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La grande affluenza alle primarie del centrosinistra
costituisce un importante segnale politico. Malgrado molti,
anche tra i leader del centrosinistra, avessero previsto uno
scarso successo, il fenomeno era, per molti versi, prevedibile.
Esso infatti rappresenta un'altra espressione del generale
scontento rilevabile tra la maggioranza degli elettori nei
confronti del governo e del suo presidente. Di recente, la Cdl
aveva mostrato qualche segnale di ripresa nell'opinione
pubblica. Ma questo andamento sembra avere subìto un arresto
negli ultimi giorni, a seguito della disapprovazione per il
progetto di riforma elettorale. E, in ogni caso, non aveva
intaccato il dato prevalente: la diffusa ostilità nei confronti
dell'esecutivo (si dichiarano insoddisfatti per
l'operato del governo quasi due cittadini su tre).
Malgrado l'esito complessivo non rappresenti dunque una
vera sorpresa, suscita interesse la distribuzione territoriale
dell'affluenza. Che vede, sulla base dei dati disponibili
alle 20, oltre allo scontato forte afflusso nelle regioni
«rosse», una maggiore partecipazione relativa in alcune regioni
significative. Ad esempio la Lombardia, il Veneto e alcune
regioni del Sud. Si tratta di un fenomeno che può assumere
molteplici interpretazioni. Suggerisce comunque che
l'insoddisfazione possa assumere una particolare intensità
in zone ove la Cdl era particolarmente forte. Ad esempio, là
dove si concentra maggiormente il mondo della produzione, della
finanza, degli affari. Vale a dire quello che aveva, in buona
misura, dato fiducia al Cavaliere, vedendo nel programma di
Berlusconi una possibile strada di modernizzazione del Paese. E
che, a torto o a ragione, ha manifestato più volte la sua
delusione negli ultimi mesi. Oppure in certe regioni del Sud,
ove il centrodestra contava un seguito elevatissimo. Potrebbe
aver ragione chi sostiene che il successo delle primarie — e, in
generale, la supremazia del centrosinistra — possono essere più
legate all'insoddisfazione verso Berlusconi che ad un
consenso «vero» nei confronti dell'opposizione, specie in
assenza di un programma unitario di quest'ultima. Ma ciò
non rende meno complesso il problema che queste primarie pongono
alla Cdl: recuperare la fiducia di segmenti un tempo vicini al centrodestra.
Tenato Mannheimer
Corriere della Sera 16-10-2005
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