regioni settentrionali.
Se in Emilia-Romagna sono andati a votare addirittura il
42% degli elettori dell'Unione (e in Toscana e in Umbria rispettivamente il
37 e il 36%), in Lombardia hanno votato il 27% degli elettori e in Veneto il
26. Cifre certamente più modeste, ma comunque rivelatrici di un buon tasso di
mobilitazione anche al Nord per il progetto di Prodi. Soprattutto se confrontate
con i livelli di affluenza al Sud, dove ci si ferma, come in Sicilia e Puglia,
a un (relativamente) modesto 21 per cento. E tra queste due regioni sorprende
soprattutto la seconda dove, data la presenza di Nichi Vendola e la precedente
esperienza delle primarie, ci si poteva aspettare un livello di mobilitazione
più alto.
Anche andando ad analizzare il voto ai candidati si ha chiaramente
la percezione del successo del progetto del Professore nel mobilitare l'elettorato
di centro-sinistra non solo al centro, ma anche nel Nord del Paese. In Emilia-Romagna
Prodi raggiunge la cifra (una volta si sarebbe detto "bulgara") dell'86%
dei consensi e in Toscana arriva all'80. Ma anche nel Veneto il Professore raggiunge
la quota dell'80%, in Liguria si ferma poco sotto (77%) e in Lombardia e Piemonte
consegue ancora un ottimo 76%. Solo al Sud Prodi scende sotto il 70% o addirittura
sotto il 60. Qui è Clemente Mastella a fargli concorrenza con un certo successo.
Il leader dell'Udeur, infatti, fa bene in diverse regioni: in Campania, Basilicata
e Calabria raggiunge percentuali anche del 20%, ma anche in Sicilia arriva a
un significativo 9 per cento. Meno efficace, a livello locale, la concorrenza
del segretario di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti. Anche in regioni
in cui è relativamente forte la presenza dei neocomunisti, infatti, Prodi è
riuscito a ottenere consensi superiori al 70%.
In conclusione, oggi Prodi può festeggiare. Ma una cosa sono
le primarie e tutt'altra cosa le elezioni politiche. Queste urne hanno dimostrato
che Prodi può contare sulla mobilitazione dell'elettorato di centro-sinistra
ma per vincere deve andare oltre. Deve convincere anche molti tra quelli che
domenica non hanno votato.
Roberto D'Alimonte
Il Sole 24 Ore 18-10-2005
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