Le vittorie di Catania e Bolzano rappresentano un'inversione di tendenza favorevole alla CdL?
"Credo che non siamo ancora di fronte a questo. E' un'affermazione comunque importante per il morale delle truppe del Centrodestra. Non abbiamo, però, elementi per dire che l'elettorato è tornato a votare per l'attuale maggioranza".
Secondo lei, l'Unione non ha commesso l'errore di non presentare una mozione di sfiducia contro il governo dopo le Regionali?
"Più che altro l'errore gravissimo del Centrosinistra è quello di presentarsi diviso e conflittuale. Non è una questione di mozione di sfiducia".
Si riferisce allo scontro Prodi-Rutelli?
"Quanto sta accadendo può portare veramente a un'inversione di tendenza. Il risultato che ha ottenuto Rutelli è quello di aver rimesso in gioco Berlusconi, che aveva ormai le spalle al muro. Con questa operazione può vincere ancora. Il valore principale dell'Unione era appunto l'unità della coalizione, ma dopo il voto dell'assemblea della Margherita potrebbe venire meno la fiducia degli elettori".
Si spieghi meglio...
"La cosa grave è che Prodi e il suo progetto vengono messi in discussione dal suo stesso partito. Ma il Professore deve rispondere alla richiesta di unità fatta a gran voce dalla base dell'Unione, che mal sopporta le divisioni interne dopo quanto è accaduto nel 1998".
Lei ha dichiarato che Rutelli potrebbe diventare il leader del futuro Centrodestra. Non le sembra un po' azzardato?
"E' una battuta, ma potrebbe capitare. Se Rutelli mettesse insieme l'Udc, l'Udeur e la Margherita la cosa potrebbe realizzarsi. Anche Tremonti dal centro è passato a destra. Lo stesso Buttiglione ha fatto cadere il primo governo Berlusconi e poi è diventato ministro nel Berlusconi-bis nel 2001. E poi come dimenticare Mastella, il mago di queste operazioni trasformistiche? L'area democristiana, che sta in mezzo ai due Poli, è estremamente intercambiabile".