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aprile 12, 2005

I SONDAGGISTI CONSIGLIANO LE ELEZIONI SUBITO
Prima si fanno, maggiori le chances del Cavaliere. E il duello con Prodi potrebbe mobilitare i tanti indecisi

Elezioni anticipate: perché no? Il Cavaliere potrebbe spuntarla. A patto, però, di indovinare la campagna elettorale. Da condurre rigorosamente in prima persona. Sondaggisti e massmedíologí incoraggiano Berlusconi: vincere le elezioni politiche, anche condodici mesi di anticipo, si può.

Spiega Renato Mannheimer, presidente di Ispo: «Dipende dalla campagna elettorale, da quello che il Presidente del consiglio comunica ai cittadini. E dalle risposte dei suoi avversari». Di certo Casa delle Libertà e Unione, almeno stando alla differenza di affluenza tra le Politiche del 2001 e le Regionali del 2005 (81,5%      contro 71,4%), «hanno a disposizione, grazie all'area del non voto, un mercato elettorale enorme». La partita, insomma, è ancora aperta. E Berlusconi, osserva Mannheimer, ha dalla sua le armi della comunicazione. Soprattutto se si tratta di elezioni politiche, quando c'è da battersi in prima persona: «Il Presidente del consiglio di solito riesce a persuadere tanti elettori che non votano. È ragionevole pensare che un suo impegno diretto possa favorirlo. Dipende da quello che dice». Ma resta valida anche la seconda ipotesi cara al premier: un governo che duri fino alla primavera del 2006. «In quel caso, con una campagna elettorale efficace, Berlusconi avrebbe un anno di tempo per avvantaggiarsi».

Un dato, sottolineano gli esperti, dà speranza al Cavaliere: il fatto che tanti elettori di centrodestra, alle Regionali, abbiano deciso di votare per un candidato governatore diverso da quello espresso dalla Caca delle Libertà. Un comportamento che in Lazio e Puglia è costato la vittoria a Francesco Storace e Raffaele Fitto, visto che in quelle regioni, a livello proporzionale,ilcentrodestra ha prevalso sul centrosinistra. È su quei voti, oltre che sul recupero degli astenuti, che Berlusconi adesso conta per ribaltare il risultato.

Oggi, spiega Nicola Piepoli, presidente dell'omonimo istituto, l'unione conquisterebbe alla Camera cento seggi in più della Cdl. «I numeri dicono che le Politiche, così come accaduto nel 2001 e nel 1996, con tutta probabilità ricalcheranno le Regionali che le hanno precedute. A meno che...». A meno che Berlusconi, aggiunge Piepoli, non cambi radicalmente registro. Come? Per esempio impostando una campagna elettorale, anche in fretta e furia, finalizzata a far capire agli elettori che «il suo è stato un governo al servizio del Paese. Se riuscirà a dimostrare questo, gli italiani lo ricompenseranno». Altrimenti, avverte, il premier è destinato alla sconfitta. Quest'anno o il prossimo.

Il massmediologo Klaus Davi, invece, è più scettico. «Il voto anticipato? Sarebbe suggestivo. Berlusconi può tentare, si presenta davanti ai cittadini e gioca il tutto per tutto. Poi se va male può sempre dire che adesso il Paese è in mano ai comunisti». Mala strada resta in salita: «E un percorso ad alto rischio. Il tempo gioca a suo sfavore: ora l'Italia è piena luna di miele con i governatori del centrosinistra e questo stato durerà almeno sei mesi». Meglio aspettare, dunque? «L'ideale sarebbe votare il prossimo anno, magari con qualche mese di anticipo: per Berlusconi il valore aggiunto potrebbe essere, rappresentato dal fatto di sfidare direttamente Prodi, cosa che non è avvenuta alle Regionali».

Anche Maurizio Pessato, amministratore delegato di Swg, invita il Cavaliere a tirar per le lunghe; «Il margine per recuperare c'è, ma per lui sarebbe più favorevole, almeno sulla carta, votare tra un anno. Oppure ad ottobre, Adesso la Cdl si presenterebbe alle urne sull'onda di una sconfitta e con una coalizione a pezzi». Al voto nel 2006, però, bisognerebbe arrivare con un governo forte: «Nell'anno che resta la maggioranza dovrebbe andare avanti con un minimo comun denominatore, riscoprendo le ragioni dell'alleanza. Se dovessero iniziare a litigare...». Anticipate o meno, per Pessato Berlusconi le Politiche può vincerle: «Lo scenario sarebbe diverso da Amministrative e Regionali. La valutazione sarebbe sul Presidente del consiglio e gli elettori di centrodestra non avrebbero a disposizione le vie di fuga rappresentate dai governatori».

di TOMMASO MONTESANO

Libero, 12-04-2005