aprile 6, 2005 LE CAUSE DELLA SCONFITTA / LE PREVISIONI DEI SONDAGGI: DECISIVI L'ECONOMIA E L'EFFETTO-PREMIER
I1 dibattito sulle elezioni regionali è in pieno svolgimento, e una delle domande chiave è quella relativa alle cause della pesante sconfitta del Centro destra. Hanno prevalso le motivazioni locali o quelle nazionali? Ha pesato un "effetto-devolution" dell'ultim'ora o piuttosto l'insieme delle difficoltà incontrate dal governo Berlusconi negli ultimi anni? Un piccolo contributo a indirizzare le risposte può essere fornito da alcuni dati provenienti dai sondaggi pre-elettorali pubblicati sul Sole-24 Ore circa tre settimane fa, e di cui ripubblichiamo alcune tabelle. In quell'occasione, oltre a interpellare gli intervistati (un campione dì 3.500 interviste telefoniche complessive, divise tra Piemonte, Liguria, Lazio e Puglia) sulle intenzioni di voto, avevamo chiesto loro anche alcune valutazioni più generali: sul governo regionale uscente, sui candidati in lizza per la poltrona di presidente, sulla loro percezione della situazione economica, e infine sull'operato del governo Berlusconi. I risultati sono riportati nelle tabelle 1, 2 e 3. Qual era la valutazione dei governi regionali uscenti e dei candidati a un mese dalle elezioni? La parziale sorpresa è che gli intervistati' davano un voto tutto sommato sufficiente alle giunte uscenti di centro-destra (tabella 1). I1 voto in pagella al governo regionale uscente era infatti compreso tra il 5,5 della Puglia e il 5,9 della Liguria. La valutazione personale del presidente uscente era ancora migliore: tutti superavano senza problemi la sufficienza, attestandosi con sorprendente regolarità su un voto di 6,3-6,4. D'altronde anche gli sfidanti godevano di voti simili: dal 6,1 di Burlando a un lusinghiero 6,8 che accomunava Mercedes Bresso e Piero Marrazzo. Il contrasto appare stridente rispetto alla valutazione del governo nazionale. In questo caso (tabella 2) il voto che gli intervistati davano, a un mese dalle elezioni, al governo Berlusconi era largamente insufficiente in tutte e quattro le regioni. Ma soprattutto a colpire era il pessimismo diffuso riguardo alla situazione economica (tabella 3): con regolari tà ancora una volta sorprendente, in tutte le regioni la grande maggioranza degli intervistati riteneva che nei 4 anni di governo Berlusconi la situazione economica (quella nazionale ancor più di quella familiare) fosse peggiorata, o al più rimasta invariata. All'indomani del risultato, quali ipotesi possono suggerire questi dati? É certamente azzardato affermare che il voto regionale sia stato esclusivamente un giudizio sul governo nazionale: altrimenti non si spiegherebbero le differenze di tendenza tra le varie regioni. Tuttavia desta curiosità il fatto che quattro presidenti uscenti, considerati vicini alla riconferma, e che godevano di giudizi tutto sommato non negativi, siano stati tutti e quattro battuti, e con distacchi (tranne la Puglia) dai 3 ai 6 punti percentuali. La conclusione plausibile è cha i fattori locali e le qualità personali non siano riusciti questa volta a neutralizzare gli effetti negativi del quadro generale. DI LORENZO DE SIO Il Sole 24 Ore 06-04-2005 |