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maggio 23, 2005

LUIGI CRESPI AD AFFARI: "IL NO DI RUTELLI AL LISTONE HA RILANCIATO BERLUSCONI"

"Lo scontro tra Prodi e Rutelli può portare veramente a un'inversione di tendenza elettorale. Il risultato che ha ottenuto il presidente della Margherita è quello di aver rimesso in gioco Berlusconi, che aveva ormai le spalle al muro. Con questa operazione il Cavaliere è in grado di vincere nel 2006. Il valore principale dell'Unione era appunto l'unità della coalizione, ma dopo il voto dell'assemblea dei Dl potrebbe venire meno la fiducia degli elettori". Così l'opinionista ed ex sondaggista Luigi Crespi, intervistato da Affari, analizza la situazione politica italiana, dopo lo strappo di Francesco Rutelli sulla lista Uniti nell'Ulivo. E sull'ipotesi del presidente della Margherita futuro leader del Centrodestra dice: "Perché no, se riuscisse a mettere insieme i Dl, l'Udc e l'Udeur...".

 Le vittorie di Catania e Bolzano rappresentano un'inversione di tendenza favorevole alla CdL?
"Credo che non siamo ancora di fronte a questo. E' un'affermazione comunque importante per il morale delle truppe del Centrodestra. Non abbiamo, però, elementi per dire che l'elettorato è tornato a votare per l'attuale maggioranza".

 Secondo lei, l'Unione non ha commesso l'errore di non presentare una mozione di sfiducia contro il governo dopo le Regionali?
"Più che altro l'errore gravissimo del Centrosinistra è quello di presentarsi diviso e conflittuale. Non è una questione di mozione di sfiducia".

 Si riferisce allo scontro Prodi-Rutelli?
"Quanto sta accadendo può portare veramente a un'inversione di tendenza. Il risultato che ha ottenuto Rutelli è quello di aver rimesso in gioco Berlusconi, che aveva ormai le spalle al muro. Con questa operazione può vincere ancora. Il valore principale dell'Unione era appunto l'unità della coalizione, ma dopo il voto dell'assemblea della Margherita potrebbe venire meno la fiducia degli elettori". 

 Si spieghi meglio...

"La cosa grave è che Prodi e il suo progetto vengono messi in discussione dal suo stesso partito. Ma il Professore deve rispondere alla richiesta di unità fatta a gran voce dalla base dell'Unione, che mal sopporta le divisioni interne dopo quanto è accaduto nel 1998".

 Lei ha dichiarato che Rutelli potrebbe diventare il leader del futuro Centrodestra. Non le sembra un po' azzardato?
"E' una battuta, ma potrebbe capitare. Se Rutelli mettesse insieme l'Udc, l'Udeur e la Margherita la cosa potrebbe realizzarsi. Anche Tremonti dal centro è passato a destra. Lo stesso Buttiglione ha fatto cadere il primo governo Berlusconi e poi è diventato ministro nel Berlusconi-bis nel 2001. E poi come dimenticare Mastella, il mago di queste operazioni trasformistiche? L'area democristiana, che sta in mezzo ai due Poli, è estremamente intercambiabile".

Ma questa operazione potrebbe realizzarsi entro le prossime elezioni politiche?
"Credo che undici mesi siano francamente pochi. Ma non è detto che in futuro questo non accada. D'altra parte, Rutelli ha più cose in comune con Fini che con Bertinotti. Al di là della battuta, l'area di centro è sempre in movimento e le trattative sono all'ordine del giorno".

 Ma nel breve termine, a cosa mira il presidente della Margherita?
"O ha fatto calcoli di partito e di egemonia all'interno della coalizione, oppure ha commesso l'errore tragico di pensare che Berlusconi sia ormai finito a prescindere dall'indebolimento della leadership di Prodi".

 Il caso Bologna è un altro nervo scoperto del Centrosinistra...
"Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Prima il Prc sostiene Prodi, poi gli amici di Rifondazione gli occupano la Fabbrica del programma".

 Venendo alla CdL, riuscirà Berlusconi a costruire il partito unico?
"Qualcosa di nuovo combinerà. Rischia di presentarsi con una quantità di novità utili a ottenere un buon risultato. Berlusconi ha guadagnato in competitività e oggettivamente può pensare a una sortita e non contare solo morti e feriti".

 Follini dopo il caso del 'dissidente' Raffaele Lombardo non esce indebolito dalle elezioni di Catania?
"L'affermazione di Lombardo è legata principalmente a una condizione locale. Certo, indica un disagio dei due Poli che non sono capaci di rappresentare gli interessi reali della gente. Lombardo sa rappresentare bene la sua gente ma è difficilmente spendibile a livello nazionale, visto che non avrebbe nemmeno un parlamentare".

 Il prossimo presidente della Repubblica sarà ancora Ciampi?
"Vediamo intanto chi vince le prossime elezioni, ma dubito che Ciampi sarà ancora al Colle".

 Daniele Riosa

Affari Italiani Lunedí 23.05.2005 17:48