home

politiche 2006

regionali 2005

risultati elezioni

governo

congiuntura

forum

archivio

politica on line

RSS

aprile 9, 2005

DENTRO LE URNE / UNIONE PREMIATA DAL VOTO PERSONALE

I sistemi elettorali con cui si è votato in queste elezioni regionali sono sistemi a due facce: da una parte una competizione proporzionale tra liste di partito e dall'altra una competizione maggioritaria tra candidati alla presidenza della regione. In questo modo all'elettore sono concesse quattro opzioni di voto:  1  votare una lista (parte proporzionale) e un candidato-presidente collegato a quella lista; 2 votare una lista e un candidato presidente non collegato a quella lista (voto disgiunto); 3 votare solo la lista (ma in questo caso il suo voto viene automaticamente trasferito al candidato-presidente collegato a quella lista); 4 votare solo un candidatopresidente senza esprimere alcuno voto di lista. In questa sede ci interessa quest'ultima opzione di voto che possiamo definire come "voto personale" o "voto di coalizione" a seconda che il voto sia frutto delle qualità personali del candidato o l'espressione di una identifi~azione con la coalizione che questo rappresenta. In particolare le domande che ci poniamo sono queste: quanti elettori hanno votato solo un candidato-presidente? Come si è distribuito questo tipo di voto tra i candidai di centro-destra e quelli di entro-sinistra? Che influenza ha avuto questo fenomeno sul risultato elettorale? La tabella in pagina contiene la risposta a tutte queste domande.

Nelle recenti elezioni regionali l' 11,4% degli elettori che hanno espresso un voto valido hanno deciso di votare solo a favore di un candidato-presidente. Il dato si ricava facendo semplicemente la differenza tra voti validi maggioritari e voti validi proporzionali, In valore assoluto parliamo di circa 3,1 milioni di elettori. Nelle elezioni regionali del 2000 erano stati poco più di 2,8. Il fenomeno quindi è in aumento, ma con una articolazione territoriale diversa nel 2005 rispetto al 2000. Infatti nel 2000 si poteva cogliere una netta differenza Nord-Sud. Al Nord il fenomeno era molto marcato, soprattutto in Piemonte, Lombardia e Veneto. In queste tre regioni oltre il 15% di elettori aveva espresso solo un voto per i candidati-presidente. Nel Centro e al Sud il fenomeno era molto meno presente. Nel 2005 il divario NordSud non è più così netto. Per due motivi. Il primo è il risultato della Lombardia dove nel 2000 oltre 800mila elettori avevano votato solo i candidati-presidenti mentre nel 2005 il numero è sceso a 500mila. Il secondo motivo è da cercare soprattutto in Lazio e in Puglia dove nel 2005 siamo arrivati a percentuali vicine a quelle del Piemonte, con un notevole aumento rispetto al 2000. In generale però possiamo dire che il fenomeno è in aumento dappertutto (si vedano anche Liguria e Toscana) anche se questo aumento a livello di dato nazionale (10,3% del 2000 contro l'11,4% del 2005) è meno visibile a causa del peso della Lombardia. Concludendo su questo punto possiamo dire che un numero sempre maggiore di elettori rinuncia a votare le liste di partito ed è attratto soltanto dai candidati-presidenti. Disaffezione nei confronti dei partiti? Personalizzazione della competizione? Effetto bipolarismo? Sono tutte ipotesi plausibili.

A beneficiare del voto personale sono soprattutto i candidati-presidenti del centro-sinistra. Solo Biasotti in Liguria, Bocchino in Campania e Abramo in Calabria, tra i candidati Iella Cdl, hanno fatto meglio lei loro avversari in questa particolare arena della competizione elettorale. In tutti gli altri casi sono i candidati dell'Unione ad avere ottenuto più voti personali e/o di coalizione. Questo era successo anche nel 2000 ma in misura molto meno uniforme e meno netta. Per interpretare questo dato occorre nerò tener presente che il voto personale dipende da due fattori: il voto dato ai soli candidati-presidenti; il voto disgiunto. In altre parole Marrazzo nel Lazio, tanto per fare un esempio, ha ottenuto il 9% di voti personali (contro il 4,1 di Storace) sia perché una parte di elettori che hanno votato solo per i candidati-presidenti ha scelto di votare per lui sia perché una parte di elettori che hanno votato una delle liste della Cdl ha deciso di non votare Storace ma di votare Marrazzo (voto disgiunto). Naturalmente è molto probabile che sia accaduto anche il contrario ma il fatto che Marrazzo abbia ottenuto più voti personali di Storace ci dice che il saldo del voto disgiunto in entrata e in uscita è per lui comunque positivo. E lo stesso vale per Vendola in Puglia.

Non a caso abbiamo fatto questi due esempi. Infatti questi sono i due casi che ci permettono di rispondere alla terza domanda che ci eravamo fatti. Che influenza ha avuto sulle elezioni il fenomeno del voto personale? La risposta è semplice: in Lazio e in Puglia è stato il fattore dercisivo che ha fatto vincere il candidato dell'Unione. Infatti in queste due regioni, a differenza delle altre regioni del Sud dove si è votato, a livello proporzionale c'era un equilibrio di voti favorevole alla Cd]. Questo equilibrio si è modificato a livello maggioritario proprio perché Marrazzo e Vendola sono riusciti ad attrarre una percentuale maggiore di voto personale e/o di coalizione. Non sono stati i soli tra i candidati dell'Unione. ma in questo caso l'esito è stato decisivo.

DI ROBERTO D'ALIMONTE

Il Sole 24 Ore 08-04-2005