marzo 31, 2005 ISTITUTO PIEPOLI / «REGIONALI, VOTO DI VALORE POLITICO»: Lo pensa il 62% degli italiani. Previste astensioni come nel 2000IL MAGGIORE INTERESSE DEGLI INTERVISTATI PER TERREMOTO, SCHIAVO E IL PAPA Nicola Piepoli
L’EVENTO che ha colpito di più l'attenzione degli italiani nell'ultima settimana è stato il nuovo terremoto in Asia, con l’allarme tsunami poi rientrato. Assai vicino a questa drammatica emergenza naturale si colloca l’interesse per una vicenda umana che ha diviso l’opinione pubblica mondiale: la lunga agonia negli Stati Unit di Terry Schiavo. Rimane comunque forte l’apprensione per la salute del Papa: infatti il 21 per cento degli intervistati è rimasto colpito dall’immagine del Pontefice costretto a rimanere in silenzio anche a Pasqua. A pochi giorni dalle elezioni regionali che coinvolgono 14 Regioni, per un totale di oltre 41 milioni di elettori, si è molto discusso se questo voto avrà o no un peso politico. A questo domanda, gli italiani rispondo in modo affermativo: il 62% degli intervistati ritiene che le regionali abbiano un significato politico e riguardino il governo, contro un 22% che ritiene abbiano solo un significato amministrativo. E quale sarà l’affluenza alle urne? Nel 2000 si recò al voto il 72,6 per cento degli aventi diritto, e facendo un'analisi sulle intenzioni di andare a votare da parte degli italiani, l'ipotesi si avvicina a quella percentuale: eserciteranno il loro diritto-dovere tra il 72 e il 75 per cento dell'universo degli elettori: poco più di 30 milioni di votanti. Considerando che le schede bianche e nulle dovrebbero superare di poco le 200 mila unità, si può affermare che i voti validi complessivi nelle 14 Regioni si assesteranno intorno ai 28 milioni. Rimane una certa aleatorietà nella previsione e una delle variabili in gioco può essere la meteorologia: circa il 9% degli elettori dice che un bel weekend di sole potrebbe influenzare la decisione di andare a votare, soprattutto per le donne (11%). Quando si andrà a votare? Come nelle elezioni precedenti, la maggioranza lo farà nella prima giornata: il 24% degli intervistati annuncia che voterà la domenica mattina e un altro 43% tra domenica pomeriggio e domenica sera. Lunedì mattina vi sarà solo una piccola coda di ritardatari (10%), mentre il restante 23% non sa o già preannuncia che non andrà a votare. Gli uomini andranno a votare soprattutto la domenica mattina o al lunedì, mentre le donne si concentreranno la domenica pomeriggio. |