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giugno 2, 2005

POLITICHE, BERLUSCONI PENSA A UNA CAMPAGNA DA 200 MILIONI

IL PROGETTO / Un film, una rivista, investimenti sui collegi a rischio e un esercito di trecentomila persone

ROMA - Più o meno 200 milioni di euro. È questa la stima del costo della prossima campagna elettorale che circola a Palazzo Grazioli. L’inquilino del palazzo romano è il capo del governo. La prossima campagna è quella che il Cavaliere vuole vincere a tutti i costi, cui lega il bilancio definitivo sulla propria esperienza politica. La cifra è indicativa ma analitica, nero su bianco alla voce «budget Politiche». Non è detto che alla fine Berlusconi spenderà tanto. Ancorché liquido come non mai, il capo del governo non apre il portafoglio con la stessa facilità con cui lo riempie. E dunque chissà, alla fine la cifra potrebbe essere inferiore. Ma se ai 200 milioni si avvicinasse sarebbe comunque un record: basti pensare che l’intero Ulivo nel 2001 non spese più di una ventina di miliardi di vecchie lire.
Parlare di denaro è attuale non solo perché da settembre comincerà la campagne elettorale, scadenza indicata pubblicamente dallo stesso presidente del Consiglio. La cornice finanziaria è più importante di altre volte visti i progetti che Berlusconi ha in mente per riconquistare gli elettori moderati: un film breve sul programma realizzato dal governo; una rivista da mandare a casa degli italiani; 50 collegi considerati difficili ma non impossibili, dove investire massicciamente per ribaltare le previsioni; tre persone per collegio, due giovani e un responsabile della campagna, che insieme dovranno sostenere il candidato.
Questi solo i primi propositi, in verità ancora un po’ fumosi, di quel «motore azzurro», come viene chiamato anche a Palazzo Chigi, che in questi giorni si sta mettendo in moto. Un motore che a pieno regime, secondo calcoli del Cavaliere riferiti ieri pomeriggio ad alcuni parlamentari, dovrebbe riuscire a schierare sul territorio, e a far lavorare alla campagna elettorale, addirittura 300 mila persone.
Oltre alla «macchina» farà la differenza la capacità di attrazione. La nuova Casa dei moderati, a sentire le sue parole, dovrà aggregare il più possibile, dalla Mussolini (citata due sere fa davanti alla parlamentari della Cdl) a quel pezzo di Margherita che sogna di portare con sé («se mollassero i comunisti sarei molto più sereno nel programmare un mio passo indietro»). In questa cornice anche l’incontro di ieri pomeriggio con l’ex presidente di Confindustria, Antonio D’Amato: un incontro sollecitato dallo stesso Berlusconi, che all’imprenditore ha chiesto un pieno coinvolgimento nella prossima campagna elettorale, in cambio di un ruolo di primo piano.
La prossima settimana i due torneranno a vedersi. E c’è da giurare che D’Amato è solo uno dei personaggi che Berlusconi vuole convincere a scendere in campo, anche per allargare quella squadra di leader (oggi ferma a Fini, Follini e Casini) che non lo ha mai rassicurato del tutto.

Coriere della Sera 02-06-2005