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maggio 9, 2005

FINI E CASINI BOCCIATI DAI SONDAGGISTI / Secondo gli esperti Berlusconi resta l'unico leader nella Cdl che ha i numeri per sfidare e battere Prodi alle politiche del 2006

PIEPOLI "I due sfidanti sono alla pari ma non sono in grado di competere con il Professore"

Ma Weber (Swg): il presidente della Camera è il più competitivo

ROMA - Altro che Casini. O Fini. L'unico che può battere il centrosinistra di Prodi è sempre e solo lui, Silvio Berlusconi. Secondo i più importanti sondaggisti italiani, tra Fini, Casini e Berlusconi, ad avere più possibilità di vittoria contro l'Unione nel 2006 è sempre il Cavaliere.

 «Berlusconi è l'unico in grado di battere Prodi», afferma il sondaggista Nicola Piepoli, «Fini e Casini li vedo alla pari, ma, a parte le bassissime possibilità di una loro discesa in campo, nessuno dei due mi sembra in grado di competere con il Professore. Berlusconi è ancora il politico del centrodestra ad avere maggiore appeal, l'unico con il guizzo vincente, la capacità e la fantasia per conquistare ii cuore degli elettori. Ed è quello più vicino alla gente».

Insomma, se nei palazzi della politica la possibilità che il Cavaliere si faccia da parte si fa più insistente, gli esperti dei sentimenti nazionali bocciano l'idea di una Casa delle Libertà senza Berlusconi. «Nonostante il calo di consensi, il Cavaliere è ancora il più accreditato a guidare la coalizione alle Politiche del 2006: non c'è alternativa a Berlusconi», osserva l'esperto di comunicazione Klaus Davi, che poi aggiunge: «Casini ha grandi potenzialità e una bella immagine, ma non ha i mezzi politici ed economici del Cavaliere. Per il presidente della Camera i tempi non sono ancora maturi, ma per il 2011 potrebbe essere un ottimo candidato. Per quanto riguarda Fini, invece, non credo che un politico che non riesce a tenere unito il suo partito possa riuscire a guidare una coalizione e poi un governo. Il leader di An in questo momento è un po' appannato: basti pensare che An ha in mano la Rai eppure non riesce ad aumentare i suoi consensi. Anche Berlusconi in questo momento sta attraversando un passaggio difficile, ma sarà ancora lui a sfidare Prodi. Anche se sono convinto che nel 2006 a vincere sarà il Professore». Insomma, Casini piace, ma Berlusconi piace di più.

Della stessa opinione anche Alessandra Ghisleri di Euromedia Research. «Tra i leader del centrodestra a prendere più voti ancora oggi è Berlusconi», spiega Ghisleri, «è ancora lui il fulcro dell'alleanza tra Lega, An e Udc. Anche se è in calo di consensi, ha uno zoccolo duro di elettori legato alla sua persona ancora molto forte. Casini piace molto per il suo ruolo biparstisan e istituzionale, inoltre ha grande capacità di attrarre il voto dei moderati e ha anche più chance di strappare con.sensi al centrosinistra. Fini,invece, nonostante le sue indubbie capacità di leader, per la sua forte caratterizzazione politica avrebbe maggiori difficoltà a tenere unita tutta l'alleanza. Insomma, con Fini candidato premier ci sarebbe il pericolo di una fuga dei voti leghisti e di quelli dei moderati di centro.

Secondo Ghisleri, inoltre, con Berlusconi alla guida della Cdl, i giochi delle prossime Politiche sono ancora aperti. «Certo», spiega la sondaggista, «se si votasse oggi, non avrei dubbi nel dire che vincerebbe Prodi. Ma in un anno, tutto può cambiare. Se il presidente del Consiglio se la gioca bene, con un ultimo anno di governo positivo e una buona campagna elettorale, ce la può ancora fare. Insomma, il Professore non ha ancora vinto e il Cavaliere non ha già perso».

Fuori dal coro, invece, Roberto Weber di Swg. «Il più competitivo è Casini, perché raccoglierebbe i maggiori favori a livello di consensi. Più di Berlusconi, che ormai è in calo di voti e rappresenta l'anello debole della coalizione», sostiene Weber, «e infatti la candidatura di Casini è quella che più spaventa il centrosinistra. Attenzione, però: Casini potrebbe farcela solo se fosse appoggiato senza indugi da tutta la coalizione, magari con il benestare dello stesso premier. Ma sono convinto che Casini non scenderà in campo: il potere di Berlusconi all'interno della Cdl è ancora troppo forte». Per quanto riguarda Fini, invece, secondo Weber «il leader di An vive un momento difficile dovuto anche ai suoi problemi interni al partito, difficoltà che risolverà solo nel lungo periodo». Il presidente di Swg boccia anche l'idea del partito unico. «Non funzionerebbe, perché gli elettori di An e Udc lo vivrebbero come una forzatura e come un pericolo di annullamento delle loro identità», spiega Weber.

Per gli altri, invece, quella di un soggetto unitario del centrodestra può essere una buona idea. «Il partito unico darebbe un'immagine di una coalizione più unita, forte e coesa. E farebbe guadagnare consensi», dice Klaus Davi. «Se il partito unico significa l'unione di intenti, programma e istanze territoriali, allora potrà risultare vincente e diventare addirittura la mossa decisiva per battere il centrosinistra. Altrimenti non serve a nulla», sostiene Ghisleri. Che poi dà un consiglio al Cavaliere: «Per le elezioni 2006 deve cambiare strategia: non servono grandi promesse irrealizzabili, ma piccole cose da portare a termine».

di GIANLUCA ROSELLI

Libero 08-05-2005