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ottobre 2, 2005 Poggi & Partners

Il Polo in gran recupero

Adesso è soltanto a tre punti da Prodi

 

ROMA Si accorcia drasticamente la distanza tra Cdl e Unione. Si riduce da dieci a circa tre punti percentuali il vantaggio della sinistra rispetto al Polo. È quanto emerge dal sondaggio sulle intenzioni di voto che verrà reso pubblico oggi alla "Festa dell'amicizia", la prima kermesse dalla nuova Dc che si è aperta ieri all'Auditorium Flaiano di Pescara. Lo studio realizzato dall'Osservatorio politico Poggi & partners di Modena su un campione di 1.014 soggetti scelti con criteri scientifici, dà l'Unione al 51%e la Cdl quasi il 48%, con frattaglie di voto ripartite tra liste locali. I dati disaggregati per singoli partiti descrivono un quadro così suddiviso: 22% ai Ds, 12% alla Margherita, 8,5% al Prc, 3,3% ripartito tra Udeur e lista Di Pietro, 2,8 il Pdci, 2,4% ai Verdi, per un totale di 51 punti al centrosinistra. La Cdl vede invece in testa Forza Italia con 21 punti, 13,5% An, 4,8  la Lega, 4,5  l'Udc, 2,5% la Dc, 0,5 il Pri e 0,7 il Nuovo Psi. Oltre alla rimonta del centrodestra; dal sondaggi o emerge la rivincita dei piccoli, che secondo questi dati, sembra possano fare davvero la differenza tra la sconfitta o la vittoria del Polo alle prossime elezioni. Oltre ad An e alla Lega, è infatti proprio la Dc a registrare una crescita dalle Regionali, rispetto alle quali guadagna circa un punto e mezzo.

Anche se si riduce il divario tra le due coalzioni, il sondaggio mette in luce una menzogna del centrosinitra. Prodi & co hanno, infatti, spesso accusato la maggioranza di rubare seggi alla sinistra con la riforma elettorale. Circa il 2%, secondo uno studio realizzato da repubblica. Tradotti in seggi, i dati della ricerca demoscopica realizzata da Poggi & partners dimostrano invece che se si votasse domani Prodi guadagnerebbe circa 50 seggi in più. «La verità è che con questa nuova legge si salva il bipolarismo», osserva il leader della nuova Dc Gianfranco Rotondi, «avendo come risultato una maggioranza che vince e un'opposizione che controlla. Con la vecchia legge, invece, si rischia di portare l'opposizione alla metà dei seggi».

Nonostante la tramontana che taglia la faccia a fette, Rotondi è soddisfatto della sua festa bipatisan che vanta una platea in pieno ossequio alla par conditio: da Alemanno ad Angius, da Nondi e Violante. Una festa «nell'ottica di un partito che dialoga con tutti, ma la Dc», precisa, «continua e dialogare con Berlusconi, per segnalare all'elettorato altissimo di regime che corre il Paese, se dovesse vincere la sinistra».

Barbara Romano

 Libero 02-10-2005