aprile 1, 2005 LOIERO ALL´ATTACCO DI ABRAMO CON L´INCOGNITA VOTO DISGIUNTO Calabria, l´ex ministro canta vittoria ma il Polo non mollaSfida tra due ex dc. L´Unione fa il pieno ai comizi ma secondo la Cdl il candidato registra meno consensi delle liste Entrambi i candidati criticano Chiaravallotti e non si sbilanciano sul Ponte sullo Stretto Il centrodestra punta sull´effetto Berlusconi il centrosinistra sulla guerra alla devolution
CATANZARO - Ridacchia l´operatore tv, ma lui è dichiaratamente di sinistra. Ha "ripreso", a Vibo Valentia e dintorni, manifestazioni in contemporanea dei due candidati a presidente. Poi serio spiega: «Da Loiero c´erano centinaia di persone. Da Abramo, presente il ministro La Loggia, quarantuno me compreso: ho avuto difficoltà per il servizio perché dava un senso di desolazione». E´ un´indicativa istantanea della campagna elettorale in Calabria dove non si smuovono folle oceaniche, ma si tiene conto anche del numero degli elettori presenti alle manifestazioni per trarre conseguenze politiche. Una sorta di sondaggio artigianale che dà di gran lunga vincente il candidato dell´Unione, Agazio Loiero, rispetto a quello della Casa delle Libertà, Sergio Abramo, per il quale i sondaggi ufficiali fatti di campioni, interviste e proiezioni, registrano al massimo una rimonta, rispetto alla situazione di partenza, dandolo pur sempre perdente. In tanti, nel centrodestra, sperano s nell´effetto Berlusconi, ieri a Reggio ufficialmente per commemorare Nicola Calipari, l´eroe calabrese ucciso in Iraq, in effetti - si insiste - per dare una mano al suo candidato, abbandonato dal potente presidente forzista della Provincia, Pietro Fuda. Berlusconi, avvertono dall´entourage di Abramo, forse fiuta la possibilità di un sorpasso in curva. Un sondaggio «fresco e serio», come viene definito, commissionato dal candidato della Cdl, a una settimana dal voto fotografa infatti ancora un divario di circa 4 punti a favore dell´Unione, ma evidenzia un fenomeno: Loiero avrebbe meno gradimento delle liste che lo sostengono e la legge elettorale ammette il voto disgiunto, la possibilità di votare per un partito di centrosinistra e un presidente di centrodestra e viceversa, prefigurando un possibile pasticcio all´italiana. «Tutte fesserie», tagliano corto dallo staff di Loiero: il candidato dell´Unione va a gonfie vele, il suo impegno contro la devolution, giudicata una catastrofe per il Sud, gli ha procurato ancora più consensi. Si svolge, dunque, tra le quasi certezze dell´Unione e le speranze della Casa delle Libertà (oltre che sui paradossi), l´elezione del nuovo presidente della Calabria, dopo cinque anni di governo di centrodestra che l´Unione bolla come i peggiori per la regione e da cui prende apertamente le distanze - primo dei paradossi - lo stesso candidato della Casa delle Libertà. Non ci voleva, però, la storia - secondo dei paradossi - dell´interrogazione di un deputato leghista che chiede la chiusura del Porto di Gioia Tauro, l´unica cosa che funziona, perché coi containers vi transiterebbero anche affari criminali. Rischia di dare un ulteriore vantaggio al centrosinistra. Ed è benzina sul fuoco delle polemiche, che rende il confronto tra i due candidati ancor più nervoso. Accusa Loiero: «Il nuovo attacco della Lega contro la Calabria è un atto grave». Abramo, che su Gioia Tauro scommette anche lui, sorvola, ribatte indirettamente, imbarazzato: «Ci troviamo di fronte a una iniziativa insipiente, che non sta né in cielo, né in terra». Il terzo dei paradossi è che Abramo utilizza un frasario della vecchia sinistra per criticare il malgoverno di chi lo ha candidato e lo affiancherebbe nel caso di vittoria, mentre Loiero - quarto paradosso - fa il democristiano e parla come Montezemolo e ciò rassicura la sinistra. Il feroce ping-pong tra i due va avanti, così, da settimane. Abramo accusa Loiero di essere da troppo tempo in politica, bollandolo come ribaltonista; il candidato dell´Unione risponde sottolineando di essere «orgoglioso» del suo impegno politico e di governo. Si presentano come nemici da vecchia data ma in verità non lo sono Abramo e Loiero. S´azzuffano in tv e alla radio («Questa riforma costituzionale l´ha iniziata la sinistra», si difende Abramo; «Non sai neppure di cosa parli», lo zittisce Loiero), si lanciano dardi infuocati a distanza, ma provengono entrambi dagli stessi ambienti «Agà» e «Sergiuzzo». Quando la famiglia Abramo, industria tipografica secolare, cresceva all´ombra della Dc, Loiero da funzionario regionale rappresentava il nuovo di quel partito. Gli Abramo hanno dato una mano all´affermazione politica del giovane Agazio e quest´ultimo è stato accanto al giovane Sergio quando il Polo lo candidò a sindaco di Catanzaro. I grandi temi come la disoccupazione, i fondi europei non spesi, i giovani senza futuro, la mancanza di infrastrutture, il deserto attorno a Gioia Tauro, il disastro dell´autostrada del Sud, quella maledetta Salerno-Reggio cantiere infinito, restano però sullo sfondo della grande contesa, non entrano nei messaggi televisivi e nelle interviste, ma sono argomenti importanti negli incontri con la gente. Su due temi vanno però all´unisono. Entrambi indicano nella Sanità regionale, ridotta a un cumulo di debiti, uno dei guai maggiori prodotti alla Calabria dal centrodestra, soprattuto con la riforma voluta dalla giunta guidata da Giuseppe Chiaravalloti (l´unico presidente uscente della Casa delle Libertà non ricandidato) che Abramo non perde occasione di criticare prendendone le distanze. Entrambi hanno una linea ambigua sul Ponte sullo Stretto: sì, però, serve altro, si vedrà. Ci sarebbe ancora un quaranta per cento di elettori che deve scegliere, meglio evitare di scontentarli. La Repubblica 31-01-2005 |