agosto 24, 2005 l'Unità I SONDAGGISTI: TRA I DUE POLI NON C'É PARITÀ Piepoli: i seggi in bilico sono 140. Weber: ma il centrosinistra sbaglia se pensa di aver già vintoLA BATTAGLIA tra le due coalizioni è davvero così aperta come sostiene da settimane il presidente del Consiglio, basandosi sugli immancabili sondaggi? Risponde con una metafora calcistica, Roberto Weber, presidente dell'istituto Swg. E riporta alla mente la rocambolesca finale di Champions League tra Milan e Liverpool: «Al momento, l'Unione starebbe vincendo sulla Casa delle Libertà 3 a 0. E solo un prolungato momento di follia permetterebbe di ribaltare il risultato». Una situazione piuttosto rosea per il centrosinistra, quindi. Lo stesso Weber sottolinea però che questo non significa avere già in pugno il risultato finale. Troppi sono infatti gli elementi che potrebbero mutare di qui alla prossima primavera, ma rimane il fatto che «ad oggi, il risultato elettorale segnerebbe una débacle per Berlusconi e la sua coalizione. Certo, è assai improbabile che, alle elezioni politiche, la Cdl scenda sotto il 40%». Per Weber, al centrodestra potrebbe essere utile, ma non sufficiente, una ritrovata compattezza. E, forse anche un cambio di leadership («la candidatura di Casini, dal punto di vista dell'opinione pubblica, è di certo ben vista») e una modifica della legge elettorale in senso proporzionale. La previsione dell'esito del voto è resa più difficoltosa dal sistema maggioritario, che costringe a dare più importanza al numero di di collegi in bilico che all'effettivo distacco in termini percentuali tra le due coalizioni. Una ricerca del centro studi della Camera dei Deputati aveva parlato di 91 seggi in cui lo scarto era inferiore al 10%. Secondo il presidente di Swg, i collegi marginali potrebbero superare il centinaio: «Una manciata di voti, anche poche decine, potrebbero fare la differenza. Per questo l'Unione commetterebbe un gravissimo errore a dare già per vinta la sfida e a concentrarsi sul futuro». La sua valutazione è confermata anche da Nicola Piepoli, presidente dell'istituto di rilevazioni che porta il suo nome. Stando alla sua analisi, i seggi in bilico potrebbero essere anche di più: «Centoquaranta», afferma perentorio. Sull'esito delle elezioni politiche si dimostra, invece, più guardingo: «La situazione attuale è molto ingarbugliata. L'Unione e la Casa delle Libertà dovranno faticare parecchio per vincere. I fattori in gioco sono numerosi e alcuni di questi faranno pendere l'ago della bilancia da una o dall'altra parte». A differenza di Weber, Piepoli non ritiene che il livello di coesione, il tasso di litigiosità o un eventuale cambio di leadership nel centrodestra saranno importanti. Né scommette su un'uscita dell'Udc dalla maggioranza («Se non si creeranno le condizioni per la nascita di un terzo polo centrista, il partito di Follini non romperà mai con la Cdl»). Un ruolo importante potrebbero invece giocarlo i seggi assegnati dagli italiani all'estero: «Ricordiamoci che il loro voto porta in Parlamento dodici deputati e sei senatori. Trascurarli sarebbe un grave errore. Non è un caso che An e Ds li stiano "coccolando" da tempo». Ma il fattore davvero determinante, secondo lui, sarà un altro: «Riceveranno la fiducia degli elettori i partiti che riusciranno a dimostrare di avere a cuore il destino del Paese e gli interessi della collettività». In pratica, chi avrà il programma più convincente. «In concreto, ciò significa presentarsi agli italiani con un progetto su temi che incidano sulle loro vite nei decenni a venire. Come la scuola, la formazione di alto livello, la ricerca scientifica, le infrastrutture, lo sviluppo di nuove fonti di energia. In una parola, un progetto per il futuro dell'Italia, che possa riportare il nostro paese a livello dei partner internazionali». Di fronte a questi argomenti gli altri elementi di discussione (dalla scelta del candidato premier, alle primarie, al sistema elettorale) passerebbero tutti in secondo piano nella mente di chi andrà a votare. l'Unità 24-08-2005 |