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maggio 5, 2005

ISTITUTO PIEPOLI / GLI ITALIANI CONCORDANO CON LA RICOSTRUZIONE DEL GOVERNO: «CALIPARI, GLI USA COLPEVOLI»


CREA molte perplessità nell’opinione pubblica la conclusione dell’indagine statunitense sul tragico epilogo del rapimento in Iraq della giornalista Giuliana Sgrena. Il 72 per cento degli interpellati, nel consueto sondaggio settimanale, non è infatti d’accordo con l’indagine del Pentagono, che scagiona i soldati americani che hanno ucciso l’ufficiale del Sismi Nicola Calipari.
In realtà, negli ultimi giorni non c'è una notizia che abbia preso decisamente il sopravvento sulle altre: ve ne sono almeno quattro - una di politica internazionale e tre relative a fatti italiani - che hanno percentuali pari o superiori al 10 per cento delle citazioni. In testa compaiono appunto, con il 23% delle indicazioni, «le polemiche tra Italia e Usa sulle conclusioni dell'indagine relative al caso Calipari». La seconda indicazione riguarda i nuovi delitti confessati ieri da Angelo Izzo (20%), uno dei responsabili del «massacro del Circeo», che ha riaperto aspre polemiche sulla concessione della semilibertà.
Con uno scarto minimo, seguono due argomenti politici: la provocazione del vicepremier Giulio Tremonti, che ha proposto di aumentare le entrate dello Stato sfruttando le spiagge italiane (tema scelto dal 19%) e l’idea lanciata da Silvio Berlusconi di creare un partito unico del centrodestra (10%).
Tornando alle indagini statunitensi sulla tragica fine del nostro agente del Sismi, la maggior parte degli intervistati (nel 64 per cento dei casi) si dice d'accordo con le tesi delle autorità italiane, che contestano alcuni aspetti della versione americana.
A una domanda più precisa, sulla responsabilità dell’esercito Usa per la morte di Calipari, risponde di «sì» quasi uno su due: è il 49% dei casi, la maggioranza relativa. E un altro 27% invece è convinto che «sia stato un tragico errore senza colpevoli». Soltanto uno su dieci degli interpellati pensa che «vi sia stata una responsabilità degli italiani».
Ma la più convinta richiesta del campione - nel 74 per cento degli intervistati - si rivolge all’esecutivo affinché «insista» con la Casa Bianca e il Pentagono per avere «una ricostruzione dei fatti più precisa». E in questo caso, si può affermare che vi sia una perfetta coincidenza tra la volontà dell'opinione pubblica e l'atteggiamento del governo.

di Nicola Piepoli

La Stampa, 05-05-3005