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agosto 31, 2005 Il Sole 24 Ore

Quanto pesa I'Udc / Sondaggi a confronto

AL VOTO DA SOLI? TRA IL 6 E IL 10%

Lorien Consulting: oltre il 10% con l'effetto-Casini
Piepoli: in solitario o con la Cdl si attestano sul 6%

ROMA ? Il 52,7% degli intervistati sceglie «il partito di centro». Che piace addirittura più del «partito dei democristiani», indicato dal 51,8% del campione. Il 39,9%, poi, opta per una definizione un po' frondista: «Il partito che contrasta gli eccessi di Berlusconi». Il giro di opinioni sulle etichette «giuste» per il partito di Follini lo ha fatto la Lorien consulting. La stessa società di marketing che, sulla base di una ricerca commissionata dell'Udc, assegna al partito di Follini una «potenzialità di voto» autonoma pari al 10%, «destinata ad aumentare di parecchi punti percentuali - sostiene il direttore della ricerca Antonio Valente - se scendesse in campo il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini». Un dato che, invece, si riduce al 6,7% se i centristi si presentassero alle politiche 2006 nell'attuale assetto, cioè insieme alla Cdl.

Più contenuto il peso dell'Udc registrato da altri istituti di ricerca. «Il partito di Follini non si muove dal 6% - spiega Nicola Piepoli, presidente dell'omonimo istituto -sia che vada da solo, sia che resti nella Cdl. Ma nel primo caso prenderebbe 12 deputati invece che 40 o 50. La mia sensazione è che non lo farà mai». Ancora più modesti i risultati elettorali attribuiti all'Udc dai sondaggi effettuati da Ipsos Italia, che tuttavia vedono il partito affermarsi abbondantemente al di sopra della soglia di sbarramento per l'accesso alla quota proporzionale: «Dentro la Casa delle libertà l'Udc si attesta poco al di sopra del 5% - osserva il presidente Nando Pagnoncelli -. Non so. invece, quanto possa valere nel caso in cui si presentasse da sola. Finché non ci saranno decisioni ufficiali noi non faremo sondaggi in proposito».

Chi invece ha già sondato il terreno di una corsa in solitario dei centristi è Euromedia. «I nostri sondaggi - chiarisce la presidente Alessandra Ghisleri - danno il partito di Follini al 6,2% nel caso di alleanza con la Cdl. Se invece i centristi decidessero di presentarsi come terzo polo, la propensione al voto arriva fino all'8-9% ma le vere e proprie dichiarazioni di voto oscillano tra il 4-6%».

Il quadro delle intenzioni di voto, tuttavia - avvertono tutti i ricercatori - è al momento assai mobile e poco definito come, d'altronde, appare lo stesso scenario politico. Lo stesso Valente, di Lorien consulting, che ha seguito il trend elettorale dell'Udc da tre anni a questa parte rilevandone un continuo aumento dei consensi, ci tiene a sottolineare che «oltre il 40% dell'elettorato non si sente di esprimere un preciso orientamento politico». E Renato Mannheimer mette in guardia: «Lontani dalla campagna elettorale, molti dei potenziali potenziali elettori non si sono ancora informati». Come dire: i dati potrebbero essere a dir poco aleatori. E prestare il fianco alle inevitabili strumentalizzazioni politiche.

MARIOLINA SESTO

Il Sole 24 Ore 31-08-2005