home

politiche 2006

regionali 2005

risultati elezioni

governo

congiuntura

forum

archivio

politica on line

RSS

luglio 24, 2005

OSSERVATORIO POLITICO a cura di Roberto D'Alimonte / Previsione per le politiche in base alle regionali 2005
NELLE URNE L'UNIONE HA UN VANTAGGIO DI 69 SEGGI
In Lombardia e Veneto la Cdl resta molto avanti, ma la frana nel Sud è decisiva

Per la prima volta è possibile proiettare i dati delle regionali sui collegi: 81 in più per l'Ulivo rispetto a quelli del 2001

 la simulazione. Se lo scorso 3-4 aprile, invece di votare per eleggere 14 presidenti di Regione e rinnovare altrettanti Consigli regionali, si fosse votato per eleggere il nuovo Parlamento, come sarebbe andata? Per fare una simulazione si parte dai dati di tutte le sezioni elettorali di quel voto per ríaggregarli sulla base dei collegi uninominali della Camera dei deputati. Il risultato è che l'Unione «stacca» la Casa delle libertà di 69 seggi.

L'opposizione conquista 2 deputati nel Nord-Ovest, 16 a Nord-Est 4 al Centro e 59 al Sud

Le elezioni politiche 2006 sono ormai alle porte. Da qui in avanti assisteremo a un susseguirsi di sondaggi che tenteranno di darci un quadro della evoluzione• della competizione elettorale tra Unione e Cdl. Ma ora abbiamo a disposizione, per la prima volta, una base di dati per tentare delle previsioni ragionate in base alle ultime elezioni.

Questi dati, infatti, ci permettono di rispondere a questa domanda: se lo scorso aprile si fosse votato per eleggere deputati e senatori,. invece che presidenti e consigli regionali, come sarebbe andata a finire? Per rispondere era necessario avere i dati di tutte le sezioni elettorali e riaggregarli sulla base dei collegi uninominali. Adesso questi dati ci sono relativamente ai collegi della Camera dei deputati. Nel 2004 avevamo fatto lo stesso tipo di analisi sui dati delle elezioni europee. Questo ci consente di cogliere, per la prima volta con grande attendibilità scientifica, l'evoluzione dei rapporti di forza tra centrodestra e centro-sinistra nei collegi uninominali della Camera a partire dal 2001 (grafico 1).

Vanno fatte due precisazioni. Per quanto riguarda i dati del 2005, visto che si è votato solo in 14 regioni, abbiamo integrato i dati relativi a queste regioni con i dati delle elezioni europee del 2004 per le sei regioni in cui non si è votato nel 2005 (tra queste Sicilia e Sardegna). La seconda precisazione riguarda il fatto che, mentre i dati del 2001 sono relativi ai voti maggioritari, quelli del 2004 e in parte (per le sei regioni di cui si è detto) quelli del 2005 sono voti proporzionali. Il grafico 1 mostra un quadro molto chiaro. Tra il 2001 e il 2005 i rapporti di forza tra i poli si sono completamente ribaltati. Nel 2001 il centro-destra aveva vinto 282 collegi uninominali della Camera contro i 189 del centro-sinistra. Con i voti del 2005 il centro-destra ne avrebbe vinti 201 e il centro-sinistra 270. Questo dato, tra l'altro, sottostima il successo del centro-sinistra perché i dati delle sei regioni per cui abbiamo dovuto utilizzare i voti delle elezioni europee sono più favorevoli al centro-destra. Facciamo notare che questo ribaltamento si verifica tra il 2004 e il 2005 e non prima. Il confronto tra i risultati reali del 2001 e quelli ricalcolati del 2004 mostra ancora un notevole vantaggio del centro-destra sul centro-sinistra. Questo si spiega in parte con il fatto che i voti delle europee sono voti proporzionali e il centro-destra va meglio in questo tipo di competizione, e in parte con il fatto che tra il 2004 e il 2005 si è verificata una reale redistribuzione di preferenze elettorali.

