agosto 1, 2005 PIEPOLI / CDL ANCORA SOTTO DEL 3%, FINI «STAR» FRA I MINISTRINelle intenzioni di voto rimane invariato il distacco tra i due schieramenti Centrodestra sempre penalizzato dal calo di Forza Italia. Nella «top ten» all’interno del governo, dopo il vicepremier, buon piazzamento di Pisanu
PASSANO i mesi, ma il centrodestra quest’anno non ce la fa proprio a recuperare. Le «intenzioni di voto» degli italiani confermano che anche a luglio l’attuale opposizione di centrosinistra conserva tre punti percentuali di vantaggio (49 a 46). Le posizioni dei due schieramenti sembrano essersi sostanzialmente consolidate. Il centrodestra è fermo sulle posizioni delle ultime elezioni europee; stabili anche le quote dei singoli partiti che compongono la Casa delle libertà, con una caratteristica interessante: l’unico calo sostanziale, rispetto alle politiche del 2001, è quello di Forza Italia.
Il centrosinistra guadagna qualcosa rispetto alle ultime europee e cresce di ben 5 punti percentuali rispetto alle precedenti politiche. Al suo interno è da notare il trend anomalo della Margherita, che ha toccato una punta minima dell’8% a giugno (proprio nel momento di massima polemica e di rottura ventilata con Prodi), ma normalmente si attesta tra il 10 e il 12%. Infatti ha già recuperato, riportandosi al 10,5. Posizioni consolidate anche nella classifica «top ten» della fiducia ai ministri. Gianfranco Fini, continua ad essere il leader. Lo segue ancora il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu: gli italiani mostrano di apprezzarne autorevolezza ed equilibrio. Ma quali sono stati i fatti che hanno maggiormente colpito l’opinione pubblica a luglio? Il mese può essere diviso in due parti. Fino al 7 l’opinione pubblica assapora momenti di relativa tranquillità, concentrandosi su notizie come i dieci concerti nel mondo per l’Africa (25%), la legge spagnola sui matrimoni omosessuali (25%) o il proiettile spaziale della Nasa che colpisce la cometa (17%). Poi le bombe nella metropolitana di Londra cambiano lo scenario (90%). E, di seguito, altre notizie che lasciano l’opinione pubblica quasi senza fiato: l’accertamento della morte di Benedetta Ciaccia a Londra (23%), i nuovi attentati in Iraq (16%), la strage fra i turisti in Turchia (9%), le autobombe a Sharm el Sheikh (74%), fino ai nuovi attentati a Londra, fortunatamente falliti (9%). Fra la gente cresce il sospetto che tutto ciò faccia parte di una nuova strategia del terrore, più frammentata e meno tecnologica, ma più frequente ed estesa a tutto il mondo. Tale da sfatare persino l’antica convinzione che i luoghi più sicuri siano quelli in cui è già avvenuto un attentato. 
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