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ottobre 17, 2005 L'Osservatorio di Renato Mannheimer

In Lombardia, Veneto e al Sud la risposta dei delusi dalla Cdl

 

La grande affluenza alle primarie del centrosinistra costituisce un importante segnale politico. Malgrado molti, anche tra i leader del centrosinistra, avessero previsto uno scarso successo, il fenomeno era, per molti versi, prevedibile. Esso infatti rappresenta un'altra espressione del generale scontento rilevabile tra la maggioranza degli elettori nei confronti del governo e del suo presidente. Di recente, la Cdl aveva mostrato qualche segnale di ripresa nell'opinione pubblica. Ma questo andamento sembra avere subìto un arresto negli ultimi giorni, a seguito della disapprovazione per il progetto di riforma elettorale. E, in ogni caso, non aveva intaccato il dato prevalente: la diffusa ostilità nei confronti dell'esecutivo (si dichiarano insoddisfatti per l'operato del governo quasi due cittadini su tre).
Malgrado l'esito complessivo non rappresenti dunque una vera sorpresa, suscita interesse la distribuzione territoriale dell'affluenza. Che vede, sulla base dei dati disponibili alle 20, oltre allo scontato forte afflusso nelle regioni «rosse», una maggiore partecipazione relativa in alcune regioni significative. Ad esempio la Lombardia, il Veneto e alcune regioni del Sud. Si tratta di un fenomeno che può assumere molteplici interpretazioni.
Suggerisce comunque che l'insoddisfazione possa assumere una particolare intensità in zone ove la Cdl era particolarmente forte. Ad esempio, là dove si concentra maggiormente il mondo della produzione, della finanza, degli affari. Vale a dire quello che aveva, in buona misura, dato fiducia al Cavaliere, vedendo nel programma di Berlusconi una possibile strada di modernizzazione del Paese. E che, a torto o a ragione, ha manifestato più volte la sua delusione negli ultimi mesi. Oppure in certe regioni del Sud, ove il centrodestra contava un seguito elevatissimo. Potrebbe aver ragione chi sostiene che il successo delle primarie — e, in generale, la supremazia del centrosinistra — possono essere più legate all'insoddisfazione verso Berlusconi che ad un consenso «vero» nei confronti dell'opposizione, specie in assenza di un programma unitario di quest'ultima. Ma ciò non rende meno complesso il problema che queste primarie pongono alla Cdl: recuperare la fiducia di segmenti un tempo vicini al centrodestra.

Tenato Mannheimer

Corriere della Sera 16-10-2005