giugno 3, 2005 IL PROFESSORE E Il FATTORE W.: PRODI RESTA IL FAVORITO, MA VELTRONI SEMBRA PIÙ CAPACE DI ATTIRARE I VOTI DI MODERATI E DI INDECISI.Economy 02-06-2005 
Chiamiamolo «fattore W». È la capacità di Walter Veltroni, sindaco di Roma e cavallo di razza dei Ds, di risultare un candidato vincente per il centrosinistra se scendesse in campo per le politiche del 2006. Capacità notevolissima a giudicare dal sondaggio effettuato per Panorama dalla Simulation Intelligence Sìmera, su un campione rappresentativo dell'elettorato nazionale, nei giorni 27, 29 e 30 maggio. Cioè immediatamente a ridosso delle polemiche tra Romano Prodi e Francesco Rutelli sulla decisione della Margherita di correre da sola e sulla stessa leadership dell'Ulivo. Veltroni dunque è il candidato ulivista più gradito tra tutti gli elettori - compresi quelli di centrodestra e gli indecisi - con il 39,1 per cento. Dietro di lui, Prodi al 35,5. Poi Rutelli, Piero Fassino, Massimo D'Alema, Fausto Bertinotti. In particolare Veltroni raccoglierebbe consensi tra chi ha oltre 54 anni, tra i laureati, ma anche tra chi non lavora; mentre tra chi svolge un'attività autonoma Prodi e Rutelli sono affiancati, tra i dipendenti prevale il Professore e tra gli studenti è un testa a testa Veltroni-Fassino. Infine al sindaco di Roma sembra non nuocere la connotazione geografica: batte Prodi al NordOvest e Nord-Est, anche se le maggiori simpatie le ottiene al Centro e al Sud. Lo scenario però cambia se si chiede ai soli elettori di centrosinistra quale leader giudichino più adatto per la sfida del 2006. In questo caso Prodi continua a stracciare la concorrenza con il 43,1 per cento, rispetto a) 17,7 di Ruielli, al 14,2 di Fassino, al 9,4 di P,ertinotti, ai 9 secco di Veltroni., e solo al 7,1 di Massimo D'Alema. Perché cura ditterenza tanto vistosa, che farebbe addirittura sospettare che Veltroni sia più gradito a destra che a sinistra? «Nessuna contraddizione» sostiene Bruno Patierno, presidente della Simera. «La domanda agli elettori di centrosinistra chiede un'indicazione secca, una sorta di primarie. E Prodi, anche in quanto candidato ufficiale, batte tutti. Se invece si chiede agli stessi elettori ulivisti di dare più di una preferenza. Prodi ottiene ancora il 68,5 per cento, ma Veltroni si piazza poco dietro con il 63». Dunque il sondaggio conferma alcuni umori che serpeggiano a sinistra e spiega molte manovre in corso. A Prodi viene tuttora riconosciuta la leadership, soprattutto conte custode del valore dell'unità. Ma con scarse chance di conquistare voti moderati o anche tra i delusi da Silvio Beriusconi che dichiarano di rifugiarsi nell'astensione. B del resto l`identikit che il Professore si è cucito addosso: un'immagine di sinistra senza concessioni, .fortemente antiberlusconiaria. Veltroni appare pili rassicurante per i moderati, in linea anche con il il grande e trasversale consenso -- quasi 1'80 per cento -- che gli viene attribuite a Roma, metropoli dove la destra, i moderati e gli orfani della Tac sono tuttora la maggioranza. La realtà? «Veltroni sarebbe una eccellente carta di riserva -se cadesse la candidatura Prodi-., analizza il politologo Edmondo Berselli, che del leader dell'Ulivo è amico e consigliere. Ed è anche la grande tentazione di molti, diessini e non. Rispetto a Passino non ha rivali sotto l'aspetto mediatìco, perche il sindaco è un interprete straordinario della politica postrnaterialista, basata sulle passioni e le tendenze pili che sugli interessi, Sarebbe tacile concludere che Fassino e il popolo e Veltroni le popolarità Ma la realtà è che entrambi rappresentano una sintesi ancora