aprile 27, 2005 ISTITUTO PIEPOLI / 25 APRILE, GLI ITALIANI "SENTONO" LA FESTA Nuovo governo, la maggioranza crede che arrivi fino al 2006NELL'ULTIMA SETTIMANA IL PAPA SURCLASSA TUTTI GLI ALTRI EVENTI
LA settimana trascorsa è stata per l'opinione pubblica quella dell'elezione del nuovo Papa. Quasi 30 milioni di italiani identificano la settimana come mentalmente dedicata a Benedetto XVI. Tutti gli altri eventi sono subordinati, nell'immaginario collettivo, a questo evento dominante. Così è per l'uccisione della ragazza di 16 anni a Foggia, per i matrimoni tra omosessuali approvati dal Parlamento spagnolo e per il luttuoso incidente ferroviario in Giappone. Quanto alle dimissioni con conseguente ristrutturazione in tempi brevissimi del governo Berlusconi e alle manifestazioni per il 25 aprile, si tratta di eventi a cui gli italiani sono abituati e quindi con impatto relativo sull'opinione. Sui giudizi concernenti il primo evento, quello del rinnovato governo Berlusconi posso solo dire che c'è una certa aria di positività: l'opinione in maggioranza pensa che l'attuale governo duri così com'è fino alle elezioni del 2006. Forse più interessante e meno scontato è il giudizio degli italiani sul 25 aprile. Le manifestazioni connesse con questo anniversario sono gradite da poco più di sei italiani su dieci con un ovvio differenziale fra coloro che votano per il centrodestra e coloro che votano per il centrosinistra. Ma il differenziale non è molto consistente. Il 25 aprile è da interpretarsi quindi come una festa per l'intero popolo italiano? Tre italiani su quattro affermano di sì. Solo un italiano su sei non partecipa a questa festa: si tratta quindi di una minoranza sparpagliata nelle varie aree politiche e il cui peso è scarsamente rilevante. Anche l'eccesso di bandiere rosse non suscita reazioni negative: la maggioranza assoluta degli italiani conferma che uno festeggia la liberazione come vuole purché la festeggi. Una nota finale: la presenza attiva del presidente della Repubblica nelle manifestazioni svoltesi il 25 Aprile prima a Roma e poi a Milano. L'affermazione del presidente Ciampi per cui la Costituzione sorta dalla Resistenza è il fondamento delle nostre libertà e ha consentito la rinascita della nostra patria è stata considerata dall'opinione come un vero e proprio «sigillo di garanzia» delle manifestazioni: 8 italiani su 10 sono d'accordo con il presidente Ciampi e gli rinnovano ancora una volta in maniera pressoché plebiscitaria la loro fiducia. Nicola Piepoli LA STAMPA 27-04-2005 |