È meno probabile, invece, che la spiegazione sia da cercare nel tasso di partecipazione al voto visto che nelle 14 regioni in cui si è votato nel 2005 la percentuale di voti validi è molto simile a quella delle elezioni europee. Anzi, proprio nella zona in cui il centro-destra ha perso più voti e cioè il Sud, più elettori sono andati a votare nel 2005 rispetto al 2004. Questo indebolisce di molto la tesi di chi sostiene che le perdite del centro-destra nel 2005 sono dovute al fatto che molti suoi elettori sono rimasti a casa. C'è dell'altro dentro la sconfitta della Cdl.

Ma dov'è che la sconfitta del centrodestra è stata più pesante in termini di seggi? A questa domanda risponde inequivocabilmente il grafico 2. Con i voti del 2005 il centro-sinistra avrebbe conquistato complessivamente 81 seggi in più rispetto a quelli effettivamente vinti nel 2001. Di questi solo due nel NordOvest, 16 nel Nord-Est, quattro nel Centro e ben 59 nel Sud. Ancora una volta è il Sud, con la sua volatilità, a fare la differenza in termini di risultato finale.

Nella tabella 1 facciamo vedere i seggi ottenuti in questa zona dal centro-destra e dal centro-sinistra nelle elezioni politiche della Camera nel '96 e nel 2001 e quelli che avrebbero ottenuto con i voti presi alle europee del 2004 e alle regionali del 2005. Tra il '96 e il 2001 si è nassati da una situazione di sostanziale equilibrio a una di forte vantaggio della Cdl. Il rapporto che era di 1 a 1 nel '96 è diventato di 3 a 1 a favore del centro-destra nel 2001.

Eppure a livello aggregato il centrodestra ha ottenuto in tutte le regioni del Sud (che nella nostra classificazione comprende anche Lazio e Abruzzo) il 46,3% dei voti contro il 41,4 % del centro-sinistra. Uno scarto di soli cinque punti percentuali si è tradotto in una pesante sconfitta in termini di seggi. Questo naturalmente è il risultato dell'effetto-leva del sistema maggioritario combinato con la presenza al Sud di un elevato numero di collegi competitivi, i cosiddetti «collegi marginali», quelli in cui si vince o si perde per una manciata di voti.

Nel 2001 ben 117 collegi su 215 rientravano in questa categoria. Tanto per dare un'idea al Nord erano 55 su 180 e nelle regioni del Centro 18 su 80. Per questo motivo bastano anche solo piccoli spostamenti di voti per determinare grandi spostamenti di seggi. E in alcune regioni del Sud gli spostamenti di voto non sono stati proprio piccoli. Eppure ancora nel 2004 (come si vede nel grafico 2) la situazione al Sud era ancora favorevole al centro-destra. Solo con i dati del 2005 si nota il netto ribaltamento tra centro-destra e centro-sinistra.

Per concludere vediamo com'è cambiata in termini di seggi, sulla base dei dati 2005, la geografia elettorale del Paese (grafico 3). Nel Nord-Ovest il riallineamento elettorale tra centro-destra e centro-sinistra ha prodotto una situazione di sostanziale equilibrio: 27 seggi al centro-sinistra e 23 al centro-destra. Nel Nord-Est il centro-destra ha perso, come vedremo, molti voti ma il suo vantaggio rispetto al centro-sinistra è così cospicuo che il rapporto in termini di seggi resta di 3 a 1 a favore della Cdl. Del Centro c'è ben poco da dire visto che i dati del 2005 non fanno che confermare il fatto storico che qui non esiste una reale competizione elettorale visto il vantaggio di cui gode il centro-sinistra. Resta il Sud. Ed è qui che il centro-sinistra ha vinto le elezioni politiche virtuali del 2005 e potrebbe vincere, o perdere, quelle vere del 2006.



Il Sole 24 Ore, 24 luglio 2005