imperfetta». Come dire: riserva di lusso, si, nia pur sempre in panchina. Dei resto, nonostante le manovre in corso, 'Walter a scendere in campo non ci pensa proprio, almeno per ora. Agli unici e ai maggiorenti ds che pure si arrovellano intorno alla possibile candidatura, ha proibito di spendere il suo nome, anche di sfuggita. Però nel frattempo è tornato a occuparsi di politica nazionale. Venerdì 27 maggio ha fatto le ore piccole al «Botteghino». per partecipare all'ufficio di presidenza dei Ds. «Erano anni che non ti fermavi cosi a lungo», ha ammiccato qualcuno E lui: « Evidentemente stiamo bene insieme». Nelle stesse ore, celebrando sull' Unità gli ottant'anni di Altredo Reichlin, to ha dipinto come interprete del «pensare Paese che ha attraversato la parte migliore della storia politica italiana da Cavour a Giolitti, a Moro». Più trasversale di così: un conservatore liberale, un liberale occhieggiante alla sinistra, un democristiano artefice del cortipromesso storico. infine, definendo in un dibattito La linea d'ombra di Joseph Conrad come il proprio «libro della vita», ha così descritto la responsabilita del comando: «Una cosa da far tremare le vene ai polsi, un dovere rna anche un piacere». Eppure... Eppure, nonostante prudenze e reticenze, il fattore W potrebbe alla fine trasformarsi sul serio in un «piano W». Cioè nel lancio della. candidatura di Veltroni. se lo scontro ira Prodi e la Margherita (non solo) arrivasse a un punto di non ritorno, All'ipotesi stanno lavorando attivamente gli uomini di Rutelli, con sponde dentro i Ds e un possibile alleato a sorpresa: Fausto Bertinotti. Il segretario di Rifondazione comunista, considerato a lungo il miglior supporter di Prodi, non considera più soddisfacente l'appiattimento verso il Professore. Per Rc i risultati alle amministrative non sono stati esaltanti, cresce la fronda della sinistra interna e non piace l'alone di isolamento e da addetti ai lavori con il quale Prodi sta mettendo a punto il programma. Bertinotti, viceversa, non perde occasione per magnificare il modello Veltroni. Ultimo caso, la dura polemica che lo vede opposto al sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, fautore di una linea severa verso sfrattati, centri sociali e movimentisti che occupano palazzi e appartamenti. «Cofferati impari da Veltroni, che a Roma ha instaurato un clima sociale molto più aperto e tollerante» ha tuonato Liberazione, il giornale di Rifondazione. Al che Cofferati, eletto con la mobilitazione decisiva dei prodiani, ha replicato: «Veltroni? Ognuno amministra come meglio crede. lo sono dalla parte di poliziotti e proprietari privati». Ma certo al piano W non basterà l'inedito asse Rutelli-Bertinotti. Ci vogliono consensi e poteri più forti. E dunque c'è chi giura che l'editore della Repubblica Carlo De Benedetti, tradizionale kingmaker dei centrosinistra, da tempo in fredda con Prodi, stia pensando di sponsorizzare la candidatura del sindaco di Roma, come già con Rutelli nel 2001. Incontrando però il disaccordo del suo direttore, Ezio Mauro, che punterebbe su Fassino, piemontese come lui. Un'ipotesi che non scoraggia i tifosi di «Walter», anzi risulta funzionale al progetto: «Se tramonta la leadership di Prodi, non si può fornire un'alternativa secca, che verrebbe subito bruciata. È logico indicare una rosa di più nomi, soprattutto dei Ds». Domanda: ma in tutto questo a Walter Veltroni, che può governare incontrastato Roma per altri sette anni (il suo primo mandato scade proprio nel 2006, in coincidenza con le politiche), e che di età non ha ancora compiuto i 50, chi glielo farebbe fare? di RENZO ROSATI Panorama 02-06-2005 |