maggio 12, 2005 ISPO / MILANO: LA MORATTI PIACE, MA L'ULIVO È IN VANTAGGIO Con uno sfidante forte l’Unione sarebbe al 41 per cento, contro il 37 della Casa delle libertàSondaggio Ispo Corriere: il ministro è la più conosciuta tra i candidati sindaco del centrodestra il ministro in vantaggio sui possibili candidati del Polo. Ma il centrosinistra è in testa nelle intenzioni di votoLetizia Moratti non ha ancora sciolto la riserva sulla sua candidatura a sindaco. Ma, intanto, Silvio Berlusconi ha già consigliato ad Albertini di inserirla in giunta, in un anticipo di campagna elettorale. E un sondaggio Ispo Corriere della Sera conferma la bontà dell'intuizione del premier sul nome da mettere in campo: il ministro della riforma scolastica è infatti gradita ai potenziali elettori del centrodestra molto più dei suoi virtuali antagonisti, Fedele Confalonieri e Carluccio Sangalli. Il gradimento della Moratti, però, viene molto penalizzato dal giudizio negativo di chi tifa centrosinistra: e lo schieramento dell'Unione è in vantaggio su quello della Cdl: ammesso che azzecchi il candidato. La Moratti ha già vinto la sfida nel centrodestra Sondaggio Ispo Corriere: Non è la più amata dai milanesi, ma è sicuramente la preferita dei suoi potenziali elettori. Letizia Moratti, indicata da Silvio Berlusconi per la corsa a Palazzo Marino, non ha ancora sciolto la riserva sulla sua candidatura a sindaco. Ma già si può anticipare che la scelta, su cui il premier si sta molto spendendo, pare quella giusta: meglio la Moratti, insomma, rispetto ai nomi di Fedele Confalonieri e di Carluccio Sangalli, circolati a lungo insieme a quello del ministro. Quanto alle intenzioni di voto, il sondaggio della Ispo, diretta da Renato Mannheimer ( i dati sono stati raccolti il 10 maggio scorso su un campione di 800 elettori milanesi, rappresentativo della popolazione per sesso, età, scolarità, professione e zona di residenza), delinea un testa a testa: senza l'indicazione del candidato, centrodestra e centrosinistra sarebbero a pari merito nelle preferenze degli elettori. Se, invece, si mettono in campo nomi e cognomi, in particolare quello dell'oncologo Umberto Veronesi, il centrosinistra spicca il balzo. Letizia Moratti, dunque, resta il candidato con maggiore appeal per la Casa delle libertà. Intanto, è più nota dei suoi due colleghi: il 93 per cento degli intervistati afferma di conoscerla ( il 69 per cento di questi precisa di « sapere bene » chi è). Leggermente meno famoso il numero uno di Mediaset, Fedele Confalonieri: il 56 per cento sa bene chi è, il 28 solo per sentito dire. Più lontano il presidente di Camera e Unione del commercio, Carluccio Sangalli, noto al 35 per cento di chi ha risposto al sondaggio. Lo stesso Sangalli, però, recupera terreno nel giudizio degli elettori: il voto medio che strappa è la sufficienza, esattamente come Confalonieri, ma con la differenza che Sangalli pare meno inviso a chi voterebbe il centrosinistra. Il 6 di Sangalli, infatti, è la media fra il 6 di chi voterebbe il centrodestra e il 5 dei fan dell'Unione. Quello di Confalonieri arriva dal 4 degli elettori di centrosinistra e dal 7 di chi tifa Cdl. E la Moratti? La media che si conquista è 5, pesata fra il 4 secco di chi voterebbe il centrosinistra e il 7 scarso di chi preferisce il centrodestra. Alto comunque il consenso per il ministro della riforma scolastica: tra tutti gli elettori, il 36 per cento voterebbe lei ( rispetto al 34 e al 21 di Confalonieri e Sangalli). Se la domanda viene invece posta a chi si schiera con il centrodestra, il ministro schizza al 64 per cento dei consensi, rispetto al 54 e al 25 dei suoi due antagonisti virtuali. L'ultimo quesito del sondaggio di Mannheimer riguarda il voto alla coalizione. Il dato è stato raffrontato a quello del marzo 2004: allora, il centrosinistra era nettamente in vantaggio, con un 44 per cento di preferenze rispetto al 37 di chi avrebbe scelto il centrodestra e al 19 degli indecisi. Oggi abbiamo cifre e segnali diversi, che a loro volta cambiano se si fornisce l'indicazione del candidato: se non si fanno nomi, abbiamo un ex aequo fra i due schieramenti ( 34 per cento ciascuno) e una quota molto più alta di indecisi ( il 32 per cento) che quindi determinerebbero la partita. Il centrosinistra, invece, si porta avanti se si fa anche riferimento a probabili candidati ( i nomi sono quelli circolati in questi giorni, ma garantisce l'effetto trascinamento quello di Veronesi, che pure non sembra disposto a mettersi in campo): l'Unione avanza al 41 per cento, lasciando il centrodestra al 37 e riducendo al 22 per cento la percentuale di chi non ha ancora deciso come esprimersi alle prossime elezioni amministrative.
Corriere della Sera 12-05-2005 |