giugno 28, 2005 KORUS RESEARCH / RUTELLI E CASINI GLI UNICI LEADER A STRAPPARE VOTI ALL'ALTRO POLO Uno studio commissionato dai Dl dopo il no alla lista unitaria. Entrambi ispirano simpatia e fiducia Margherita e An in crescita. Centrodestra, Fini più graditoROMA — È una ricerca, ancora riservata ma destinata alla pubblicazione. Una ricerca che alcuni esponenti del centrosinistra hanno già avuto modo di vedere. Lo studio sull'orientamento elettorale degli italiani della Korus Research è stato realizzato dal 31 maggio al 6 giugno, cioè dopo la decisione della Margherita di andare da sola alle elezioni. Un sondaggio che rivela come, nell'immaginario degli italiani, si siano rafforzate le figure dei cosiddetti cinquantenni: Francesco Rutelli, nel centrosinistra, e Pier Ferdinando Casini nella Casa delle Libertà. Secondo il sondaggio, insomma, « sui leader, sulla loro immagine e funzione, si percepisce un senso di novità » . In particolare quel che si nota è che il leader della Margherita ha una forte capacità d'attrazione nei confronti dell'elettorato di centrodestra, analogamente il presidente della Camera esercita il suo appeal presso gli elettori del centrosinistra. Per l'esattezza, come si legge nello studio, Francesco Rutelli « è il pericolo per la coalizione di centrodestra con il 22,5 per cento di citazioni » dagli elettori di quell'area. Pier Ferdinando Casini, invece, « è il pericolo per la coalizione di centrosinistra con un passaggio dal 16,3 per cento di citazioni tra gli elettori del centrodestra al 29,1 tra quelli del centrosinistra » . Insomma, Casini e Rutelli sono i due personaggi che più hanno la potenzialità di scompaginare i risultati consolidati dell'una e dell'altra parte politica. E il dato dell'ex sindaco di Roma trova conferma in un altro particolare: nell'Unione la Margherita sembra « avere il maggior potenziale di crescita (+ 6,8 per cento), senza contare il fatto che tra i partiti del centrosinistra l'unico in grado di attrarre l'elettorato della Casa delle Libertà è quello guidato da Rutelli: « La Margherita — rileva la ricerca — raccoglie nella propria area di gravitazione un 1,4 per cento di elettori del centrodestra » . Un ultimo particolare a questo riguardo: nel centrosinistra il partito che viene votato soprattutto per il suo leader è la Margherita ( il 24,6 per cento degli elettori di quella forza la scelgono per questo motivo, contro l' 8,1 dei Ds). Naturalmente, l'ascesa di Rutelli non significa che l'ex sindaco di Roma sorpassi Romano Prodi, mentre nel campo del centrodestra il primato spetta indubbiamente al leader di Alleanza nazionale Gianfranco Fini. L'ex presidente della Commissione europea viene indicato come « il leader per il centrosinistra » dal 18,1 per cento degli intervistati, mentre il numero uno della Margherita dal 15,1. Le percentuali cambiano quando si interpellano solo gli elettori del centrosinistra. In questo caso Prodi spicca un balzo in alto, mentre il secondo posto viene conquistato da Fassino che distacca gli altri due big diessini Walter Veltroni e, infine, Massimo D'Alema. In questa classifica Rutelli ottiene solo il quinto posto. E' anche interessante osservare che Prodi è « apprezzato da chi lo ha scelto soprattutto per la sua competenza ed esperienza » , mentre Rutelli ha i « suoi punti di forza » nella « capacità di ispirare fiducia » ( 25 per cento contro il 15,5 di Prodi), nel « carisma » ( 19,2 contro l' 8,2) e nella « simpatia » ( 19,2 contro lo 0,9). I risultati del sondaggio per quanto riguarda invece il centrodestra « confermano la crisi di leadership di Silvio Berlusconi » . « L'attuale capo del governo — si sottolinea nella ricerca — infatti non solo è poco gradito da chi è di centrosinistra ( terzo dopo Fini a Casini), ma è superato ancora da Fini anche nelle citazioni di chi è di centrodestra ( Fini + 18 per cento su Berlusconi) » . Il presidente della Camera invece è quello che è più citato dagli elettori dell'Unione. I motivi della scelta permettono di « cogliere bene la differenza agli occhi degli italiani » tra Fini e Berlusconi. L' « immagine » del presidente di Alleanza nazionale è quella di « una persona capace » , mentre « chi ha scelto Berlusconi gli riconosce il carisma e, quindi, la capacità di tenere unita la coalizione » . Dei tre, Casini, invece, è quello che ispira « maggior fiducia » , che « è più simpatico » , e che viene percepito come il « più moderato » . Una dote, quest'ultima, che « viene citata con bassa frequenza per Fini e Berlusconi » . Un dato apparentemente in controtendenza è quello di An. Pur attraversando una fase quanto mai difficile, Alleanza nazionale è il partito della Casa delle Libertà con maggiori potenzialità espansive. Quanto alle intenzioni di voto, il centrosinistra mantiene il vantaggio sulla Casa delle Libertà, ma la differenza non è incolmabile: il divario è di 3,8 punti percentuali. Secondo questa ricerca, quindi, il 42,9 per cento degli intervistati voterebbe per il centrodestra, il 46,7 per l'Unione, il 4,8 non voterebbe e il 5,6 non sa. Lo studio rivela anche altri particolari interessanti. Per esempio, solo il 16,4 per cento dell'elettorato del centrosinistra sa con esattezza che cosa sia l'Unione e che cosa l'Ulivo e in che differiscano tra di loro. Il resto degli intervistati dà risposte quanto mai approssimative e il 27 per cento è convinto che Ulivo e Unione, cioè l'alleanza larga con dentro anche Rifondazione comunista, siano la stessa cosa. Segue anche un " focus" sulle « definizioni errate » date dagli elettori riguardo all'Unione e all'Ulivo. In alcuni casi emerge addirittura che « l'errore riguarda l'Ulivo stesso, confuso con il simbolo dei Ds » . CORRIERE DELLA SERA 28-06-2005 |