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ROMA Si accorcia drasticamente la distanza tra Cdl e Unione.
Si riduce da dieci a circa tre punti percentuali il vantaggio della sinistra
rispetto al Polo. È quanto emerge dal sondaggio sulle intenzioni di voto che
verrà reso pubblico oggi alla "Festa dell'amicizia", la prima kermesse
dalla nuova Dc che si è aperta ieri all'Auditorium Flaiano di Pescara. Lo studio
realizzato dall'Osservatorio politico Poggi & partners di Modena su un campione
di 1.014 soggetti scelti con criteri scientifici, dà l'Unione al 51%e la Cdl
quasi il 48%, con frattaglie di voto ripartite tra liste locali. I dati disaggregati
per singoli partiti descrivono un quadro così suddiviso: 22% ai Ds, 12% alla
Margherita, 8,5% al Prc, 3,3% ripartito tra Udeur e lista Di Pietro, 2,8 il
Pdci, 2,4% ai Verdi, per un totale di 51 punti al centrosinistra. La Cdl vede
invece in testa Forza Italia con 21 punti, 13,5% An, 4,8 la Lega, 4,5
l'Udc, 2,5% la Dc, 0,5 il Pri e 0,7 il Nuovo Psi. Oltre alla rimonta del
centrodestra; dal sondaggi o emerge la rivincita dei piccoli, che secondo questi
dati, sembra possano fare davvero la differenza tra la sconfitta o la vittoria
del Polo alle prossime elezioni. Oltre ad An e alla Lega, è infatti proprio
la Dc a registrare una crescita dalle Regionali, rispetto alle quali guadagna
circa un punto e mezzo.
Anche se si riduce il divario tra le due coalzioni, il sondaggio
mette in luce una menzogna del centrosinitra. Prodi & co hanno, infatti,
spesso accusato la maggioranza di rubare seggi alla sinistra con la riforma
elettorale. Circa il 2%, secondo uno studio realizzato da repubblica. Tradotti
in seggi, i dati della ricerca demoscopica realizzata da Poggi & partners
dimostrano invece che se si votasse domani Prodi guadagnerebbe circa 50 seggi
in più. «La verità è che con questa nuova legge si salva il bipolarismo», osserva
il leader della nuova Dc Gianfranco Rotondi, «avendo come risultato una maggioranza
che vince e un'opposizione che controlla. Con la vecchia legge, invece, si rischia
di portare l'opposizione alla metà dei seggi».
Nonostante la tramontana che taglia la faccia a fette, Rotondi
è soddisfatto della sua festa bipatisan che vanta una platea in pieno ossequio
alla par conditio: da Alemanno ad Angius, da Nondi e Violante. Una festa «nell'ottica
di un partito che dialoga con tutti, ma la Dc», precisa, «continua e dialogare
con Berlusconi, per segnalare all'elettorato altissimo di regime che corre il
Paese, se dovesse vincere la sinistra».
Barbara Romano
Libero 02-10-2005
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