aprile 13, 2005 LA NUOVA ITALIA ELETTORALE/2 DA ROMA IN GIÙ, DOV’È LA CASA DELLE LIBERTÀ? Al Nord il centrodestra ha retto bene, il Centro rimane una roccaforte del centrosinistra. Ma è dalla Capitale in giù che i collegi della maggioranza precipitano in una v Il successo del centrosinistra concentrato nelle grandi città. Ma non solamente C’è un effetto Bassolino, però il mutamento del consenso è netto. Puglia, è testa a testaNell’analisi pubblicata ieri su Europa, avevo iniziato a tratteggiare la nuova geografia elettorale delle tredici regioni in cui si è votato, così come emerge dal confronto tra la situazione del 2001 e quella odierna (partendo dai voti conquistati dai candidati alle presidenze di Regione). Si era visto come nelle quattro regioni del Nord non molto dovrebbe essere mutato rispetto all’allocazione dei seggi maggioritari, anche se si sottolineava una certa maggiore competitività della coalizione di centrosinistra, in grado di gareggiare con possibilità di vittoria in almeno una ventina di collegi attualmente “in dotazione” al centrodestra. Oggi analizzeremo nello specifico i collegi per la camera del maggioritario relativi al Centro-sud nelle regioni dove si è votato (Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Calabria), unitamente a un riassunto complessivo della nuova mappa di riferimento venutasi a creare dopo le recenti consultazioni. Ieri avevo risposto negativamente alla cruciale domanda: se cioè gli esiti delle regionali avessero consentito di parlare di un effettivo terremoto elettorale, in termini di assegnazione dei collegi. Oggi la situazione appare più rosea, per la neonata Unione, nell’analisi relativa al territorio più meridionale del paese. 
Come si nota chiaramente nelle tabelle presentate oggi, in termini di saldo, il centrosinistra uscirebbe vincitore in almeno sei collegi in più rispetto al 2001: 67 vittorie contro le 61 delle ultime politiche. Con l’effettiva possibilità di conquistarne altri, tra i 41 collegi attualmente marginali, dove le stime la vedrebbero prevalere in 21 tra le situazioni di maggior equilibrio. Il risultato complessivo darebbe un quadro elettorale sostanzialmente ribaltato rispetto a quello attuale con il centrosinistra che conquisterebbe un totale di quasi 90 seggi, mentre al centrodestra ne andrebbero solamente 65 (oggi la situazione nelle cinque regioni analizzate racconta, come si vede, di uno scarto di 30 collegi a favore della Casa delle libertà). Prima di tracciare un quadro complessivo, vediamo brevemente anche oggi, regione per regione, qual è lo scenario attualmente più probabile in termine di attribuzione dei seggi maggioritari alla camera. Roma era già presaPer quanto riguarda il Lazio, al passaggio da Storace a Marrazzo della guida della regione non ha corrisposto un significativo mutamento di allocazione dei collegi (soltanto uno passerebbe sicuramente all’Unione, quello di Roma Trionfale), ribadendo peraltro l’elevata competitività, già protagonista delle scorse elezioni, in alcuni collegi attualmente del centrodestra. Come già in Piemonte, anche nel Lazio occorre sottolineare una decisa spaccatura tra il voto metropolitano e quello del resto della provincia di Roma e delle altre province laziali: mentre a Roma città il vantaggio di Marrazzo è infatti di quasi 13 punti, esso diviene un sostanziale pareggio nel resto della provincia e a Rieti, mentre in tutte le altre province viene ribadito, se non incrementato, il vantaggio della coalizione di centrodestra. Anche qui, dunque, l’Unione funziona laddove era già forte, mentre va meno bene laddove era debole. Cdl ai minimi termini in AbruzzoLo straordinario successo di Ottaviano Del Turco in Abruzzo riduce ai minimi termini i collegi sicuri del centrodestra, che ne perde quasi sicuramente uno (a Teramo) e ne rende incerti altri due. In questa regione già alle politiche del 2001 la situazione era peraltro maggiormente favorevole all’Ulivo che, sia in termini di voti al maggioritario che in termini di seggi, batteva di misura la Casa delle libertà. Ribaltamento in CampaniaLa presenza della figura di Antonio Bassolino molto probabilmente rende non del tutto confrontabili i risultati odierni della Campania con quelli delle politiche di quattro anni fa: se le tendenze fossero ribadite anche in occasione delle prossime consultazioni, si andrebbe incontro ad un significativo passaggio di collegi dal centro destra al centro sinistra (circa 7), oltre ad almeno un’altra decina che passerebbero tra i marginali. L’attuale maggioranza di seggi della Casa delle libertà (29 a 18) verrebbe in tal modo completamente ribaltata, con un ipotetico scarto simile a favore stavolta dell’Unione. Naturalmente su questa regione si concentrano i maggiori dubbi sulla possibile tenuta, a questi livelli elettorali, del centrosinistra a livello di collegio, dove non potrà essere ovviamente presente in maniera generalizzata un candidato carismatico qual è l’attuale presidente campano ed ex-sindaco di Napoli. Distacchi limitati in PugliaLa Puglia è la regione che più di ogni altra ha ribadito il risultato ottenuto dalle due principali coalizioni nel 2001: oggi, come allora, il centrosinistra prevale con un vantaggio assolutamente limitato, meno dell’uno per cento dei voti validi, pari a circa quindicimila elettori. Dal punto di vista territoriale, le province di Lecce e Taranto hanno visto la vittoria di Fitto, mentre Foggia, Bari e Brindisi quella di Vendola. Ma in diverse situazioni territoriali, i distacchi appaiono tuttora molto limitati, tanto da rendere incerti molti dei pronostici sul futuro elettorale. L’unico passaggio quasi certo a favore del centrosinistra è il collegio di Padre Pio: San Giovanni Rotondo. Calabria, cambia tuttoIl terremoto elettorale viene pienamente confermato in Calabria. Qui c’è un netto incremento dei suffragi in favore del centrosinistra, il quale passa da una situazione di sostanziale pareggio – negli ultimi due più importanti appuntamenti elettorali – a un vantaggio di quasi venti punti in termini di voti validi. Le ripercussioni sulla possibile conquista dei collegi sono pertanto considerevoli: il centrodestra manterrebbe certamente solo 3 degli 11 collegi presi nel 2001, mentre il centrosinistra ne conquisterebbe sicuramente altri 3 nelle grandi città (Lamezia, Cosenza e Catanzaro), per poi battersi per quelli diventati marginali. L’Unione davanti a livello nazionaleNel complesso delle tredici regioni in cui si è votato il 3 e 4 aprile, includendo quindi anche l’area centrale che ha ribadito il plebiscito verso il centrosinistra (Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche), le stime elaborate sulla base dei risultati reali descrivono una situazione sicuramente favorevole all’Unione, come si nota nella tabella pubblicata in prima pagina da Europa: il vantaggio di oltre 50 collegi registratosi nel 2001 a favore della Casa delle libertà si trasformerebbe in un ribaltamento verso la coalizione avversaria, che otterrebbe almeno 30 collegi sicuri in più. Resterebbero da assegnare settanta collegi circa, dove presumibilmente si concentrerà la competizione decisiva. PAOLO NATALE* Facoltà di Scienze politiche, Università di Milano Europa, 13-04-2005 |