giugno 9, 2005 PIEPOLI / LA LISTA PRODI VALE IL 18% Ds e Margherita in netto calo, ma cresce il vantaggio sul Polo
ROMA Per ora è soltanto un sondaggio. Realizzato dall'istituto Piepoli il 30 maggio e il 6 giugno, quindi dopo la decisione della Margherita di andare al proporzionale con liste di partito. Dopo lo strappo con Rutelli quindi. Il risultato è che un'eventuale lista Prodi accanto agli altri partiti avrebbe il 18% dei voti, sarebbe il primo partito del Centrosinistra. Ma, quel che più conta, è che l'intera coalizione (Unione) avrebbe il 52,5% dei voti rispetto al 50% delle intenzioni di voto nel caso non ci fosse la nuova lista. Il tutto mentre il risultato complessivo del Centro-destra passerebbe dal 47% al 45%.
Più in generale alla domanda «Se alle elezioni politiche si presentasse una lista Prodi, quanto sarebbe disponibile a votarla», 1' 11 % risponde certamente sì, il 23% probabilmente sì, il 41 % risponde certamente o probabilmente no, il 25 % non ha opinioni. Se si guarda al solo schieramento di centrosinistra, il 44 % risponde probabilmente sì, il 29% certamente sì (per un totale del 73%), mentre è per il no il 18%0, e non ha opinione il 9%. Tornando al voto per i singoli partiti, vare la pena prendere in esame le previsioni che il sondaggio fa per i singoli partiti, in presenza della lista Prodi. Nel Centro-sinistra i Ds passerebbero dal 24,5% al 15%; la Margherita dall'8% (che già segnalava un calo rispetto alle intenzioni di voto del mese scorso che si attestavano sul 9,5%) al 6%, lo Sdi dall' 1,5% all' l%; l'Udeur dal 2% all' 1 %; il Pdci dal 3% al 2%; i Verdi dal 3% al 2%; Di Pietro dal 2% all' l %, mentre il Prc salirebbe dal 6% al 6,5%. La presentazione della lista Prodi porterebbe solo a piccoli spostamenti nei rapporti di forza tra i partiti del centro-destra. Che tuttavia, come abbiamo visto, vedrebbe calare la propria consistenza complessiva dal 47% al 45%. Il sondaggio studia poi la provenienza dei voti per la lista Prodi rispetto alle precedenti elezioni europee. Ebbene: il 75% dei voti verrebbe dal centro-sinistra (il 68,4% da Uniti nell'Ulivo, 1'1,4% dall'Udeur, il 3,5% dai Verdi, 0 dal Pdci e dalla lista Di Pietro, l'1,7% dal Prc), il 4,6% dal centro-destra. Mentre il 17,5% avrebbe una provenienza «non precisa» e il 2,6% arriverebbe da altri partiti non collocati nei tradizionali schieramenti. Come dire: la lista di Prodi eserciterebbe una non indifferente capacità di intercettare il voto in uscita dal Centrodestra e soprattutto pescherebbe nell'area del non voto. Da parte dei sostenitori di Prodi il sondaggio è stato accolto con favorevole interesse. Naturalmente, spiegano, il progetto del professore resta più che mai unitario. E i dati che emergono dallo studio di Piepoli sono confortanti per chi ha deciso di intraprendere e mantenere la strada unitaria, mettendo a disposizione della coalizione il proprio peso anche elettorale. Intanto Prodi, in un'intervista al canale televisivo Blomberg, insiste sul suo progetto: unire le famiglie riformiste italiane (laica, socialista, ambientalista e cattolica). Il vertice dell'Unione, che dovrà affrontare anche il nodo delle primarie, si terrà la prossima settimana, dopo la celebrazione del referendum. E ieri Prodi ha telefonato a Rutelli e Fassino per preparare l'incontro. G.CO. Il Sole 24 Ore 09-06-2005 |