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aprile 13, 2005

ISTITUTO PIEPOLI / VOTO ANTICIPATO, GLI ITALIANI FRENANO
Si rafforza la tendenza: il 56% non vuole tornare alle urne in estate

La morte del Papa surclassa le regionali e il premier a «Ballarò»

LA settimana appena trascorsa è destinata a lasciare una traccia indelebile nella storia dell'ultimo ventennio: dopo ventisette anni si è concluso il pontificato di Giovanni Paolo II. L'opinione pubblica, che già nei mesi scorsi aveva seguito con costante apprensione l'altalena delle notizie riguardanti la salute del Papa, è stata praticamente travolta dal triste accadimento.
La diretta del funerale da piazza San Pietro, si è trasformata in un evento mediatico senza precedenti, capace di catalizzare l'attenzione di quasi 40 milioni di italiani adulti (85% degli intervistati) e la cui eco si è spinta ben oltre i confini nazionali. L'attenzione residuale si è concentrata su eventi non meno importanti, ma che per forza di cose sono stati fortemente ridimensionati da quello principale.
Due fatti riguardano temi più specificatamente nazionali: i risultati delle elezioni regionali (7% degli italiani) e il ritorno sugli schermi televisivi di Raitre del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella trasmissione televisiva «Ballarò»(2%). Pari attenzione ha riscosso la morte del principe Ranieri di Monaco.
Tornando ai temi di politica interna, l'ultima settimana è stata interessata da vivaci polemiche in merito all'eventualità di una possibile conclusione anticipata della legislatura. Gli italiani sembrano avere le idee ben chiare: il 56% ritiene che il governo dovrebbe rispettare la sua naturale scadenza del giugno 2006, mentre il 30% ritiene auspicabile le dimissioni dell'attuale esecutivo. Il dibattito politico dell'ultima settimana ha consolidato questa tendenza, dal momento che si è assistito ad uno spostamento da posizioni di indecisione (dal 26% del 4 aprile al 14%) verso posizioni favorevoli alla prosecuzione del mandato fino a giugno 2006 (43% contro il 56% di oggi).
Oggi il fronte del centro-destra sembra più compatto, in termini di sostegno al governo. Più del 92% degli orientati a votare l'attuale maggioranza è favorevole al compimento della legislatura; mentre, tra gli orientati verso il centrosinistra, solo uno su due gradirebbe il ricorso ad elezioni anticipate. Complessivamente si rafforza, se non altro sulla base di considerazioni di prudenza, la tendenza a non volere oggi come oggi le elezioni anticipate.

di Nicola Piepoli

La Stampa