aprile 14, 2005 BERLUSCONI: FU VERO CROLLO?Dopo la «sberla» alle Regionali il Cavaliere ammette che la sua immagine si è logorata. Rimonterà? Lo abbiamo chiesto a sondaggisti e massmediologi. Che si sono divisi a metà. Per esempio sull'anticomunismo.Sei regioni perse. gli alleati in fuga e un partito latitante. Silvio Berlusconi esce dalle elezioni regionali con i lividi addosso. Quella del 3 e 4 aprile 2005 è la sconfitta più dura da quando è sceso in campo. Lo ha ammesso lui stesso. Marco Galluzzo, sul Corriere della Sera. ha riferito le considerazioni che il Premier ha espresso di fronte al suo staff: «Abbiamo preso una bella sberla». E ancora: «Forse è proprio vero che la mia immagine si è logorata. che non basta più». Di qui la decisione di iniziare un nuovo ciclo di piroette mediatiche. Non solo. Il Cavaliere ha anche annunciato di voler riprendere in mano Forza Italia e di avere l'intenzione di cominciare un porta a porta sul territorio (senza Bruno Vespa) per spiegare le sue riforme. Ma tutto questo basterà per recuperare due milioni di voti persi? O il crollo della sua coalìzìone, della sua immagine e della sua carriera politica ormai è definitivo? Magazine ha chiesto a un gruppo di esperti e sondaggisti di esprimere le loro opinioni. Il risultato? Sono pochi quelli che vedono azzurro nel futuro di Berlusconi, ma nessuno se la sente di darlo definitivamente per estinto. «Anche perché», dice Klaus Davi. massmediologo e consulente per la comunicazione di vari uomini politici. «negli ultimi anni ho visto molti machos di sinistra che lo davano per spacciato e poi si sono dovuti ricredere». Lei pensa che Berlusconi si possa riprendere? «Sì. Potrebbe risalire. Anche se è molto difficile. Punterà sulla sicurezza, perché la paura è diffusa tra i cittadini, e su una comunicazione più adeguata dei risultati ottenuti». Pur ammettendo che «l'uomo ha capacità straordinarie di risollevarsi», Carlo Freccero, ex direttore di Raidue, ora docente di Linguaggi radiotelevisivi, sostiene che ormai il Cavaliere è completamente fuori sincrono rispetto al Paese. «Gli manca il dizionario», dice. «Lui è un ottimista. energico. Un uomo che ha costruito la sua fortuna nei ruggenti anni Ottanta. L'Italia, invece, ora è in crisi. Lui parla ancora di abbassare le tasse. mentre i cittadini sono concentrati sugli tsunami che travolgono il pianeta. La partita non è mai chiusa, ma Berlusconi è in difficoltà, proprio perché non riesce a trovare le parole per addomesticare questo nuovo periodo di sofferenza». Anche secondo Ilvo Diamanti, professore di sociologia all'Università di Urbino, tra Berlusconi e la società italiana c'è uno sfasamento. «Lui». sostiene Diamanti. «è l'espressione di un'era storica in cui si puntava alla "felicità privata". Ora, invece. c'è una nuova domanda di Stato. Le ultime tornate elettorali, poi, hanno evidenziato che il "modello Berlusconi" imperniato sulla centralità del leader, sull'asse del Nord, sul partito leggero e sul marketing mediatico. non funziona più». Insomma, una catastrofe? Renato Mannheimer, direttore dell'Ispo e docente di Scienza politica all'Università La Bicocca. dice che la sconfitta alle Regionali era prevista e che per le Politiche tutto dipende dalla campagna elettorale. Che, tra l'altro, è già incominciata. «Certo, che si può risollevare», spiega Mannheimer. «Si è già messo al lavoro. E la sua presenza potrebbe cambiare le cose. Non è detto che riesca a ribaltare le situazione, però lui ha un impatto sul pubblico, una personalità e una capacità persuasiva che altri non hanno». Su che cosa punterà per convincere di nuovo i cittadini a votarlo? «Probabilmente», conclude Mannheimer, «sceglierà una strategia ideologica: la paura della sinistra in certi strati sociali ha ancora un discreto effetto». Davvero? Non tutti ne sono convinti. Roberto D'Agostino, esperto di comunicazione e direttore di un frequentatissimo sito di gossip politico (dagospia.com) sostiene esattamente il contrario: «Berlusconi pensava che il bau bau dei cosacchi che fanno abbeverare i cavalli alle fontanelle di Montecitorio potesse incutere terrore agli italiani. Si è sbagliato e ora sa che deve iniziare a sporcarsi anche lui le mani con la vera politica confrontandosi con gli avversari. Ci aspetta un anno di campagna elettorale incredibile». In che senso? «Le esternazioni post-elezioni di Fini hanno fatto accendere la lampadina d'allarme sotto la ringiovanita capigliatura del Cavaliere. Lui si piazzerà al centro del ring e sarà una battaglia tipo wrestling». Addirittura? Pare proprio di sì. «La contrapposizione sarà pesante, pesante, pesante», conferma Roberto Weber, politologo e sondaggista della Swg. «Le ultime elezioni hanno evidenziato gli errori della strategia del premier e la sua distanza abissale dal popolo italiano: lui continua a negare che i cittadini percepiscono malessere, povertà e insicurezza. Per questo mi sembra difficile che riesca a risalire la china. Ma Berlusconi è un combattente. E combatterà». Con quali armi? «Cercherà di attingere ai grandi valori, come hanno fatto i neo-con negli Stati Uniti. Una possibilità potrebbe essere quella di cavalcare il filone antieuropeista, che ora è debole. ma le difficoltà economiche del Paese potrebbero ingrossarlo». Anche secondo Nando Pagnoncelli, sondaggista e amministratore delegato della Ipsos. il Cavaliere dovrebbe puntare sui Valori. «Il suo problema», sostiene Pagnoncelli, «è che oggi c'è una forte domanda dì protezione sociale e nella sua coalizione questo spazio ideologico è già occupato da An e Udc». Berlusconi ha le spalle al muro? «Mi pare proprio di sì», conclude il massmediologo. «Alle Regionali, per la prima volta da anni, si è verificata una "transumanza di voti" da destra a sinistra. I cittadini sono scontenti. L'arma dell'anti-comunismo è spuntata. L'elettorato è sordo a qualsiasi enumerazione dì opere fatte. anche perché l'economia continua ad arrancare. In più ho seri dubbi sul fatto che un suo colpo mediatico (come l'irruzione a Ballarò) possa sortire un qualsiasi effetto duraturo». E allora ecco che Nicola Piepoli, fondatore dell'omonimo istituto di ricerche, prova a suggerire al Cavaliere l'unica (secondo lui) via possibile per resuscitare: «Lo dico da cittadino. più che da sondaggista. Serve una visione del futuro. Berlusconi dovrebbe puntare sulla cultura, sul sapere, per costruire un'Italia vincente che rimanga tale anche tra 25 anni». Come dire: per un nuovo miracolo italiano... DI VITTORIO ZINCONE CORRIERE DELLA SERA magazine 14-04-2005 |