maggio 30, 2005 ISPO / IL LISTONE FUNZIONA AL NORD, AL SUD MEGLIO I PARTITI DIVISIHa ragione Prodi o ha ragione Rutelli? Si conquistano più voti sottolineando la specificità delle singole componenti del centrosinistra o enfatizzando viceversa la capacità di attrazione dell'unità tra i partiti di opposizione? Sono nel giusto entrambi, in quanto le modalità della decisione di voto sono in larga misura diverse al Nord e al Sud. Sino a non molto tempo fa, nelle elezioni italiane, la regola era: « Uniti si perde » . Le aggregazioni tra i partiti hanno portato per lo più a una raccolta di voti inferiore a quanto facevano le singole componenti. Ma allora le identità ideologiche e/ o religiose erano politicamente assai rilevanti, ciò che esaltava il richiamo di singole formazioni dai caratteri molto definiti e suggeriva di rifiutare una scelta che non fosse esattamente corrispondente alle proprie convinzioni. Oggi le appartenenze tradizionali sono erose o scomparse. E si sono sviluppati atteggiamenti diversi verso la scelta elettorale. Al Nord, si è accentuato in misura relativamente maggiore il distacco dalla politica e dai suoi protagonisti, ciò che ha portato al successo di diverse liste « antipolitiche » o populiste. Al tempo stesso, i conflitti e i sottili distinguo tra i diversi partiti, che un tempo costituivano per alcuni un elemento di attrazione, sollecitano buona parte dell'elettorato — specie quello « mobile » da e verso l'astensione — a non recarsi alle urne. E d'altro canto l'immagine di unità attira quei cittadini che vogliono soprattutto premiare chi è « capace di governare » . Al Sud si è invece mantenuta diffusa una modalità di voto più « personale » , ove la conoscenza più o meno diretta del candidato può fare la differenza. Di qui la tendenza a presentare molte liste, come è accaduto pochi giorni fa a Catania. Ed è qui che si è verificata in misura maggiore la fuoriuscita di voti da Forza Italia che Rutelli ha dichiarato di volere intercettare. I dati evidenziano chiaramente queste diverse realtà. Il professor D'Alimonte dell'Università di Firenze ha confrontato i risultati delle ultime Europee con quelli delle Provinciali che si sono svolte contemporaneamente in 63 province. Alle Europee l'Ulivo si presentava unitariamente, mentre alle Provinciali erano in gioco le singole componenti. Ebbene, al Nord la lista unica ha ottenuto mediamente il 4% in più, mentre al Sud il risultato delle singole componenti è migliore del 5%. È vero che si tratta di elezioni diverse tra loro, non completamente confrontabili, ma è vero anche che gli stessi andamenti emergono dai sondaggi sulla scelta prevista per le prossime elezioni. Insomma, se il fine è di ottenere più voti, è forse opportuno, come ha anche sottolineato Sartori, seguire indirizzi differenti nelle diverse aree, senza ritenere l'uno o l'altro migliore in assoluto. Ma questo lo sanno — o dovrebbero saperlo — sia Prodi sia Rutelli. Il che suggerisce che il conflitto tra i due ha poco a che vedere con le tattiche elettorali. E riguarda piuttosto la leadership ( il Professore è lievemente più popolare nell'insieme dell'elettorato, mentre accade l'opposto all'interno della Margherita) e, forse, l'ipotesi di un diverso assetto dello scenario politico, con la formazione di un « centro » a se stante e trasversale agli attuali schieramenti.  di RENATO MANNHEIMERCorriere della Sera 30-05-2005 |