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maggio 23, 2005

ISPO / MARGHERITA, GLI ELETTORI PER IL LISTONE CRESCE LA VOGLIA DI UN PARTITO DI CENTRO.

Rutelli sostiene che, presentandosi col simbolo della Margherita anziché in un'unica lista dell'Unione, si intercettano meglio, nel proporzionale, i voti degli elettori di centro, specie quelli in uscita dalla Cdl. Prodi, viceversa, ribadisce che, anche al proporzionale, « uniti si vince » , che la capacità attrattiva della lista unitaria è superiore a quella delle singole specificità.
La divergenza si riproduce anche all'interno dell'elettorato della Margherita, ove la diffusione delle due opinioni è grossomodo equivalente, con solo una lieve prevalenza dei sostenitori della lista unica.
Ma sul piano della probabilità di conquistare nuovi voti, chi ha ragione? La risposta è articolata e, al solito, differente tra Nord e Sud. Infatti, come sottolinea Ilvo Diamanti, esistono almeno tre tipi di elettori, diversi tra loro per caratteristiche e, specialmente, per motivazioni di voto, che tendono a considerarsi come quei « moderati di centro » , cui Rutelli si rivolge.
a) Chi si posiziona consape volmente sul centro dello schieramento politico è attento alle varie proposte programmatiche e sceglie valutandole. E' una quota molto limitata di elettorato anche se, data la simile numerosità dei due schieramenti, è decisiva per il risultato.
b) Chi, viceversa, è distante dalla politica. Non ne segue gli avvenimenti ed è continuamente tentato dall'astensione.
Costoro, assai numerosi, costituiscono la componente principale dei flussi che hanno portato al risultato delle ultime consultazioni. c) Chi, infine, sceglie sulla base « della persona » o di logiche localistiche di mobilitazione elettorale. Diffusi soprattutto nel Sud, sono all'origine di buona parte degli spostamenti qui avvenuti nelle ultime regionali. Ne sono stati beneficiari soprattutto partiti di centro, come l'Udeur ( che ha raccolto molti voti provenienti dalla Cdl) e la Margherita, soprattutto grazie alla sua componente ( e ai suoi leader) ex democristiana.
Ora, il secondo tipo — quel lo disinteressato dalla politica — è attratto fortemente dall'immagine di unità. Quando percepisce quest'ultima, si reca volentieri a votare. Di fronte alla frammentazione e al conflitto, preferisce astenersi.
Non a caso, i fautori della li sta unica sono in maggioranza tra chi è oggi indeciso su cosa votare.
Il terzo tipo, viceversa, è più sollecitato dalla specificità. Per questo, ad esempio, nelle recenti elezioni siciliane sono state proposte così tante liste. E' certo che la presentazione autonoma della Margherita, magari in alleanza con l'Udeur, costituirebbe un elemento di attrazione notevole per questo segmento, che costituì uno dei fattori decisivi della vittoria della Cdl nel 2001 e che ora si va allontanando da quest'ultima. Anche per que sto motivo, nell'elettorato attuale della Margherita sono più contrari alla lista unica quanti, ancora alle europee dello scorso anno, avevano votato per altre forze politiche.
Entrambi i tipi b) e c) costituiscono dunque importanti mercati potenziali per la Margherita, sia pure collocati in misura diversa nel Paese.
Ma la verità è che le strategie elettorali spiegano solo una parte della frattura in corso. Il vero conflitto, infatti, è sulla leadership. Come ha osservato Panebianco, infatti, le « identità » di cui oggi si parla sono assai più legate a posizionamenti sullo schieramento politico — e leadership conseguenti — che a contenuti programmatici. Di qui anche il continuo riaffacciarsi dell'idea di ricostituire un aggregato di centro ( dalla Margherita all'Udeur fino a certe parti dell'Udc) che, sul modello della vecchia Dc, cerchi, con questa collocazione e al di là dei contenuti, di attrarre in un unico contenitore politico tutti e tre i tipi di elettorato « moderato » .

di Renato Mannheimer

Corriere della Sera 23-5-2005