aprile 27, 2005 IL PARTITO UNICO DEL CENTRO DESTRA / PER GLI ELETTORI SILVIO È INSOSTITUIBILEI sondaggisti: cresce il peso di Fini e Casini, ma con un gradimento del 70% il Cavaliere resta l'unico leader possibile della CdlROMA - È Gianfranco Fini, l'appena riconfermato vicepremier e ministro degli Esteri, l'unico in grado di insidiare la leadership di Silvio Berlusconi nella Casa delle Libertà. Che comunque, al momento, non è in discussione. Calano insomma i consensi, o meglio la fiducia nel Cavaliere in qualità di leader della coalizione, mentre sale quella in Fini, che però non viene considerato in grado di tenere unita la Cdl. Sono questi gli orientamenti registrati dai sondaggisti italiani, alla luce dell' ultima proposta che arriva, appunto, dalla Casa delle Libertà: le primarie per scegliere la guida del centrodestra. «Non abbiamo ancora fatto dei rilevamenti sul tema», precisa Alessandra Ghisleri di Euromedia Research. «Ma gli ultimi dati che possiamo usare come riferimento ci mostrano che la posizione del Cavaliere è sempre forte, anche se in calo. Non può più vantare un cento per cento di consensi, neppure un novanta... Lo collocherei su un settanta per cento. Una leadership, la sua, che però non è in discussione». Ma è comunque in calo. Lo conferma anche Nando Pagnoncelli, presidente dell'Ipsos. Il quale però fa una premessa: «Quello delle primarie è un discorso complesso. Non è chiaro, ad esempio, chi può accedere alle primarie e come si controllano i meccanismi di accesso: potrebbero di fatto andare a votare tutti, non solo coloro che appartengono ad una certa parte politica. Spesso si confondono le pri - marie con i sondaggi. In altri termini, le primarie favoriscono la partecipazione, ma non sono realizzate su campioni rappresentativi di elettorato di una parte politica». Fatte queste premesse, anc:he secondo Pagnoncelli Fini e Pier Ferdinando Casini, il presidente della Camera, godono di un alto livello di fiducia. Per Fini, in particolare, questa fiducia era già in crescita nei sondaggi effettuati nel 2000-2001. Certo, «in questo momento Berlusconi sta subendo il contraccolpo di uno scontento generalizzato, funziona insomma da parafulmine. Il meno esposto, come Fini, o chi occupa un incarico istituzionale, come Casini, possono contare su un'immagine meno "logorata"». «Berlusconi ha una notorietà molto ampia e una fiducia notevole», rimarca Alessandra Ghisleri, «mentre Fini ha una fiducia molto ampia e una notorietà forte». Insomma, Fini potrebbe attestarsi su un ipotetico 40, 45 per cento di consensi: non è ancora considerato in grado di guidare, con mano sicura, la coalizione e le sue "turbolenze" interne. Chi non crede, per il momento, alla possibilità che il ministro degli Esteri possa scalzare il Cavaliere dalla pole position nell'elettorato di centrodestra è Maurizio Pessato, della Swg. «Questo potrebbe accadere solo se Berlusconi decidesse di abbandonare la scena politica. Allora Fini potrebbe avere qualche chance di prendere il suo posto, dato che il livello di apprezzamento nei suoi confronti, che noi abbiamo già registrato, è in costante crescita». Ma, sempre secondo Pessato, nell'elettorato di centrodestra non emerge una figura realmente in grado di contendere la leadership. «Come del resto accade anche nell'Unione», spiega, «visto che ormai appare evidente che lo scontro dei due fronti alle prossime elezioni sarà incarnato dai due uomini più rappresentativi, cioè il premier e Romano Prodi. La sfida sarà - è già - fra loro due, sinceramente non vedo molto spazio per altri». dl CATERINA MANIACI Libero 27-04-2005 |