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giugno 2, 2005

PIEPOLI / REFERENDUM, IL QUORUM È IN BILICO: SOLO IL 50 PER CENTO DEGLI ELETTORI E INTENZIONATO A VOTARE

SCARSO L'APPEAL SUGLI ITALIANI DELLA CONSULTAZIONE FRANCESE SULLA COSTITUZIONE EUROPEA: APPENA L'8 PER CENTO HA PERCEPITO L' IMPORTANZA DELL'EVENTO

Questi giorni sono dominati dagli strascichi di un grande evento di respiro internazionale ma che investe anche il futuro del nostro Paese.

Il secco "no" della Francia alla Costituzione Europea segna infatti un visibile rallentamento del processo storico dell'Unificazione europea. Tuttavia, gli italiani che hanno percepito il reale peso dell'evento sono un'esigua minoranza: appena l'8%, cioè 4 milioni di persone su un totale di oltre 50 milioni.

Maggiore attenzione è stata riposta da imprenditori e professionisti oltre che dagli insegnanti. Gli studenti sono stati colpiti dall'esito della consultazione francese in misura maggiore della media della popolazione.

Ma quali sono stati gli eventi che hanno catalizzato l'attenzione degli italiani? Se ne contano quattro con in testa la confessione della madre di Mirko, il piccolo di cinque mesi ucciso nella vasca da bagno. Seguono il video di Clementina Cantoni, la sconfitta del Milan e l'indagine sulla pedofilia on line. Altri due eventi importanti ma trascurati dall'opinione pubblica sono la rottura tra Rutelli e Prodi e l'allarme dell'Ocse sull'economia dell'Italia.

In chiave referendum sulla fecondazione, la settimana scorsa non si discosta da quella precedente. Anche se i contenuti della legge sono chiari quasi per tutti, per quanto riguarda il punto centrale cioè, andare a votare o non andare a votare, e nel caso che si vada a votare, votare sì o no, i dubbi permangono. Il numero di quelli che pensano di recarsi alle urne si è stabilizzato e oscilla intorno al 50%. Quindi il raggiungimento del quorum è in bilico e appare improbabile che possa essere raggiunto.

In questi ultimi giorni le dichiarazioni ufficiali della Chiesa e l'intervento pro-astensione del Papa sembrano aver inciso sul pensiero dei cattolici senza produrre reazioni di rilievo nella maggioranza laica della popolazione. Difficile quindi che si possa verificare "l'effetto Craxi".

Come è noto, in occasione del referendum sull'abolizione della preferenza multipla l'allora presidente del Consiglio invitò gli italiani a non votare e ad andarsene al mare. Il risultato fu che la maggioranza degli elettori non seguì la sua indicazione. Intendiamoci, oggi gli scenari sono completamente diversi. La Chiesa ha agito in maniera prudente senza monopolizzare i mass media. Un atteggiamento che si sta rivelando foriero di risultati positivi (ovviamente per la Chiesa).

Nicola Píepoli

LA STAMPA 01-06-2005