aprile 8, 2005 PER VINCERE MEGLIO CORRERE UNITI O DIVISI? LE REGIONALI DIMOSTRANO CHE È UGUALEULIVO UNO STUDIO SUI RISULTATI DI LUNEDÌ SDRAMMATIZZA L’ALTERNATIVA TRA LISTA UNITARIA E SIMBOLI DI PARTITO In occasione delle regionali, le componenti del centrosinistra che hanno costituito la federazione dell’Ulivo si sono presentate in alcuni contesti locali con una sola lista, in altri con i simboli dei rispettivi partiti. Da qui il quesito se sia il centrosinistra nel suo insieme sia le sue componenti «uliviste» abbiano ottenuto un risultato complessivamente migliore (o peggiore) dove si sono presentate unite rispetto a dove si sono presentate divise. Il confronto con il passato è lievemente complicato dal fatto che il formato dell’offerta partitica è cambiato in vari suoi elementi nel corso degli ultimi anni, anche con specifico riguardo alle varie componenti del centrosinistra. Alcune componenti dell’area ulivista hanno cambiato denominazione o si sono variamente ricombinate. Inoltre, sia nelle elezioni regionali del 2000 sia in quelle del 2005, sono state presentate liste “dei presidenti”. Come si ricorderà, Cacciari e Martinazzoli, candidati del centrosinistra alla presidenza di Veneto e Lombardia, avevano due liste che sostituivano quelle di uno o più partiti della coalizione. Quest’anno in varie regioni sono state presentate liste del presidente che si aggiungono alle liste di partito o alle liste dell’Ulivo. Dovendo tuttavia in qualche modo tenerne conto, assumiamo che le “liste del presidente” siano assimilabili (e quindi vadano sommate) ai voti ricevuti dalla componente ulivista della coalizione. Del resto i candidati a presidente in questione provengono sempre da quella componente. Il confronto va inoltre fatto tenendo conto che le regioni nelle quali l’Ulivo si è presentato unito hanno per alcuni importanti aspetti caratteristiche diverse dalle regioni nelle quali l’Ulivo si è presentato diviso: l’Ulivo si è presentato diviso soprattutto in regioni meridionali nelle quali il differenziale tra il voto alle regionali e il voto alle politiche è sistematicamente più elevato che nelle elezioni del centro- nord. Del resto alla base di questo comportamento degli elettori meridionali vi è una delle caratteristiche che hanno indotto i leader dei partiti del centrosinistra, e segnatamente della Margherita, a non presentare la lista unitaria. Si ritiene infatti che gli elettori meridionali siano più facilmente motivabili quando sono in campo molti candidati in caccia del voto di preferenza. Il confronto più veritiero è, quindi, quello condotto tra elezioni dello stesso tipo. In sostanza, tra le regionali del 2005 e quelle del 2000. Il grafico mette a confronto l’andamento nel tempo di tre aggregati: a) la somma delle percentuali di voto ricevute da tutte le componenti del centrosinistra; b) la somma delle percentuali di voto ottenute delle componenti attualmente parte dell’Ulivo, a cui sono sommati i voti presi dalle liste dei presidenti; c) la somma delle percentuali di voto ottenute delle altre componenti del centrosinistra. In tutti e tre i casi, riportiamo distintamente l’andamento nel tempo di questi aggregati nei due gruppi di regioni, quelle in cui l’Ulivo si è presentato unito e quelle in cui si è presentato diviso. Emerge che nelle regioni in cui l’Ulivo si è presentato unito gli elettori cambiano di meno i loro comportamenti di voto in dipendenza del tipo di elezione: la linea è più continua. Al netto di questo fenomeno, il rendimento delle due strategie è identico. Il differenziale dell’Ulivo 2005-2000 è in entrambi i casi positivo per circa il 3,5% di voti validi. Nelle regioni in cui l’Ulivo si è presentato diviso le altre componenti del centrosinistra crescono in misura leggermente superiore che nelle regioni in cui l’Ulivo si è presentato unito. Nel sud cresce un po’ di più l’Udeur, nel centro nord crescono un po’ di più le componenti di sinistra radicale. Ancora una volta, come era già stato nelle elezioni europee, nessuna delle due strategie si dimostra decisamente migliore dell’altra in termini di rendimento elettorale (avere molti simboli e candidati in lizza, ovvero avere un simbolo forte). Rimane pertanto tutto affidato al giudizio degli attori politici se preferire un baricentro riformista ampio per la coalizione di centrosinistra o più liste a tutela delle identità. In questa competizione tra identità, a giudicare dal confronto tra il 2005 e il 2000, sembrano per il momento avere la meglio i Ds, a discapito della Margherita. (istituto cattaneo) 

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