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ottobre 18, 2005 L'Osservatorio di Renato Mannheimer

Gli exploit di Mastella e Di Pietro Più voti del loro peso nell'alleanza

Il risultato di Prodi è in linea con la quota dei partiti che lo sostengono nella coalizione: il 77 per cento

 

Le primarie del centrosinistra avevano un duplice fine: «testare» in qualche modo il consenso generale nell' elettorato e, al tempo stesso, misurare il seguito di ciascun candidato (e sancire così la leadership di Prodi).
Dal primo punto di vista, le consultazioni hanno rappresentato un successo. La partecipazione è stata elevata e non si è limitata, come molti ipotizzavano, ai soli militanti delle forze politiche impegnate. I votanti costituiscono grossomodo il triplo degli iscritti all'insieme dei partiti del centrosinistra. E poco meno del 20 per cento dei loro elettori: una quota elevata se raffrontata ad altre consultazioni del genere. In una ricerca effettuata qualche giorno prima del voto, aveva preannunciato la propria partecipazione «solo» il 13% dell'elettorato del centrosinistra. Segno, forse, della fallacia dei sondaggi, ma, anche, della più recente mobilitazione intervenuta nell'elettorato, anche a seguito del varo della riforma del sistema elettorale.
Infine — per la grande copertura mediatica dell'evento e dei suoi risultati — è possibile pensare che l'esito stesso delle primarie costituisca un fattore di ulteriore mobilitazione per l'elettorato potenziale del centrosinistra. Ma alle elezioni mancano ancora molti mesi.
Dal punto di vista della performance dei singoli candidati, è emerso il grande successo di Prodi, votato da più di tre elettori su quattro. Se tuttavia, al di là del dato assoluto (che continua a costituire in questo caso l'elemento più importante) si osservano i «rendimenti» dei vari leader in rapporto alla potenzialità delle rispettive basi elettorali, emergono alcuni elementi aggiuntivi. Le forze che suggerivano di votare per Prodi costituiscono infatti, sulla base dei sondaggi più recenti, il 77% dell' elettorato di centrosinistra. Il Professore si è avvicinato a questa quota raggiungendo il 74% dei voti espressi alle primarie. Performance relativamente analoghe sono state ottenute rispettivamente da Bertinotti e da Pecoraro Scanio. Ma Di Pietro e, in misura ancora maggiore, Mastella sono riusciti a superare (nel caso del leader dell' Udeur, a raddoppiare) il proprio peso relativo all'interno dell'elettorato del centrosinistra. Forse, grazie ad una maggiore capacità di mobilitazione o all'attrazione di consensi aggiuntivi a quelli già acquisiti dalle forze di opposizione. Certo, è più facile migliorare le proprie performance se si parte da livelli quantitativamente più modesti. Ma, forse, ci troviamo di fronte ad un altro segnale del peso che, specie con il nuovo sistema elettorale, vanno assumendo i partiti minori. D'altra parte lo stesso Mastella lo ha sottolineato minacciosamente nella sua recente intervista sul Corriere.

Corriere della Sera 18-10-2005