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Nella settimana che va da lunedì 26 settembre a lunedì 3
ottobre l'opinione pubblica italiana sembra essere stata colpita in modo particolare
da un evento apparentemente «minore»: la ragazzina di colore picchiata da coetanei
a Biella e marchiata sul braccio con una svastica. Questo evento compare al
primo posto con il 31 % di citazioni. Al secondo posto dell'interesse si colloca
la strage di Bali, filmata dalla telecamera di un turista, e quindi trasmessa
dai Tg di tutto il mondo (23%). Al terzo posto compare l'assoluzione del premier
Silvio Berlusconi dall' accusa dì falso in bilancio, perché non più previsto
come reato (12%).
Seguono con percentuali tra il 6 e il 5 per cento l'esercitazione
antiterrorismo a Roma, la Finanziaria e la riforma elettorale proposta dal centrodestra.
Su quest'ultimo argomento il nostro sondaggio ha voluto «approfondire» gli umori
dell'opinione pubblica. La maggioranza degli intervistati (51%) è contraria
alla riforma, contro un 26% di favorevoli e un restante 23% di «senza opinione».
Tra coloro che dichiarano di propendere per il centrosinistra, i contrari sono
la grande maggioranza (71%), mentre tra coloro che sono schierati con il centrodestra
vi è una sostanziale spaccatura: il 44% è favorevole contro un 37% di contrari.
Dunque ancora una volta il centrodestra paga, rispetto al centrosinistra, lo
scotto di una minor coesione di atteggiamenti al proprio interno.
Ma quanti sanno effettivamente che cosa significano termini
come «sistema maggioritario» e «sistema proporzionale»? A una domanda esplicita
fatta a tal proposito risulta come poco meno di metà degli intervistati risponda
onestamente che «non sa».
A crear maggior confusione c'è poi il fatto che non pochi,
fra coloro che invece conoscono la differenza tra i due sistemi, sarebbero di
per sé a favore del sistema proporzionale rispetto al maggioritario, ma il fatto
che questa riforma sia proposta a 6 mesi dal voto la rende ai loro occhi comunque
inaccettabile.
Il risultato è che, in questo momento, le preferenze fra
i due sistemi appaiono piuttosto confuse: il 40% degli intervistati è favorevole
alla legge attuale (ma non perché preferisca il maggioritario, bensì perché
«oggi» sarebbe una scelta obbligata), contro un 31% che si dichiara invece favorevole
al sistema proporzionale puro. Insomma, ad essere criticata non è tanto la scelta
del sistema, ma quella della data in cui avviare la riforma elettorale.
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