aprile 19, 2005 INTERVISTA, PIEPOLI: “IL TREND È NEGATIVO, MA BERLUSCONI PUÒ FARCELA”“Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta”, si legge nell’ingresso della sede milanese dell’Istituto Piepoli. Attivo da oltre dieci anni nell’ambito della statistica elettorale, Nicola Piepoli è una figura di riferimento quando si tratta di analizzare le tendenze a medio e a lungo raggio. Le sue previsioni alla vigilia del voto regionale si sono rivelate profetiche: “otto regioni al centrosinistra, due al centrodestra, tre assolutamente incerte”. L'incertezza prevale nel Lazio, in Puglia e in Piemonte, dove si sarebbero profilati tre appassionanti testa a testa: rispettivamente, Storace-Marrazzo, Fitto-Vendola e Ghigo-Bresso”. Esattamente quanto è poi accaduto. A lui chiediamo innanzitutto un raffronto tra due diverse chiamate degli elettori alle urne. Le elezioni amministrative hanno segnato una indubbia vittoria del centrosinistra. Alle elezioni legislative l’esito sarebbe il medesimo? La differenza potenziale tra le due tornate elettorali è molto ridotto. Anzi, per dire la verità, nella storia elettorale recente le differenze tra i dati delle elezioni amministrative e quelli delle elezioni politiche sono sempre state irrisorie. Se a breve si fosse votato per le politiche, che quadro prospetta? Mettiamola così: se queste ultime elezioni, quelle regionali, fossero state politiche, la sinistra poteva avere 360 deputati contro i 260 dell’opposizione. Lei esclude una clamorosa ripresa del centrodestra, quindi… Abitualmente tenderei ad escluderla, almeno in un periodo di dodici mesi. Ripeto: nelle frequenze elettorali più vicine, ci sono stati sempre riscontri. Tra le regionali nel 2000 e le politiche del 2001 non ci sono stati grandi spostamenti di voti. Quando è stato il turno delle elezioni amministrative del 1995, seguite da quelle del ’96, la sequenza è stata la stessa. La realtà è data da fatti in sequenza, un terzo fatto può sempre prodursi. Ma faccio miei i versi di Lorenzo il Magnifico: “Del doman non v’è certezza…” Però una tendenza elettorale la si può delineare, no? Nel breve periodo, cioè nei prossimi dodici mesi, la tendenza di maggiore attendibilità è quella che si scorge dietro ai risultati delle regionali: il centrosinistra si rafforza. Mentre nelle ultime settimane si era parlato di Forza Italia in difficoltà. Qualche osservatore le ha attribuito un potenziale del 19-22%. Non di più... Altri istituti, non il mio, hanno calcolato questo trend elettorale. Dal mio punto di vista la probabilità è che sia sopra questa forchetta... Le polemiche, dopo ogni tornata elettorale, non mancano: gli exit poll danno un esito sempre più incerto. Invece devo dire che questa volta siamo stati davvero bravi. Le proiezioni che avevamo prodotto sono risultate assolutamente coerenti con i risultati. Noi domenica sera avevamo diagnosticato i risultati, con un avvicinamento enorme agli esiti delle urne. Sia noi che Nexus abbiamo centrato i risultati. Può proseguire l’erosione del voto? L’erosione è già avvenuta, è in corso, è sotto ai nostri occhi ogni giorno. Forza Italia ha un percorso in salita, ma se si organizza in chiave di entusiasmo dei suoi adepti può benissimo risalire, rientra nell’area delle probabilità. E quanto alla figura del premier, il leader del centrodestra è condannato a scomparire? Non so che tipo di forma avrà Berlusconi nei prossimi dodici mesi. Certamente l’uomo non è di quelli che demordono. Ma qui giocano troppi fattori concorsuali, non si può tracciare una previsione credibile sul tasso di fiducia del leader del centrodestra da qui ai prossimi dodici mesi. Quale può essere la ricetta utile per Berlusconi? Essere positivi e costruttivi. Sa cosa intendo per etica del costruttivismo? Il padre di questa scuola, il filosofo austriaco Löwith, insegnava che siamo noi, giorno per giorno, a costruire il futuro. Silvio Berlusconi può costruirsi un futuro positivo, lui sa come e non sta a me dirlo. Dico solo che a un anno dalle elezioni politiche non tutto è perduto, anzi: l’esito è aperto. Non così se si vota prima… di Aldo Torchiaro L'Opinione 19-04-2005 |